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	<title>swd &#187; BOOKS</title>
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		<title>What&#8217;s on a man&#8217;s mind</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Jung]]></category>

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		<description><![CDATA[Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: &#8220;Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft" title="freud image" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/freud.jpg" alt="" width="210" height="245" /><em>Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: &#8220;Non posso mettere a repentaglio la mia autorità!&#8221;. La perse in quel momento. Quella frase si impresse come un marchio indelebile nella mia memoria, e in essa vi era già un preannuncio della fine della nostra amicizia. Così Freud poneva l&#8217;autorità personale al di sopra della verità!</em></p>
<p>(CGJ, Ricordi, sogni, riflessioni. Ed. BUR 2008)</p>
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		<title>Paolo Diacono, il bisnonno Lopichis e Richard</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[POLTICS]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Diacono]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dei Longobardi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia del bisnonno Lopichis]]></category>

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		<description><![CDATA[Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l&#8217;autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789.
I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte.
Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e molti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l&#8217;autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789.<br />
I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte.<br />
Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e molti di loro furono deportati in Pannonia, attuale Ungheria. Nel frattempo nel resto di Italia, sia detto per dovere di cronaca, il Regno longobardo  imperversava felice.</p>
<p>Rimaniamo in Pannonia. Qui comincia la storia di Lopichis e soprattutto comincia il suo viaggio di ritorno verso l&#8217;Italia per ritrovare la casa dei suoi avi. Una storia che Paolo Diacono racconta molto bene:</p>
<blockquote><p>E adesso a me, &#8211; scrive Paolo Diacono &#8211; scrittore di questi fatti, par conveniente,<br />
<img class="alignnone" title="lopichis 1" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/Lopichis a.jpg" alt="" width="415" height="720" /></p>
<p><img class="alignnone" title="lopichis 1" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/Lopichis b.jpg" alt="" width="415" height="398" /></p></blockquote>
<p>Bene, cosa c&#8217;entra Richard in tutto questo?</p>
<p>Quasi niente direi. Richard è un mio studente, uno studente sudamericano, che conosce molto bene l&#8217;Inglese e che è vissuto in Canada per un periodo piuttosto lungo.</p>
<p>Oggi ha avuto la cittadinanza italiana. Sono stata molto contenta,  il mio primo studente a prendere la cittadinanza: COSE GIUSTE E BEN FATTE 1, MONDO A ROVESCIO 0. Olè.</p>
<p>Richard ha un bisnonno, un lontanissimo bisnonno italiano, <em>per parte di padre</em> come si dice in questi casi. Grazie a questo bisnonno le pratiche per ottenere la cittadinanza sono state più brevi. Da qui la storia del bisnonno Lopichis.</p>
<p>A ben vedere la storia del bisnonno deve essermi saltata in mente perchè in qualche modo devo aver associato la storia del ritorno di Lopichis a quella di Richard, chissà, vai a sapere, fatto sta che stasera ho voglia di festeggiare.</p>
<p>In bocca al lupo Richard, e vista la storia di Lopichis, direi che sia quasi una cosa calzante ;-)</p>
<p></p>
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		<title>Eremitaggio ;)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Detti e fatti dei Padri del deserto]]></category>

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		<description><![CDATA[



L&#8217;abate Agheras va dall&#8217;abate Poemen e gli dice: &#8220;Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?&#8221;
Replica dell&#8217;anziano: &#8220;Non c&#8217;è più deserto, ormai. Va&#8217; dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo&#8221;.
(Detti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft" title="monaci eremiti" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/monka.jpg" alt="" width="219" height="424" /></td>
<td valign="center">L&#8217;abate Agheras va dall&#8217;abate Poemen e gli dice: &#8220;Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?&#8221;</p>
<p>Replica dell&#8217;anziano: &#8220;Non c&#8217;è più deserto, ormai. Va&#8217; dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo&#8221;.<br />
(Detti e fatti dei Padri del deserto, p.157)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Book</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 20:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial book&#8221;:
leerestademoda.com/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><blockquote>
<p style="font-size: 130%;">&#8220;Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial <strong>book&#8221;:</strong></p>
<p><strong><a href="http://leerestademoda.com/">leerestademoda.com/</a></strong></p></blockquote>
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		<title>Che soddisfazione essere usciti dal Medioevo!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull&#8217;uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull&#8217;uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di mulini, forni e altre strutture e servizi di proprietà esclusiva del signore (che esigeva pure somme per l&#8217;uso dei pascoli, boschi, acque e incassava le multe comminate ai colpevoli di reati che lui stesso aveva giudicato), a versare imposte quali il fodro (all&#8217;inizio destinato al mantenimento dell&#8217;esercito regio e poi divenuto contributo fisso) o la taglia (pagamento dovuto da un&#8217;intera comunità per la protezione ad essa accordata dal signore).</em></p>
<p>(G. Azara, La Civiltà del Medioevo, Il Mulino 2004)</p>
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		<title>Arrivano i barbari!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un aspetto che seppur deforme è pur sempre umano, corrispondono abitudini quasi bestiali. Il loro cibo non ha bisogno nè di fuoco nè di condimento se consiste in radici d&#8217;erbe selvatiche  e nella carne del primo animale che capita a tiro, da far frollare un pò, tenendola sotto le cosce mentre cavalcano. Mai che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Ad un aspetto che seppur deforme è pur sempre umano, corrispondono abitudini quasi bestiali. Il loro cibo non ha bisogno nè di fuoco nè di condimento se consiste in radici d&#8217;erbe selvatiche  e nella carne del primo animale che capita a tiro, da far frollare un pò, tenendola sotto le cosce mentre cavalcano. Mai che si ritrovino nell&#8217;interno di qualche edificio, anzi comunemente rifiutano le case come tombe, e questo al punto di non disporre nemmeno di tuguri di canne. Ma vivendo vaghi, in un continuo trasmigrare per selve e montagne, intanto si abituano fin dalla nascita a soppotare la fame, la sete, le intemperie. In paese straniero poi, non entrano in un&#8217;abitazione se non per necessità assoluta, convinti come sono che, sotto un tetto non possa esservi sicurezza. </em></p>
<p>[Tal Ammiano Marcellino più meno nel IV sec DC.<br />
A distanza di millesettecento anni diciamo, pensiamo, scriviamo più o meno le stesse cose. CHE PACCHIA.]</p>
<p><img class="alignnone" title="Extraterrestre" src="http://farm4.static.flickr.com/3460/3262410964_a41167d363.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
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		<title>Da wittgenstein.it</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Adriana Motti]]></category>
		<category><![CDATA[J.D.Salinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante articolo su Adriana Motti traduttrice di Salinger.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Interessante articolo su <a href="http://www.wittgenstein.it/1999/09/01/la-donna-che-tradusse-il-giovane-holden/">Adriana Motti</a> traduttrice di Salinger.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Thinking of faber</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 15:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[La costa sottovento]]></category>
		<category><![CDATA[Mobydick]]></category>

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		<description><![CDATA[
Foto di Guido Harari.
* * *
Mi viene di fare post doppi, forse perché uno da solo sarebbe poco, forse perchè, e mi sembra più probabile, nascono gemelli, pur essendo tra loro ben distinti.
* * *
Dico soltanto che accadeva di lui come di una nave squassata dalla tempesta, la quale miseramente avanzi lungo la costa, sottovento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft" title="faber" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/thinking.jpg" alt="" width="350" height="516" /></p>
<p>Foto di Guido Harari.</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p>Mi viene di fare post doppi, forse perché uno da solo sarebbe poco, forse perchè, e mi sembra più probabile, nascono gemelli, pur essendo tra loro ben distinti.</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p><em>Dico soltanto che accadeva di lui come di una nave squassata dalla tempesta, la quale miseramente avanzi lungo la costa, sottovento. Il porto le darebbe volentieri soccorso; il porto è pietoso, nel porto c&#8217;è sicurezza, comodità, focolare, cibo, coperte calde, amici e tutte le cose care alla nostra vita mortale. Ma in quella bufera il porto, la terra, sono per la nave il rischio più temibile. Essa deve fuggire ogni ospitalità; toccare terra una volta, anche soltanto sfiorando la chiglia, significherebbe far rabbrividire la nave da cima a fondo. Con tutta la sua forza essa apre ogni vela per allontanarsi da terra e, così facendo, lotta proprio contro i venti che volentieri la spingerebbero a riva e si getta di nuovo alla ricerca dei mari sconvolti, purché lontani da terra; per cercare salvezza si precipita disperatamente nel pericolo: l&#8217;unico amico è il suo più spietato nemico!</em></p>
<p>(HM, MD)</p>
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		<title>:-)</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 07:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Mobydick]]></category>
		<category><![CDATA[Pequod]]></category>

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		<description><![CDATA[Potete aver visto molte navi bizzarre nella vostra vita, per conto mio; trabiccoli a forma di alluce; monumentali giunche giapponesi; galee fatte come la scatola del burro, e chissà cos&#8217;altro; ma, sulla mia parola, non avete mai incontrato un vascello così originale come questo curioso, antico &#8220;Pequod&#8221;. Era una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Potete aver visto molte navi bizzarre nella vostra vita, per conto mio; trabiccoli a forma di alluce; monumentali giunche giapponesi; galee fatte come la scatola del burro, e chissà cos&#8217;altro; ma, sulla mia parola, non avete mai incontrato un vascello così originale come questo curioso, antico &#8220;Pequod&#8221;. Era una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola, con un&#8217;aria da credenza antiquata, con le gambe ad artiglio. Di lunga stagionatura e colorita dalle intemperie, nei tifoni e nelle calme dei quattro oceani, il materiale del suo vecchio scafo si era brunito come la pelle di un granatiere francese che avesse fatto le campagne d&#8217;Egitto e di Siberia. La prua veneranda aveva la barba. Gli alberi, tagliati chissà dove sulle coste del Giappone, dopo che gli originali si erano perduti in un fortunale, gli alberi si ergevano rigidi come le spine dorsali dei tre vecchi re di Colonia. I ponti vetusti erano consunti e rugosi come la lastra di pietra venerata dai pellegrini nella cattedrale di Canterbury, là dove Becket versò il  suo sangue. Ma a tutte queste vecchie anticaglie si aggiungevano nuove e meravigliose fattezze, proprie del traffico selvaggio che essa stava conducendo da più di mezzo secolo. </em><br />
(HM, MD)</p>
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		<title>Il peso della farfalla</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Erri De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Il peso della farfalla]]></category>

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		<description><![CDATA[
D&#8217;estate le stelle cadevano a briciole, ardevano in volo spegnendosi sui prati. Allora andava da quelle cadute vicino, a leccarle. Il re assaggiava il sale delle stelle. *
Che altro aggiungere? Niente direi, se non le telefonate che hanno accompagnato la lettura di questo libro, non mie ma della persona che era accanto a me oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img class="alignleft" style="padding: 5px;" title="More about Il peso della farfalla" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/pdf.jpg" alt="More about Il peso della farfalla" width="93" height="150" /></p>
<blockquote><p><em>D&#8217;estate le stelle cadevano a briciole, ardevano in volo spegnendosi sui prati. Allora andava da quelle cadute vicino, a leccarle. Il re assaggiava il sale delle stelle.</em> *</p></blockquote>
<p>Che altro aggiungere? Niente direi, se non le telefonate che hanno accompagnato la lettura di questo libro, non mie ma della persona che era accanto a me oggi sul treno. La <em>donna telefono</em> potremmo chiamarla, non un libro, non un giornale, non una musichetta nelle orecchie, non un pc sotto il naso. Solo il trill dei suoi due telefoni e la sua voce squillante da Milano a Roma. E te saluto. Per fortuna che è venuto fuori il sole. E che la fase più intensa del suo telefonare è coincisa con il secondo racconto del libro (<em>Visita ad un albero</em>) più breve e meno intenso del primo.</p>
<p>* Erri De Luca, Il Peso della farfalla p.26</p>
]]></content:encoded>
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