Gluck!

by Silvia on December 22, 2011

La notte del #Gluck!

Update: 12 mesi di cose che succedono ininterrottamente. Buon Natale fratelli.

Update: mi sembra che siano nati tutti a Dicembre, é possibile?

Update: 365 giorni fa a quest’ora stavamo partendo per NY. La prima cosa che abbiamo fatto é stata andare in quel negozio di prodotti super-biologici nella piazza con la statua di Colombo al centro. Erano le otto di sera, fuori c’era il mercatino di Natale e la tempesta di neve stava per cominciare, @walsor.

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Martedì mattina

by Silvia on December 20, 2011

Premesso che non so chi sia Renato Piumini, vorrei che fosse cosí:

“Se un bambino ha la fortuna, la ricchezza, di vivere in mezzo a persone ricche di parole, persone che giocano tra loro e insieme a lui con le parole, che fanno molti espressivi rumori con la bocca, che non ripetono sempre le stesse cose, persone che raccontano storie e parlano con lui delle cose che accadono nel giorno e nella notte, persone che fanno le domande e rispondono alle domande, in una casa piena di libri, giornali, parole scritte, persone che invitano a casa altre persone che parlano, che non lo lasciano solo ad ascoltare per ore e ore le parole senza pausa, senza concretezza e senza risposta della televisione: insomma, se il linguaggio in mezzo a cui il bambino cresce é ricco, abbondante, generso, vario, allora anche il linguaggio del bambino sarà cosí, e allora il bambino avrà o cercherà le parole adatte per palare di quello che vede, sente, prova, sogna, immagina, ricorda”
(Renato Piumini)

Ho trovato questo trafiletto nella brochure di NATI PER LEGGERE, progetto finanziato dalla Regione Piemonte.

Click here for further details.

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Mother

by Silvia on December 16, 2011

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Comunicazioni di servizio #1 + Qualcosa in più

by Silvia on December 16, 2011

Un giorno dovrò dare conto di questa avventura attraverso la sanità piemontese sul tema della maternità. Dovrei fare i complimenti a cose e persone citando nomi e cognomi. Nove mesi di gravidanza senza aver speso una lira, un centesimo di euro.
Ho fatto esami, visite ginecologiche di ogni tipo, ecografie, tutto retribuito dalla Regione a cui vanno, siano in questo caso benedette, le mie e quelle degli altri, tasse. Il Consultorio da cui sono stata seguita, lo dico magari per chi, abitando magari da queste parti, avesse il dubbio se essere seguito attraverso la struttura pubblica oppure attraverso quella privata, é quello di Via Monte Ortigara, l’ospedale di riferimento (non per la nascita :) spiegherò piú avanti) é il Martini.
Tramite consultorio ho seguito un OTTIMO corso di preparazione al parto (“Quello che le donne non sanno”, ok il titolo é mio ma avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi cosí), un ottimo corso sull’allattamento (il titolo potrebbe essere lo stesso di cui sopra ma sarebbe meglio variare giusto per motivi di gusto), due incontri interessanti rispettivamente con ginecologo e pediatra.

Il capitolo barbarico del modo in cui tutto ciò veniva vissuto solamente 30 anni fa lo apro e lo chiudo in un batter d’occhio, ma meriterebbe di per sé un grosso approfondimento. Il titolo qui, se proprio si volesse cercarlo, porrebbe essere “parto, la rivoluzione copernicana”, magari ci torniamo.

La cosa che mi sembra interessante portare a casa oggi peró, é questa idea interessante a proposito del pianto del bambino, che é, a differenza del significato che noi diamo a questa parola, il modo preliminare e sostanziale del bimbo di stare al mondo. Il bambino, neonato, comunica, e non può non comunicare, che attraverso il pianto. Cosa comunica? I suoi bisogni, cibo, necessità di essere cambiato, coccole. Sostanzialmente bisogno di attenzione, con il pianto il bambino dice al mondo EHI, IO CI SONO, PRENDITI CURA DI ME. 
Sembrerebbe che in non so quale tribù estremamente povera dell’Africa, siano stati fatti degli studi e che, a fronte di una grave difficoltà alimentare, si siano salvati soltanto i bambini che utilizzavano il pianto come modalità fomdamentale di relazione per richiamare l’attenzione dei genitori.

A volte sembrerebbe che il bimbo pianga senza motivo, capita la sera, soprattutto nelle prime settimane di vita, e che i genitori non riescano a capire cosa stia succedendo. 
Prenditi cura di me INCONDIZIONATAMENTE, questo sta dicendo il bambino. La mamma risponde, corrisponde a questo bisogno di amore incondizionato accompagnando un pianto che pure non capisce. Questo credo voglia dire essere madre.
Sembrerebbe che chi é in grado di rispondere incondizionatamente alle richieste di amore dei propri figli, avrà dei figli capaci di autonomia, chi non saprà farlo crescerà figli appiccicosi e insicuri. Il vizio inteso nel senso del viziare, in questo contesto non  esiste, e se esiste si trova sul versante opposto, quello di un amore fragile.

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In viaggio oltre il pargolo

by Silvia on November 30, 2011

-          Amaca da casa per leggere allattare eccetera eccetera

-          Porta bimbo finlandese e relativa cover sul davanti

-          Vasetto strafigo anche se prematuro

-          Cappellino che faceva parte della spedizione

-          Sacco letto stile sacco a pelo al posto delle coperte

Nel frattempo, già che sono in vacanza domani mi alzo e vado a far foto. Più puntatina al TFF.

eYo!

:-)

UPDATE: l’amaca é arrivata.

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Molto più forte ti chiamerò

by Silvia on November 27, 2011

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A caldo

by Silvia on November 14, 2011

Trascrivo qui quanto scritto/pensato sabato sera su FB a ridosso delle dimissioni di B. Giusto per esprimere un’opinione, tenerne traccia, e confermarla a freddo.

“Ecco si é tolto dalle palle, evviva. Si é tolto dalle palle sempre troppo tardi e sempre troppo a lungo ha governato. Mai piú gente cosí, e magari mai piú un’opposizione incapace di arginare questa follia. Se ne é andato e non é stato merito vostro (sinistra fra tante virgolette) ma é stato per il peso colossale dei SUOI errori.”

Grazie Napolitano.

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Taglio e cucio

by Silvia on November 12, 2011

É come quando quel tale diceva che quell’altro, Michelangelo, faceva le statue liberandole dalla roccia. Cosí anche io sfrondo, separo ciò che é morto da ciò che é vivo, e quel che rimane é appunto una forma, definita e precisa, costruita per differenza o sottrazione.

Poi cambio muta e con tutti gli avanzi ci faccio una mostra per l’arte povera. (Segue l’elenco che non posso fare).

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