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	<title>swd &#187; BOOKS</title>
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		<title>Dedicato</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 15:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dedicato a) &#8220;Questo tipo di comportamento é, in genere, autodistruttivo: premia tenendo il soggetto fuori dalla realtà facendolo vivere in un mondo che non esisterà mai. Le ragioni più comuni per le quali si persiste in ragionamenti e comportamenti improntati all&#8217;esigenza di giustizia, sono: &#8211; é un modo di sentirsi superiori e migliori e compiacersene. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Dedicato a)<br />
&#8220;Questo tipo di comportamento é, in genere, autodistruttivo: premia tenendo il soggetto fuori dalla realtà facendolo vivere in un mondo che non esisterà mai. Le ragioni più comuni per le quali si persiste in ragionamenti e comportamenti improntati all&#8217;esigenza di giustizia, sono:<br />
 &#8211; é un modo di sentirsi superiori e migliori e compiacersene. Se insisti a far rientrare tutto in un utopico sistema di giustizia, e se ti preme far quadrate il tuo registro del dare-avere, resti attaccato al tuo concetto di <em>sacrosanto</em> e vivi di auto compiacimento, anziché di vita effettiva. <br />
- Rinunci ad assumerti le tue responsabilità e giustifichi la tua immobilità con quella che sarebbe l&#8217;ingiustizia della gente e della vita: capri espiatori della tua incapacità di esistere secondo scelte tue. In tal modo eviti di correre rischi, ed eviti l&#8217;impegno di cambiare. Se la causa dei tuoi problemi é l&#8217;ingiustizia, finché l&#8217;ingiustizia non sarà sparita, tu non cambierà mai. Ora, che l&#8217;ingiustizia sparisca, é un fatto che, naturalmente non si avvererà mai.&#8221;</p>
<p>Dedicato b)<br />
&#8220;Carlos Castaneda chiama <em>uomo di conoscenza</em> colui che vive agendo, non pensando di agire, né pensando a ciò che penserà quando avrà finito di agire (&#8230;). Sa che la sua vita finirà anche troppo presto; sa, perché lo vede, che nessuna cosa é più importante di un&#8217;altra. Talché un uomo di conoscenza suda e si affanna e, a chi lo guardi, appare un uomo come tutti gli altri, eccetto in questo, che la follia della sua vita é sotto controllo. Poiché nessuna cosa é più importante di un&#8217;altra, un uomo di conoscenza sceglie una qualsiasi azione, e la compie come se per lui fosse importante. La sua follia sotto controllo gli fa dire che ciò che egli compie é importante e lo fa agire come se lo fosse; eppure, egli sa che importante non é. Allora, quando ha compiuto i suoi atti, egli si ritira in pace e, siano essi stati buoni o cattivi, efficaci o meno, ciò non lo riguarda in alcun modo.&#8221;</p>
<p>Le vostre zone erronee, Wain W. Dyer</p>
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		<title>Rallegrati</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 20:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivo con lPad dalla casetta dei miei, che sono andati a cena fuori e che mi hanno lasciato a guardia del cammino. E&#8217; un lapsus, volevo dire camino. Devo proteggere il fuoco, preservarlo dal freddo. Ho finito di leggere Rallegrati di queste cose al crepuscolo di Hugh Nissenson, newyorchese ed ebreo. Rallegrati di queste cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Scrivo con lPad dalla casetta dei miei, che sono andati a cena fuori e che mi hanno lasciato a guardia del cammino. E&#8217; un lapsus, volevo dire camino. Devo proteggere il fuoco, preservarlo dal freddo.<br />
Ho finito di leggere Rallegrati di queste cose al crepuscolo di Hugh Nissenson, newyorchese ed ebreo.</p>
<p>Rallegrati di queste cose al crepuscolo:<br />
un altro giorno vissuto,<br />
l&#8217;amore dell&#8217;amato,<br />
una torcia che brucia,<br />
ghiaccio attraversato,<br />
stivali asciutti,<br />
birra bevuta.</p>
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		<title>Coincidences</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 17:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA["Alexander McCall Smith"]]></category>
		<category><![CDATA["Semiotica Pub e altri piaceri"]]></category>

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		<description><![CDATA[(ovvero le ragioni casuali per cui oggi ho comprato questo libro) # Edimburgo # Seduta dallo psicoanalista # Il corso di Italiano # Salopette color fragola # Secondo anno sabbatico in cerca del vero amore #Raduno nudista # Saggia ed estroversa antropologa # Brillante digressione filosofica. Era estate. L&#8217;avanzata dell&#8217;anno, così timida nei primi mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><pre>(ovvero le ragioni casuali per cui oggi ho comprato questo libro)</pre>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/book.jpg" alt="" width="220" /></p>
<p># Edimburgo</p>
<p># Seduta dallo psicoanalista</p>
<p># Il corso di Italiano</p>
<p># Salopette color fragola</p>
<p># Secondo anno sabbatico in cerca del vero amore</p>
<p>#Raduno nudista</p>
<p># Saggia ed estroversa antropologa</p>
<p># Brillante digressione filosofica.</p>
<p><em>Era estate. L&#8217;avanzata dell&#8217;anno, così timida nei primi mesi di primavera, ora sembrava procedere implacabile. Il giorno più lungo, che dava sempre l&#8217;idea di presentarsi con un aticipo indecente, era trascorso tra raffche di vento e una lieve pioggia, ma era stato seguito da una meravigliosa esplosione di caldo, penetrata fin dentro le pietre stesse di Edinburgo.<br />
Qua e là sui marciapiedi era comparsa una manciata di sedie  e tavolini, popolati da gruppetti di persone incredule di potersi sedere all&#8217;aperto, in Scozia, a fine estate. Non poteva durare, lo sapevano tutti. Settembre era alle porte; dopo di che, come aveva ben presente chiunque tranne i meno perspicaci, veniva ottobre&#8230; e con ottobre, il buio.</em></p>
<pre>PS. Ho abbandonato questo libro perchè io leggevo lui ma lui non leggeva per niente me.. </pre>
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		<title>La scrittura sragionata</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 13:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Trovare un argomento su cui scrivere. Un racconto è più facile. Ma su cosa? Ci penso un po’, mi gratto la testa e guardo in aria, così, tanto per pensare. Lanciare il pensiero oltre lo steccato. Raccontare qualcosa che abbia un senso, per rimediare a una cosa che il senso non ce l’ha. Così lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Trovare un argomento su cui scrivere. Un racconto è più facile. Ma su cosa? Ci penso un po’, mi gratto la testa e guardo in aria, così, tanto per pensare. Lanciare il pensiero oltre lo steccato.</p>
<p>Raccontare qualcosa che abbia un senso, per rimediare a una cosa che il senso non ce l’ha. Così lo riacciuffo il senso, gli resto attaccata come ad una coda di cavallo.</p>
<p>Di che parliamo allora? Di una storia, questo sì. Una storia che non parli per niente di quello che c’è la fuori, che non vale la pena. Una storia interna, che sgorghi alla bocca come da una sorgente, un narrare continuo che non perda mai  il senso del suo passare.</p>
<p>Vado là nel luogo dove si scrivono i libri, sembra una caverna, guarda un po’. Una caverna piena di luci, dove ogni cosa è illuminata.<br />
E’ una caverna perché è sottoterra, nessuno la trova facilmente, è riparata, piccole candele, piccoli doni, mondi solitari che si incontrano la sera. </p>
<p>Immagini vere e proprie, fotografie, no. Immagini sì. La fotografia di Patty e Robert sta lì, come una statuetta dentro una nicchia. E’ l’unica per il momento.<br />
Il mio amico Jung il <em>giovane</em> si prepara la cena. Mi lancia la solita occhiata furtiva.<br />
Amalo mi guarda dall’alto, è arrotolato su una pietra. Alle sue spalle vorrebbe l’aura di Margherita ma non ce l’ha, il dolore lo pungola. Mi fissa e sembra immobile. Gli regalo un sonaglio per intontirlo.</p>
<p>Siedo anche io. Non accendo altre luci, mi bastano quelle degli altri. Non sono sicura però, proprio per niente. Accendo anche io la mia luce, che bel tavolino di legno.</p>
<p><span id="more-4605"></span>Scrivere cos’è?  Saperlo fare veramente? Essere fedeli a se stessi, ai propri pensieri. Lasciarli fluire così come sono, pensieri che non portano acqua ai mulini, non fanno camminare treni, non portano benefici per nessuno. E’ come andare sul windsurf, devi prenderci la mano, e le prime volte sbandi. Cadi in acqua.</p>
<p>A chi interessano i miei pensieri? Produco pensieri inutili, in bella forma, ma non servono a niente. A qualcuno interessano.<br />
Perché non venitemi a dire che delle righe su un foglio bianco servano a qualcosa. Righe senza scopo. Che seguono il ritmo e tengono il tempo. Come il libro dei numeri primi, a suo modo tiene il tempo.</p>
<p>Scrivere è narrare, raccordare parti. Carver, Carver nei racconti fa così. L’inizio è un Incipit e la fine una sorpresa, ogni volta con il fiato appeso ad uno scoglio. Li lì per cadere.</p>
<p>Il tema oggi è la scrittura. La scrittura nel mondo degli scrittori, diamo il nome alle cose. Passando attraverso di loro si compie un viaggio, si evolve misteriosamente. </p>
<p>I libri sono un surrogato della vita a volte, questo è vero.<br />
In fondo leggi la vita di qualcun altro che a modo suo vive attraverso la storia che racconta. La fotografia è più diretta, istantanee dallo spazio. Ma non dobbiamo uscire fuori tema. Stiamo sul racconto.</p>
<p>Ecco il narrare prevede personaggi quantomeno. Anche un vocabolario proprio. Ma soprattutto qualcuno a cui far dire qualcosa. I personaggi qui sarebbero i narratori. Uhm. Io e loro ci facciamo due chiacchiere. Genere già attraversato.</p>
<p>Quattro chiacchiere  io e loro. Che so, io e Marguerite per esempio. Una chiacchierata sul tema dell’omosessualità, così potrei raccontarle tutto quello che non ho mai detto. O tutto quello che mi immaginerei di sentire.</p>
<p>Io e Omero. Io Omero e il Viaggio. Ci mettiamo questo nuovo personaggio fantastico, il signor Viaggio. Con la bombetta, la barba grigia, le guance magre, le scarpe a punta. Sempre sul punto di partire. Ti regala, mi regala, una rosa. Rosa con il gambo lungo piena di spine. E io la conservo fin quando non saprò a chi altro darla.</p>
<p>Poi Keruac, per fare quattro passi sulla Strada, ma questo è facile.<br />
Lo incontro lì al distributore di benzina mentre mi fa il pieno. Io sono sulla Route 66 a fare un viaggio con qualcuno. Un viaggio lungo, da una costa all’altra, e lui mi dice che non ci devo andare fino in fondo perché alla fine si incontra il Demonio. Ma chi ci crede a questo demonio, io voglio andare a vedere in che consiste. Mica bruscolini o  arachidi o sapore di niente.</p>
<p>E allora vado avanti e trovo Omero, naturalmente è cieco. Mi chiede l&#8217;elemosina e mi racconta una storia. La storia di un bambino, suo figlio, che chiedeva l’elemosina e di sua madre, una zingara metropolitana.<br />
Bambole, tante bambole impolverate intorno a lui e lui seduto a gambe larghe a chiedere il pane tra la polvere e l’innocenza, attenta Silvia, le foto in questo libro non si fanno. Si raccontano storie. E la sua ancora non la hai ancora raccontata.</p>
<p>E così via&#8230; che adesso non ho altro da raccontare.</p>
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		<title>What&#8217;s on a man&#8217;s mind</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Jung]]></category>

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		<description><![CDATA[Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: &#8220;Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft" title="freud image" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/freud.jpg" alt="" width="210" height="245" /><em>Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: &#8220;Non posso mettere a repentaglio la mia autorità!&#8221;. La perse in quel momento. Quella frase si impresse come un marchio indelebile nella mia memoria, e in essa vi era già un preannuncio della fine della nostra amicizia. Così Freud poneva l&#8217;autorità personale al di sopra della verità!</em></p>
<p>(CGJ, Ricordi, sogni, riflessioni. Ed. BUR 2008)</p>
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		<title>Paolo Diacono, il bisnonno Lopichis e Richard</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[POLTICS]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Diacono]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dei Longobardi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia del bisnonno Lopichis]]></category>

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		<description><![CDATA[Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l&#8217;autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789. I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte. Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l&#8217;autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789.<br />
I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte.<br />
Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e molti di loro furono deportati in Pannonia, attuale Ungheria. Nel frattempo nel resto di Italia, sia detto per dovere di cronaca, il Regno longobardo  imperversava felice.</p>
<p>Rimaniamo in Pannonia. Qui comincia la storia di Lopichis e soprattutto comincia il suo viaggio di ritorno verso l&#8217;Italia per ritrovare la casa dei suoi avi. Una storia che Paolo Diacono racconta molto bene:</p>
<blockquote><p>E adesso a me, &#8211; scrive Paolo Diacono &#8211; scrittore di questi fatti, par conveniente,<br />
<img class="alignnone" title="lopichis 1" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/Lopichis a.jpg" alt="" width="415" height="720" /></p>
<p><img class="alignnone" title="lopichis 1" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/Lopichis b.jpg" alt="" width="415" height="398" /></p></blockquote>
<p>Bene, cosa c&#8217;entra Richard in tutto questo?</p>
<p>Quasi niente direi. Richard è un mio studente, uno studente sudamericano, che conosce molto bene l&#8217;Inglese e che è vissuto in Canada per un periodo piuttosto lungo.</p>
<p>Oggi ha avuto la cittadinanza italiana. Sono stata molto contenta,  il mio primo studente a prendere la cittadinanza: COSE GIUSTE E BEN FATTE 1, MONDO A ROVESCIO 0. Olè.</p>
<p>Richard ha un bisnonno, un lontanissimo bisnonno italiano, <em>per parte di padre</em> come si dice in questi casi. Grazie a questo bisnonno le pratiche per ottenere la cittadinanza sono state più brevi. Da qui la storia del bisnonno Lopichis.</p>
<p>A ben vedere la storia del bisnonno deve essermi saltata in mente perchè in qualche modo devo aver associato la storia del ritorno di Lopichis a quella di Richard, chissà, vai a sapere, fatto sta che stasera ho voglia di festeggiare.</p>
<p>In bocca al lupo Richard, e vista la storia di Lopichis, direi che sia quasi una cosa calzante ;-)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eremitaggio ;)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Detti e fatti dei Padri del deserto]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abate Agheras va dall&#8217;abate Poemen e gli dice: &#8220;Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?&#8221; Replica dell&#8217;anziano: &#8220;Non c&#8217;è più deserto, ormai. Va&#8217; dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft" title="monaci eremiti" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/monka.jpg" alt="" width="219" height="424" /></td>
<td valign="center">L&#8217;abate Agheras va dall&#8217;abate Poemen e gli dice: &#8220;Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?&#8221;</p>
<p>Replica dell&#8217;anziano: &#8220;Non c&#8217;è più deserto, ormai. Va&#8217; dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo&#8221;.<br />
(Detti e fatti dei Padri del deserto, p.157)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Book</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 20:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial book&#8221;: leerestademoda.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><blockquote>
<p style="font-size: 130%;">&#8220;Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial <strong>book&#8221;:</strong></p>
<p><strong><a href="http://leerestademoda.com/">leerestademoda.com/</a></strong></p></blockquote>
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		<title>Che soddisfazione essere usciti dal Medioevo!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull&#8217;uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull&#8217;uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di mulini, forni e altre strutture e servizi di proprietà esclusiva del signore (che esigeva pure somme per l&#8217;uso dei pascoli, boschi, acque e incassava le multe comminate ai colpevoli di reati che lui stesso aveva giudicato), a versare imposte quali il fodro (all&#8217;inizio destinato al mantenimento dell&#8217;esercito regio e poi divenuto contributo fisso) o la taglia (pagamento dovuto da un&#8217;intera comunità per la protezione ad essa accordata dal signore).</em></p>
<p>(G. Azara, La Civiltà del Medioevo, Il Mulino 2004)</p>
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		<title>Arrivano i barbari!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un aspetto che seppur deforme è pur sempre umano, corrispondono abitudini quasi bestiali. Il loro cibo non ha bisogno nè di fuoco nè di condimento se consiste in radici d&#8217;erbe selvatiche  e nella carne del primo animale che capita a tiro, da far frollare un pò, tenendola sotto le cosce mentre cavalcano. Mai che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Ad un aspetto che seppur deforme è pur sempre umano, corrispondono abitudini quasi bestiali. Il loro cibo non ha bisogno nè di fuoco nè di condimento se consiste in radici d&#8217;erbe selvatiche  e nella carne del primo animale che capita a tiro, da far frollare un pò, tenendola sotto le cosce mentre cavalcano. Mai che si ritrovino nell&#8217;interno di qualche edificio, anzi comunemente rifiutano le case come tombe, e questo al punto di non disporre nemmeno di tuguri di canne. Ma vivendo vaghi, in un continuo trasmigrare per selve e montagne, intanto si abituano fin dalla nascita a soppotare la fame, la sete, le intemperie. In paese straniero poi, non entrano in un&#8217;abitazione se non per necessità assoluta, convinti come sono che, sotto un tetto non possa esservi sicurezza. </em></p>
<p>[Tal Ammiano Marcellino più meno nel IV sec DC.<br />
A distanza di millesettecento anni diciamo, pensiamo, scriviamo più o meno le stesse cose. CHE PACCHIA.]</p>
<p><img class="alignnone" title="Extraterrestre" src="http://farm4.static.flickr.com/3460/3262410964_a41167d363.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
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