by Silvia Prosperi on February 6, 2010
Sembrerà strano, ma la mia foto preferita è questa, scattata nella cucina del B&B.

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Seguono un pò di biciclette…
BICI BAGNATA

BICI AL VERDE

BICI SOTTOVENTO

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…e questa scattata vicino la casa di Anna Frank.

Su Flickriver tutte le altre.
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Amsterdam Photographs
by Silvia Prosperi on January 21, 2010
Insha’Allah è una delle prime parole che si imparano insegnando ai Somali. Insha’Allah, se dio vuole, una specie di Utinam, al contrario. Viene appeso per lo più alla fine dei discorsi soprattutto se rivolti al futuro. Ci vediamo domani a lezione, insha’Allah.
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Oggi mostra di E. Hopper e mostra di Steve Mc.Curry (prorogata fino al 28 Febbraio per chi fosse interessato) e anche ospitata gentilmente nella casa stazia, piena di coperte e libri che a tratti mi sembrava di essere capitata per la seconda volta nella casa di Jane…. :)
“Tutto quello che ho sempre voluto fare è dipingere la luce del sole su un lato di una casa”. E. Hopper.

Che dire? Che la sensazione che ho avuto, guardando le sue opere, è stata quella di entrare dentro l’anima? posso dirlo? del signor Hopper, nel mondo così come questo è rappresentato nel suo spazio interiore.
Ci ho trovato qualcosa di simile al modo che ho di intendere la fotografia. Non soltanto per l’ essenzialità del suo modo di far vedere le cose ma anche, e forse soprattutto, per l’uso della luce. Meglio ancora per la funzione che ha la luce.
Luce = bellezza. E luce e bellezza accadono vivono o convivono in Hopper con la mediocrità di tutto ciò che abitualmente si ha sotto il naso. Il bello del brutto, la luce tagliente e presente che tocca perfino i posti più insignificanti e forse, nella visione di Hopper, solo quelli, perchè solo quelli ci sono e lo circondano.
Allo stesso modo attraverso la fotografia cerco di dire il bello del brutto, di far vedere l’uno attraverso l’altro, non so bene se per protesta, vedete signori, quello che voi lasciate indietro, da parte, in realtà ha la sua bellezza, che brilla limpida al di sopra delle vostre zucche vuote, oppure per anticonformismo, oppure per chissà quale altro motivo.
Non uso la luce nel suo stesso modo, non uso i colori nel suo stesso modo, magari. Ma questo suo far brillare la luce in prossimità dell’insignificanza, diciamo così, mi ha colpito molto.
Poi abbiamo in comune anche il fatto di aver abitato o abitare entrambi al quarto piano senza ascensore, ma questa è un’altra storia… ;)
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Edward Hopper,
Steve Mc Curry
by Silvia Prosperi on December 26, 2009

Accanto al suddetto, pur non avendo col suddetto relazione alcuna, andrebbe predisposta la piccola storia del Cinema. Nessuno la sa ed è direi a dir poco insulsa. Racconta di un tale seduto in prima fila e di un altro il venditore di pop corn che, incrociandolo in un pomeriggio d’autunno, gli disse: che onore che hai, e se ne andò via. Poi successe il finimondo e della prima fila fu fatto mercimonio. Nani puttane banchieri e ballerine eccetera eccetera eccetera.
Alla fine della storia il tale voleva tornare in prima fila ma le poltrone non c’erano più, la gommapiuma era saltata e il cinema era stato chiuso.
Trovati un altro cinema, disse il venditore di pop corn incrociandolo sulla porta. E con la ramazza buttò giù dal gradino anche gli ultimi tre chicchi di pop corn.
(Photos on Flickriver)
by Silvia Prosperi on December 2, 2009
Da guardare anche on black e scattate una mattina di un paio di settimane fa.
INCIPIT

REGATA

ZIGRINATURE DI MARE

CONCHIGLIA

ORME

PLASTICA DI MARE

RAMO RAMINGO

LONTANANZE

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Tor San Lorenzo
by Silvia Prosperi on October 18, 2009
by Silvia Prosperi on October 15, 2009
una breve digressione per gli appassionati della Polaroid. QUI. e per chi non sa proprio cosa regalarmi per il prossimo compleanno…;)
by Silvia Prosperi on August 7, 2009
soddisfatta nel complesso, vado in vacanza.
ciao!!!
#1

#2

#3

by Silvia Prosperi on June 13, 2009
by Silvia Prosperi on May 25, 2009
by Silvia Prosperi on May 16, 2009

Author: W.I.S.
by Silvia Prosperi on January 30, 2009
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Prima di tutto, quando si fotografa con la HOLGA, bisogna fare molta attenzione a due cose:
1 – Togli il coperchio dall’obiettivo! Questo viene spesso dimenticato, ma le foto scattate da una HOLGA “incoperchiata” sono completamente nere e generalmente non molto interessanti!
2 – La pellicola non avanza automaticamente. Puoi scattare tanto quanto vuoi ed esporre la stessa foto tante volte quanto lo vuoi tu. Ciò è meraviglioso, se fatto volontariamente, ma non lo è se invece vuoi fare una foto normale. Ricordalo!
Per scattare una foto premi semplicemente il pulsante di scatto. |
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HOLGA,
Lomography
by Silvia Prosperi on January 5, 2009








Il resto su Flickr finito l’upload.
by Silvia Prosperi on November 11, 2008
Cari Signori Visitatori di questo Blog,
questa foto ha partecipato alla maratona fotografica della Fnac di quest’anno ed è stata selezionata per il voto on line. In palio un TV LCD SONY 32” W4000E Full HD.
Se volete potete votare le mie “Sedie di Star Trek“ cliccando qui!

Le sedie di Star Trek Maratona Fotografica Fnac 2008
by Silvia Prosperi on October 4, 2008
Sono qui a parlarvi della scorsa serata in Subalpina, la società fotografica nata per prima in Italia alla fine dell’ottocento. Ne faccio parte per il corso fatto l’ scorso anno.
Lo scorso giovedì la serata è stata dedicata all’analisi e al commento delle foto dei soci stessi. Un cosa molto utile, perché impari a capire cosa pensano “gli altri” di quello che fai.
Alle mie non ci siamo arrivati perchè si è fatto tardi ma non è qui che volevo andare a parare.
Quello che mi ha colpito, ci stavo pensando in vespetta il giorno dopo mentre andavo a lavorare, è il criterio prevalente con cui le foto vengono valutate.
Sono state proposte varie modalità di lettura delle fotografie. Una foto, ci è stato detto, deve essere valutata
- per ciò che ritrae, la cosa
- per il modo in cui la ritrae, il come
- per il motivo per cui la ritrae, il perchè.
Può darsi. Oppure, sempre ci è stato detto in sede di introduzione della serata,
- per ciò che dice
- per ciò che dà.
Soprattutto, la valutazione di una foto non si basa su criteri soggettivi, il “mi piace”, il “non mi piace”.
Però a me sembra che in tutto questo discorso manchi la parola fondamentale di tutta la storia. Io una foto la valuto perchè è bella oppure perchè è brutta.
La fotografia è una forma d’arte e quando guardo le foto di qualcuno, o provo a farne io, cerco un cosa sola, quella si chiama bellezza.
La bellezza, a me hanno insegnato, non sottosta a regole, ma guarda caso tutti, a seconda della propria cultura, forma mentis e background sono in grado di comprenderla. E questa universalità che non sottosta a regole ma che è “soggettiva” (perché afferisce alla soggettività del giudicare e non alla cosa giudicata), è alla base in generale dell’arte.
Questo lo scriveva Kant nella Critica del Giudizio, lo insegnava Emilio Garroni durante le lezioni di Estetica a Roma.
Ora io dico semplicemente che se i modi elencati sopra di valutare una foto possono essere utilizzati, altrettanto indispensabile è sforzarsi di parlare della bellezza.
Ciascuno vedrà le cose in modo diverso dall’altro, ma almeno avremo preso la fotografia per quello che è, o dovrebbe essere.
A r t e.
bellezza Critica del Giudizio Emilio Garroni Estetica Fotografia Kant Subalpina
by Silvia Prosperi on August 18, 2008
Tornando a casa ho pensato che per la Corsica il rapporto tra la terra e i suoi abitanti sia sbilanciato a favore della prima. La terra perssochè intatta ospita i suoi abitanti detenendo su questi l’identità maggiore.
Così i corsi, prima ancora che figurare per la loro identità di popolo, appaiono come gli abitanti di questa terra.
Sotto le foto di un viaggio fantastico fatto di montagna lungo il GR20 fino a Vizzavona, di mare lungo la costa sudoccidentale a bordo di un motorino sbilenco, di persone e di città (Calvi, Porto Vecchio, Bastia che ricorda così tanto Genova con le case diroccate i carrugi e il porto, uno dei pochi in Corsica da cui partano pescherecci).
Una bella esperienza dove io e Walter abbiamo fatto squadra come non mai e siamo arrivati in fondo senza sbagliare neanche un colpo.
E’ stato bello.
Uno dei ricordi più vivi, saltando il GR20 che meriterebbe un post e molto di più a sé, anche perché lì la natura basta a se stessa e la voglia di scrivere almeno fin quando ci si sta dentro passa, è stato passare lungo il muro alto che separa il porto dove ormeggiano lor signori con le barche mozzafiato, dal mare aperto.
Ci si passa sopra volendo, come ad una muraglia, così che ci si può guardare sotto, da un lato e dall’altro. Così, mentre da un lato vedevamo gli yachts, dall’altro, separati dal muro, ed esposti al vento del mare aperto, un uomo e una donna buttati uno sull’altra. Con i capelli bianchi e probabilmente sporchi da tempo.
Si vedevano soltanto un corpo sull’altro e una mano che arrivava fin dentro i pantaloni di lei scoprendone la pancia.
Così.
Per contro dall’altro lato, gli schiamazzi di lor signori intenti a lustrare le barche sul far della sera.
Parlo del porto di Bastia non lo ho detto, quello racchiuso da due fari a formare un semicerchio con la bocca aperta verso il mare.
Ecco le foto.

— Dal Carrozzu (GR20)

— Arrivando ad Ascu Stagnu (GR20)

— Sul Col Perdù (GR20)

— Dalle parti del Lac de Ninu (GR20)

— Sul Col Perdù (GR20)

— Dal Ciottulu di i Mori (GR20)
Su Flickr il resto.
Circque de la Solitude Corsica GR20 Gran Randonne 20 porto di Bastia