Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E’ una frase che ha a che fare con l’idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l’orticaria.
La frase però può avere anche un altro senso, ben diverso e probabilmente più umano.
All’inizio infatti è solo luce, una luce che ricopre tutto, in-ondante. C’è tanta di quella luce che l’omuncolo (l’Uomo!) si sente piccolo e pensa di avere tutto il mondo davanti a sè, da scoprire. E ce l’ha, ignoto, maestoso, brillante e accecante.
Poi l’omuncolo s’alza, in statura, e comincia a proiettare un’ombra su questo mondo, un’interpretazione. Insomma gli dà un senso, nel bene e nel male. L’ombra si allunga e lo spazio dell’ignoto si accorcia, fin quando l’ombra ricopre tutta la superficie del globo, uno il mondo, uno la sua interpretazione.
Click, scatta, la pellicola è impressionata, la foto è fatta.

Poi la terra gira ancora, come il vento, la sua immagine decade, lui decade, non c’è più e magari qualcun altro, da qualche altra parte, presumo opposta, si troverà di nuovo con questo bagliore di luce negli occhi a scattare prima o poi la sua foto.
Ecco, Artù, Tu e la Terra siete? UNO.
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