
Qui le altre foto delle vacanze.
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Piatto a sorpresa per gente curiosa.
oppure
Piatto a sorpresa per gente a cui volete destrutturare qualche schema fisso :)
Ingredienti: 1 CIPOLLA DI TROPEA, 5 OLIVE DI GAETA, CUSCUS, 1 MELA GOLDEN, ZUCCHINE VARIE MOLTO VERDI, CONIGLIO, CURRY, SALSA ALL’ACETO BALSAMICO FIOR FIORE COOP, PREZZEMOLO, OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA.
Procedete in questo modo:
Rosolate la cipolla nell’olio e nella salsa d’aceto (era tutta la vita che sognavo di scrivere “rosolate”), sbucciate la mela, fatela a fettine sottili e adagiatela nella padella. Aggiungete il curry e le olive di Gaeta. Rosolate e mescolate.
Poi MONDATE le zucchine, affettatele, e mettetele nella padella insieme al resto. Se secca aggiungete acqua.
Nel frattempo prendete il coniglio, una fettina se siete in due va bene, tagliatela a pezzetti, con le forbici se non avete tagliere e coltellaccio. Quando le zucchine hanno l’aria di essere quasi cotte, aggiungete il coniglio e il prezzemolo tagliuzzato.
E’ quasi fatta. Prendete il cuscus, una sessantina di grammi per due persone vanno bene, cuocetelo secondo la regola, con acqua sale e olio.
Spegnete il fuoco non appena la carne è cotta, aggiungete il cuscus. Il piatto è pronto.
(All rights reserved ma li cedo volentieri :-)
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Prendo le forbici, voglio sentire quel suono sordo e dolce che accompagna la carta quando è tagliata.
Le forbici che ho non vanno bene, hanno il manico colorato, come fossero per bambini, sono rosse ed arancioni. Le mie debbono essere tutte dello stesso colore, metalliche, che taglino la carta come fosse velluto. Le mie forbici debbono essere appuntite, eleganti nella loro fisionomia, nè colorate, nè forbici qualunque. Forbici, con la F maiuscola. Lunghe, di una lunghezza sufficiente a non sentire attrito.
Devo andare a comprarle così posso cominciare a tagliare.
* * *
Adesso prendo la carta, la trovo nell’armadio, basta aprirlo, è nero e lucido. Mi invita, per quanto è bello. Lo apro, cerco l’occorrente, la materia prima, come fosse schiuma per la barba.
Trovo quel che cerco. Adesso l’operazione più difficile, distinguere. Uso i guanti termici, di lattice, quelli che mi proteggono le mani dalle ustioni, dal cancro della pelle.
Da piccola mi piaceva sentir raccontare storie. La forma più semplice per me di chiedere affetto era chiedere a qualcuno che mi raccontasse la sua storia. Passavo ore a recitare il mantra del mi racconti. A chi lo faceva spontaneamente veniva tributato un riconoscimento particolare.
Inizio a separare, questa sì questa no, questa è contaminata, questa è sana.
Mi sembra di avere qualcuno alle spalle. “C’è qualcuno dietro di me?” Non mi volto, so che non c’è nessuno.
Patty Smith dice che distinguere tra il bene e il male sia un errore, che abbia senso farlo solo tra la purezza e la sua assenza.
La purezza, a chi la avevo lasciata io?
Al diavolo, non c’è dubbio.
Ricomincio a dividere, ogni tanto rileggo, mi ci cade l’occhio, inutilmente. Vado avanti.
Questa sì, questa no, questa neanche. Quest’altra nemmeno. Questa invece non è per me nè per te, ma non la tengo lo stesso, mi dispiace.
Hai giocato a pocker e hai perso l’asso di bastoni, io invece non ho perso carte, le ho tutte qui davanti.
Il mucchio è pronto, da una parte quello da bruciare, dall’altra quello da salvare.
Prendo le forbici, la lama è lucente, riflette quel che basta. Guardo la punta, infilzerebbe la pancia di un uomo se solo volesse.
Il resto è uno scherzo, l’ho già fatto, seguo il filo della lama fino in fondo, creo striscioline di carta larghe come fossero i bigoli di una crostata, poi incrocio, inverto l’asse e procedo in senso inverso formando piccoli rombi. Coriandoli.
Quel che resta rimane a me ed è integro.
Purezza inclusa.
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…torinese, come tante.
Però questa un pò speciale lo è perchè arriva alla fine di un anno in cui sono cambiate tante cose, e tutte nella direzione giusta. Che dire?
Mi sarebbe piaciuto fare un aperitivo con tutte le persone che ho incrociato quest’anno, che stanno dalla parte giusta, e che in un modo o nell’altro mi hanno camminato accanto. Cosa che non è possibile fare. Però in qualche modo il pensiero va a voi. Con la speranza che l’anno prossimo sia ancora migliore.
Non mi rimane che scegliere i libri di viaggio, tra tutti quelli che ho comprato quest’anno e che per una ragione o per l’altra non sono riuscita a leggere, e sceglierli con dovizia, perchè la testa e il cuore siano il linea con il libro, e non è facile, sempre.
Insomma anche quest’anno sono cresciuta e questo, quasi, è quel che basta.
Ci vediamo l’anno prossimo, ho ancora l’abitudine di pensare gli anni in termini scolastici, così che quando finisce l’anno comincia la vacanza e viceversa. Taglio a questo punto, e anche ciao a tutti voi :-)
Ce ne andiamo a Creta e almeno una settimana la passeremo nell’isola più meridionale dell’Europa, nel cuore del mar libico, sotto Creta, dentro la pancia di Creta.
CIAO.
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Anche NO, direi.
Perchè si dà il caso che ad un certo momento, in preda ad un delirio dovuto sicuramente al caldo, CI fosse venuto in mente di percorrere il Cammino di Santiago in bici, ad Agosto.
Ragioni profonde mi dicevo, quasi di carattere esistenziale… ehm… ed economico poi. Vuoi mettere la furbata di andare in vacanza in bici e dormire praticamente gratis ogni notte e intanto viaggiare lungo la Spagna per circa 800 Km e incontrare un sacco di gente, di qualsivoglia etnia, sorta e motivazione???
Poi negli ultimi giorni ho acceso l’aria condizionata e il mio cervello ha cominciato a ragionare. Ha pensato e riflettuto, a c c u r a t a m e n t e . . .
Le idee da oscure e confuse, come diceva quel tale, sono diventate chiare e distinte.
All’orizzonte CI è apparso il MARE GRECO, profondo e cristallino, e una voce di donna che pronunciava i nostri nomi, forse una dea:
“Waalteer…… Siilviiaa, Waalteer…… Siilviiaa”, e poi di nuovo, come le onde del mare.
I poveri mortali, inquieti nello Spirito, si lasciarono tentare.
GRECIA sia. Creta fu.
Mercoledì si parte e lunedì con l’esame si finisce l’anno.

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Bello l’articolo di Scalfarotto di questa mattina, pubblicato sul suo sito e sull’Unità di oggi.
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1) Ok, predisporre misure anticaldo per oggi forse non serve ;-)
2) il prossimo pranzo sarà domenica 12 Settembre: dunque l’11 concerto di Guccini, il 12 Pranzo popolare ;-)
3) l’idea della ciclofficina me gusta dunque andrò presto a curiosare ;-)
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…sono fier(a) del mio sognare di questo eterno mio incespicare…
Che bella parola che è questa, dice tutto. Incespicare. Ci provi e ci riprovi, ogni tanto sbagli, qualche volta cadi, e poi torni impiedi e continui a camminare dritto sulla tua strada. :))
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Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E’ una frase che ha a che fare con l’idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l’orticaria.
La frase però può avere anche un altro senso, ben diverso e probabilmente più umano.
All’inizio infatti è solo luce, una luce che ricopre tutto, in-ondante. C’è tanta di quella luce che l’omuncolo (l’Uomo!) si sente piccolo e pensa di avere tutto il mondo davanti a sè, da scoprire. E ce l’ha, ignoto, maestoso, brillante e accecante.
Poi l’omuncolo s’alza, in statura, e comincia a proiettare un’ombra su questo mondo, un’interpretazione. Insomma gli dà un senso, nel bene e nel male. L’ombra si allunga e lo spazio dell’ignoto si accorcia, fin quando l’ombra ricopre tutta la superficie del globo, uno il mondo, uno la sua interpretazione.
Click, scatta, la pellicola è impressionata, la foto è fatta.

Poi la terra gira ancora, come il vento, la sua immagine decade, lui decade, non c’è più e magari qualcun altro, da qualche altra parte, presumo opposta, si troverà di nuovo con questo bagliore di luce negli occhi a scattare prima o poi la sua foto.
Ecco, Artù, Tu e la Terra siete? UNO.
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Oggi guardavo i passanti, mi sembrava di riconoscerli, e qualcuno l’ho riconosciuto veramente. Quante persone capita di incontrare, girovagando in vespa o in bici, se solo si fa un pò di attenzione. Sotto i portici, lungo la strada, davanti al fiume.
Il fiume esonda, l’ho visto stamattina, i murazzi straripanti e chiusi. E la spiaggetta che si forma. I detriti che il fiume porta con sè e lascia dove capita, pure sulle sponde. Sabbietta, di un fiume livido dello stesso colore del cielo.
Me ne vado. Dicono che in Francia c’è il nubifragio (il NUMI Fragio!) e che momento perggiore per andare non potevo scegliere.
Me ne vado per un pò, tolta l’incombenza di questo esame torinese questa mattina – che mi ha riservato uno stitico 29 – e abbondantemente oltrepassato il guado del tirocinio per l’insegnamento dell’italiano a stranieri.
Francia ora, Roma la settimana prossima e poi il 19 Luglio la chiusura dell’anno con l’esame Ditals. Intanto piove, che non sembra estate.
(scritto ieri, pubblicato oggi)
Fest[e] di fine corso in Asai :)

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… in virtù del quale attendendo due biccilette nuove fumanti, siamo andati al Biche pride con due rottami sgarrupati che ci hanno offerto gentilmente quelli del negozio di Bici al posto di quelle nuove non ancora arrivate. Gentili, la mia bianca, la sua rossa, diciamo che più che retrò erano in versione “a un passo dalla bara” :)

C’è pure poi che perdo il senso del tempo e che oggi non so esattamente che giorno è. Ma questo con le bici non c’entra.
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Eccola qua, se ne è andata qualche giorno fa.
Chissà che non sia andata a scandagliare, quando ancora era in vita, quello che bolle nella testa reptalica di una donna.
A me aveva affascinato subito, e non poco.
Onde inanellare una serie di banalità mi fermo qui.
Lode a Louise Bourgeois, ai suoi cazzi, ai suoi ragni e alle sue nodosità a volte ributtanti.
Se non ci fosse stata qualcuno avrebbe dovuto inventarla.
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“Ostensioni di presunte reliquie e di Madonne piangenti e sanguinanti e il divieto al popolo di leggere la Bibbia hanno fatto degli italiani un popolo ignorante e superstizioso. Con grande soddisfazione di chi nelle gerarchie si batte contro relativismo, illuminismo e darwinismo. Il mondo è stato profondamente trasformato dalla Riforma. In seguito l’Italia e altri paesi cattolici hanno recuperato socialmente e sul piano economico ma sul piano dell’opinione pubblica, della quantità di libri che si leggono, dello statuto della coscienza, sono un passo più indietro. Può darsi che sia una situazione migliore – la dieta mediterranea non è certo peggiore del fast food – ma la differenza c’è. L’apologo del Grande Inquisitore di Dostoevskij resta vero: la forza eversiva della religione la chiesa la tiene rinchiusa nei suoi forzieri. Profeti e messia sono presenze pericolosissime”.
(Adriano Prosperi, qui e su il Foglio.)
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Oggi qualcuno celebrava il funerale della pubblica istruzione, ed è singolare che la colonna sonora fosse quella che trovate sotto. Naturalmente a me ha fatto piacere sentire suonare Faber e ho pensato che il problema non è che qualcuno ancora la meni con queste canzoni, ma evidentemente il fatto che queste canzoni parlino – continuino a parlare – a chi ha quell’età.
Quanto a me scendevo per le scale, ho fatto una foto, bruttina perchè il telefono questo fa, e ho sorriso. Davanti la primavera, e la luce di maggio.
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Lo so, sto per scrivere uno di quei post che poi cancellerò. Ma voglio farlo, la scrittura funziona così, ha i suoi momenti, le sue fasi, e i suoi picchi di ispirazione. Se poi li perdi questi momenti, le cose che volevi dire ti rimangono a metà strada, non dette ma neanche dimenticate, tra l’aorta e l’intenzione come avrebbe detto qualcuno.
Ecco io tra l’aorta e l’intenzione vorrei scrivere un post sul CS, qualcuno forse ricorderà quello controverso scritto su Jane di qualche anno fa.
E’ stata una bella esperienza questa volta, of course to be repeated. So now I’ll just let you our CS verification postcard (wich is very nice) with the intention, anyhow, to write something more next time.
W Couch Surfing, again.

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Penso che il valore politico di questa foto non abbia uguali, come penso che la conoscenza sia lo strumento più alto ed efficace che abbiamo per difenderci da un potere spesso stupido.
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Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: “Non posso mettere a repentaglio la mia autorità!”. La perse in quel momento. Quella frase si impresse come un marchio indelebile nella mia memoria, e in essa vi era già un preannuncio della fine della nostra amicizia. Così Freud poneva l’autorità personale al di sopra della verità!
(CGJ, Ricordi, sogni, riflessioni. Ed. BUR 2008)
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San Salvario, via B.Galliari, 12 L Torino.
Allora, posto molto carino, vini ottimi, dolci sublimi.
Vado con ordine partendo dal fondo, un dolce a base di ricotta e fragole da leccarsi i baffi, ad averli. Non sapeva di ricotta naturalmente, sopra il bel rosso delle fragole. Lo so, nulla di che di per sè ma assaggiatelo e farà la differenza.
Accompagnato da un vino che ho apprezzato e che pur non essendo dolce, vai a sapere perchè, ci stava bene: Anarkos.
Qui potete godervi lo spot se volete.
Prima del dolce un tagliere, un pelino grassoso ma buono. Accompagnato da un vino bianco fruttato graditissimo: Verdicchio di Jesi Superiore e pure Capovolto. Non ricordo il nome dei produttori ma si tratta di piccoli produttori locali con cui i gestori di Enò sono in rapporto.
Alle pareti un pò di foto, quadrate, foto fatte dal basso, curiose, lì in esposizione.
Poi qualche libro, a proposito, vendono vino, vendono prodotti vari, qualcosa di Libera all’occorrenza, e fanno il pane: dalle 23,30 in poi fanno una strana loro focaccia farcita che deve essere appetitosa.
Eravamo ai libri, ricordo il libro di Alda Merini aperto e qualcosaltro che ora mi sfugge, e i Beatles come colonna sonora, anche altro, ma ora mi sfugge anche quello… per via del vino, of course ;-)
Comunque, Enò, sarà uno spazio fisico o uno spazio della mente???
Bye bye :)
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Lo so, arrivo in ritardo ma questo ruggito vorrei metterlo comunque tra le cose da ricordare di questi giorni.
Notte gente.
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Dunque vado a fotocopiare fotocopie. Cerco prima in google per non finire dall’altro capo del mondo ma quasi dietro casa. Luna qualcosa si chiamano. Hanno perfino la fotocopiatrice evoluta, tu gli dai in pasto il mazzetto di fogli e lei fa tutto per conto proprio, fronte retro incluso. Fotocopio 219 pagine, quattro pagine per foglio, uguale 56 fogli. Dunque fotocopio 56 fogli. Bene.
Quanto pago? Fa due conti veloce, tic tic tic, nel frattempo io guardo la sua maglietta di Emergency e penso, beh, sarà clemente, non vorrà mica farmi comprare il libro nuovo.
Pago 19,qualcosa €.
Ehm, Sorry, What, Cosa, Che stai a ddì??
Sì, ma se faccio la tessera, tic tic tic, sempre la magliettina di Emergency, bianca, con la scritta rossa, 13,qualcosa €.
- Bene, faccio la tessera.
- Bene, è gratis.
- Bene.
- Bene.
- Quanto ci mette dentro?
- Beh non saprei, facciamo 15 €.
- Ennò, non va bene, deve sempre rimanere qualcosa!
- Infatti rimangono 1,qualcosa €….
- Non basta! E se lei scappa e non torna più?? – ecco adesso mi viene in mente il capo aguzzino dell’ing. Fantozzi… – Metta 20 mi dice, così quando torna ha 6,qualcosa € nella tessera!
La faccio breve e metto 20, non ho voglia di mettermi a trattare con la Signora. Che ha la maglietta di Emergency addosso e i capelli tinti di giallo, questo non lo avevo detto.
Chiedo solo lo scontrino, questo almeno lo posso fare con pieno diritto, non lo devo contrattare.
- 13,60 € di scontrino. Metta una firma sulla tessera. La tessera rimane a noi e la prossima volta che torna mette un’altra firma.
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Non amavo la pubblicità sulle reti fininvest, non amo la pubblicità sulle reti mediaset. Perchè dovrei amare quella di Repubblica?
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Bene, abbiamo fatto tappa, ci siamo rifocillati, il treno, come si vede sotto, non si ferma…
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Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)
Riesci a immaginare come sarebbe avventurarsi in un Triangolo delle Bermuda al contrario? In una zona dove succedono cose stranamente meravigliose, invece che stranamente orribili? Penso che un posto del genere esista e che presto lo troverai. La fortuna che ti aspetta sarà un misto di idiozia e genialità. Le scoperte che farai potrebbero essere inutili all’apparenza, ma preziose in profondità. Chiavi perdute potrebbero ricomparire e anelli mancanti materializzarsi dal nulla. E questo sarà il piatto forte: un apparente ricordo del futuro potrebbe indicarti un passaggio segreto per raggiungere un luogo nascosto che contiene spazzatura magica.
Segue sonetto:
Se fosse un falso sè
nasconderebbe la vera essenza del sè
e la terrebbe per sè
cosa che, non sarebbe capìta dai più, per lo più,
solo tu ne capiresti di più.
Vieppiù,
sarebbe calmo l’andare, lento il respirare,
senza lasciare qualcosa da dimenticare.
Cala la sera, il rosa circonda
la bestia e l’onda.
Si mette a remare,
guarda il da fare,
senza naufragare
si lascia andare.
Ecco. Poi comincio a ridere a crepapelle.
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Il mare è pieno, l’oceano trabocca,
bella è la dimora delle navi;
il vento sabbioso forma vortici
sopra l’estuario presso Dà Ainmech;
veloce il timone sul grande mare.
(tratto da un’antica lirica irlandese)
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L’abate Agheras va dall’abate Poemen e gli dice: “Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?”
Replica dell’anziano: “Non c’è più deserto, ormai. Va’ dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo”. |
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“Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial book”:
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- Che suono fa?
Sì, proprio che suono fa ti chiedo.
- Un suono sordo, senza via d’uscita.
- Come quando le persiane sbattono forte per il vento?
- Quello è un suono acuto, dadi che cigolano,
ruggine che gracchia, vernice verde che cade a pezzetti.
Il suono sordo è un tonfo,
è nero di seppia disciolto nel mare.
Occhi fondi come vetro di bottiglia.
Te lo ricordi il mare?
- Sì, lo ricordo.
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Sottotitolo, parafrasando Popper:
Un partito aperto e i suoi nemici
Alcune note a margine di queste elezioni regionali:
1) chi vota Grillo non è il “partito” di Grillo, né chi vota Di Pietro è integrato con il suo partito, che come è noto è fatto anche, a volte, di fuoriusciti reciclati da altri partiti. Vedi ad esempio il caso di un tal Flavio Bucci fuoriuscito da Forza Italia e candidato alle regionali con l’IDV.
Ergo
2) non voler parlare a quelli che ora protestano vuol dire non parlare a quelli che, a sinistra, potrebbero con piena legittimità far parte dell’elettorato del Partito Democratico.
Penso alla base popolare che aveva il Pci di Berlinguer. Faccio difficoltà a pensare che chi oggi è esasperato da questo mondo destroverso non possa fare parte di un PD autenticamente inteso, aperto, radicato nella società e di sinistra.
Conosco tante persone sinistroverse che non hanno nulla a che fare con quella cosa che viene chiamata sinistra radicale e che starebbero molto volentieri dentro il Partito Democratico “solo se”.
Solo se, e qui è facile concluderlo, si sentissero rappresentate. (Giovani sempre più disoccupati in Italia +7,6% rispetto alla Ue, titolo di oggi di Repubblica)
Questo mi permette il passaggio al punto tre:
3) non sarebbe stato il caso, per scegliere i candidati delle regionali, fare le primarie e interpellare non soltanto tutti quelli di cui ai punti 1 e 2, ma anche la base stessa del PD?
E che cosa forma quella base (limitata non soltanto agli scritti ma estesa a tutto l’elettorato) + tutti coloro che stanno alla periferia del Partito Democratico ma comunque pur sempre fuori perché non hanno nessuna voglia di turarsi il naso?
Un partito aperto.
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Riprendo l’idea dal blog di Ivan Scalfarotto
Dobbiamo guardare al nuovo, noi dobbiamo aprire le porte del partito a tutti: ai giovani, alle donne, ai lavoratori, ai movimenti. Noi dobbiamo dire: “Venite, venite nel partito, prendetelo! Vediamo insieme cosa possiamo fare! Questo sentimento popolare…”
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Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull’uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di mulini, forni e altre strutture e servizi di proprietà esclusiva del signore (che esigeva pure somme per l’uso dei pascoli, boschi, acque e incassava le multe comminate ai colpevoli di reati che lui stesso aveva giudicato), a versare imposte quali il fodro (all’inizio destinato al mantenimento dell’esercito regio e poi divenuto contributo fisso) o la taglia (pagamento dovuto da un’intera comunità per la protezione ad essa accordata dal signore).
(G. Azara, La Civiltà del Medioevo, Il Mulino 2004)
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per chi è a ROMA, e nel LAZIO, votate, oltre che per EMMA BONINO, per CRISTIANA ALICATA.
Perchè?
Beh ci vorrebbe troppo tempo per dirlo, prima di tutto la politica (la Politica) è la sua vocazione naturale, non soltanto è animale sociale in sommo grado (che è per chi non lo ricordasse la definizione che dava Aristotele di essere umano), ma anche perchè ha capacità di VISIONE. E questa è un’altra bella cosa. Tende al MEGLIO, e cerca di trasferire questa bella IDEA sulla Terra, e lo fa con forza, coerenza e coraggio.
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