BOOKS

Dedicato

by Silvia on August 29, 2011

Dedicato a)
“Questo tipo di comportamento é, in genere, autodistruttivo: premia tenendo il soggetto fuori dalla realtà facendolo vivere in un mondo che non esisterà mai. Le ragioni più comuni per le quali si persiste in ragionamenti e comportamenti improntati all’esigenza di giustizia, sono:
– é un modo di sentirsi superiori e migliori e compiacersene. Se insisti a far rientrare tutto in un utopico sistema di giustizia, e se ti preme far quadrate il tuo registro del dare-avere, resti attaccato al tuo concetto di sacrosanto e vivi di auto compiacimento, anziché di vita effettiva. 
- Rinunci ad assumerti le tue responsabilità e giustifichi la tua immobilità con quella che sarebbe l’ingiustizia della gente e della vita: capri espiatori della tua incapacità di esistere secondo scelte tue. In tal modo eviti di correre rischi, ed eviti l’impegno di cambiare. Se la causa dei tuoi problemi é l’ingiustizia, finché l’ingiustizia non sarà sparita, tu non cambierà mai. Ora, che l’ingiustizia sparisca, é un fatto che, naturalmente non si avvererà mai.”

Dedicato b)
“Carlos Castaneda chiama uomo di conoscenza colui che vive agendo, non pensando di agire, né pensando a ciò che penserà quando avrà finito di agire (…). Sa che la sua vita finirà anche troppo presto; sa, perché lo vede, che nessuna cosa é più importante di un’altra. Talché un uomo di conoscenza suda e si affanna e, a chi lo guardi, appare un uomo come tutti gli altri, eccetto in questo, che la follia della sua vita é sotto controllo. Poiché nessuna cosa é più importante di un’altra, un uomo di conoscenza sceglie una qualsiasi azione, e la compie come se per lui fosse importante. La sua follia sotto controllo gli fa dire che ciò che egli compie é importante e lo fa agire come se lo fosse; eppure, egli sa che importante non é. Allora, quando ha compiuto i suoi atti, egli si ritira in pace e, siano essi stati buoni o cattivi, efficaci o meno, ciò non lo riguarda in alcun modo.”

Le vostre zone erronee, Wain W. Dyer

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Rallegrati

by Silvia on December 15, 2010

Scrivo con lPad dalla casetta dei miei, che sono andati a cena fuori e che mi hanno lasciato a guardia del cammino. E’ un lapsus, volevo dire camino. Devo proteggere il fuoco, preservarlo dal freddo.
Ho finito di leggere Rallegrati di queste cose al crepuscolo di Hugh Nissenson, newyorchese ed ebreo.

Rallegrati di queste cose al crepuscolo:
un altro giorno vissuto,
l’amore dell’amato,
una torcia che brucia,
ghiaccio attraversato,
stivali asciutti,
birra bevuta.

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Coincidences

by Silvia on September 26, 2010

(ovvero le ragioni casuali per cui oggi ho comprato questo libro)

# Edimburgo

# Seduta dallo psicoanalista

# Il corso di Italiano

# Salopette color fragola

# Secondo anno sabbatico in cerca del vero amore

#Raduno nudista

# Saggia ed estroversa antropologa

# Brillante digressione filosofica.

Era estate. L’avanzata dell’anno, così timida nei primi mesi di primavera, ora sembrava procedere implacabile. Il giorno più lungo, che dava sempre l’idea di presentarsi con un aticipo indecente, era trascorso tra raffche di vento e una lieve pioggia, ma era stato seguito da una meravigliosa esplosione di caldo, penetrata fin dentro le pietre stesse di Edinburgo.
Qua e là sui marciapiedi era comparsa una manciata di sedie e tavolini, popolati da gruppetti di persone incredule di potersi sedere all’aperto, in Scozia, a fine estate. Non poteva durare, lo sapevano tutti. Settembre era alle porte; dopo di che, come aveva ben presente chiunque tranne i meno perspicaci, veniva ottobre… e con ottobre, il buio.

PS. Ho abbandonato questo libro perchè io leggevo lui ma lui non leggeva per niente me.. 

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La scrittura sragionata

by Silvia on September 14, 2010

Trovare un argomento su cui scrivere. Un racconto è più facile. Ma su cosa? Ci penso un po’, mi gratto la testa e guardo in aria, così, tanto per pensare. Lanciare il pensiero oltre lo steccato.

Raccontare qualcosa che abbia un senso, per rimediare a una cosa che il senso non ce l’ha. Così lo riacciuffo il senso, gli resto attaccata come ad una coda di cavallo.

Di che parliamo allora? Di una storia, questo sì. Una storia che non parli per niente di quello che c’è la fuori, che non vale la pena. Una storia interna, che sgorghi alla bocca come da una sorgente, un narrare continuo che non perda mai il senso del suo passare.

Vado là nel luogo dove si scrivono i libri, sembra una caverna, guarda un po’. Una caverna piena di luci, dove ogni cosa è illuminata.
E’ una caverna perché è sottoterra, nessuno la trova facilmente, è riparata, piccole candele, piccoli doni, mondi solitari che si incontrano la sera.

Immagini vere e proprie, fotografie, no. Immagini sì. La fotografia di Patty e Robert sta lì, come una statuetta dentro una nicchia. E’ l’unica per il momento.
Il mio amico Jung il giovane si prepara la cena. Mi lancia la solita occhiata furtiva.
Amalo mi guarda dall’alto, è arrotolato su una pietra. Alle sue spalle vorrebbe l’aura di Margherita ma non ce l’ha, il dolore lo pungola. Mi fissa e sembra immobile. Gli regalo un sonaglio per intontirlo.

Siedo anche io. Non accendo altre luci, mi bastano quelle degli altri. Non sono sicura però, proprio per niente. Accendo anche io la mia luce, che bel tavolino di legno.

[continua a leggere…]

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What’s on a man’s mind

by Silvia on May 11, 2010

Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come meglio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse: “Non posso mettere a repentaglio la mia autorità!”. La perse in quel momento. Quella frase si impresse come un marchio indelebile nella mia memoria, e in essa vi era già un preannuncio della fine della nostra amicizia. Così Freud poneva l’autorità personale al di sopra della verità!

(CGJ, Ricordi, sogni, riflessioni. Ed. BUR 2008)

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Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l’autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789.
I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte.
Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e molti di loro furono deportati in Pannonia, attuale Ungheria. Nel frattempo nel resto di Italia, sia detto per dovere di cronaca, il Regno longobardo imperversava felice.

Rimaniamo in Pannonia. Qui comincia la storia di Lopichis e soprattutto comincia il suo viaggio di ritorno verso l’Italia per ritrovare la casa dei suoi avi. Una storia che Paolo Diacono racconta molto bene:

E adesso a me, – scrive Paolo Diacono – scrittore di questi fatti, par conveniente,

Bene, cosa c’entra Richard in tutto questo?

Quasi niente direi. Richard è un mio studente, uno studente sudamericano, che conosce molto bene l’Inglese e che è vissuto in Canada per un periodo piuttosto lungo.

Oggi ha avuto la cittadinanza italiana. Sono stata molto contenta,  il mio primo studente a prendere la cittadinanza: COSE GIUSTE E BEN FATTE 1, MONDO A ROVESCIO 0. Olè.

Richard ha un bisnonno, un lontanissimo bisnonno italiano, per parte di padre come si dice in questi casi. Grazie a questo bisnonno le pratiche per ottenere la cittadinanza sono state più brevi. Da qui la storia del bisnonno Lopichis.

A ben vedere la storia del bisnonno deve essermi saltata in mente perchè in qualche modo devo aver associato la storia del ritorno di Lopichis a quella di Richard, chissà, vai a sapere, fatto sta che stasera ho voglia di festeggiare.

In bocca al lupo Richard, e vista la storia di Lopichis, direi che sia quasi una cosa calzante ;-)

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Eremitaggio ;)

by Silvia on April 8, 2010

L’abate Agheras va dall’abate Poemen e gli dice: “Sono andato ad abitare dappertutto, ma non ho trovato riposo. Dove vuoi che abiti?”

Replica dell’anziano: “Non c’è più deserto, ormai. Va’ dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste. Avrai così il sovrano riposo”.
(Detti e fatti dei Padri del deserto, p.157)

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Book

by Silvia on April 7, 2010

“Presentamos el nuovo dispositivo de conocimiento bioptico organizzato de nom commercial book”:

leerestademoda.com/

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