Ecco qui qualche foto del nostro viaggio, una bella esperienza malgrado qulache strana vicissitudine….. un posto dove tornare.
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E bella, e molto particolare, la mostra di Louise Bourgeois alla Tate Modern: suo, ad esempio, è il ragno riportato sopra e donato alla galleria nel 2000 in occasione dell’ inaugurazione della nuova sede.
Il ragno, di cui esistono altri esemplari all’interno della mostra, rappresenta se stessa come madre, ed è singolare che per questo scopo sia utilizzato qualcosa che di per sè appare quasi come repellente. Si percepisce, entrandoci dentro, attraverso la capienza e la nodosità degli arti, la grandezza del suo amore (sotto la pancia il ragno contiene esattamente 3 sfere che sono il numero dei figli di Burgeois) e al tempo stesso un lato oscuro che ha a che fare, più che con la bruttezza (di quella forse possiamo disinteressarcene, almeno fin quando non ne capiamo il senso) con l’idea del possesso…….
Tutta la mostra sembra giocare su questa contraddizione, l’amore da un lato, l’oscuro dall’altro, dove l’oscuro, ciò che inquieta forse anche chi ha realizzato l’opera, sta proprio in questa sovrapproduzione, sovrabbondanza, eccedenza del darsi dell’amore stesso…..
Sotto un’immagine presa dal sito della Tate e la foto scattata alla Bourgeois da Robert Mapplethorpe nel 1982:
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