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LIFE

Cucina creativa

by Silvia on August 11, 2010

Piatto a sorpresa per gente curiosa.
oppure
Piatto a sorpresa per gente a cui volete destrutturare qualche schema fisso :)

Ingredienti: 1 CIPOLLA DI TROPEA, 5 OLIVE DI GAETA, CUSCUS, 1 MELA GOLDEN, ZUCCHINE VARIE MOLTO VERDI, CONIGLIO, CURRY, SALSA ALL’ACETO BALSAMICO FIOR FIORE COOP, PREZZEMOLO, OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA.

Procedete in questo modo:

Rosolate la cipolla nell’olio e nella salsa d’aceto (era tutta la vita che sognavo di scrivere “rosolate”), sbucciate la mela, fatela a fettine sottili e adagiatela nella padella. Aggiungete il curry e le olive di Gaeta. Rosolate e mescolate.

Poi MONDATE le zucchine, affettatele, e mettetele nella padella insieme al resto. Se secca aggiungete acqua.

Nel frattempo prendete il coniglio, una fettina se siete in due va bene, tagliatela a pezzetti, con le forbici se non avete tagliere e coltellaccio. Quando le zucchine hanno l’aria di essere quasi cotte, aggiungete il coniglio e il prezzemolo tagliuzzato.

E’ quasi fatta. Prendete il cuscus, una sessantina di grammi per due persone vanno bene, cuocetelo secondo la regola, con acqua sale e olio.

Spegnete il fuoco non appena la carne è cotta, aggiungete il cuscus. Il piatto è pronto.

(All rights reserved ma li cedo volentieri :-)

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Questo è quel che manca

by Silvia on August 9, 2010

Prendo le forbici, voglio sentire quel suono sordo e dolce che accompagna la carta quando è tagliata.

Le forbici che ho non vanno bene, hanno il manico colorato, come fossero per bambini, sono rosse ed arancioni. Le mie debbono essere tutte dello stesso colore, metalliche, che taglino la carta come fosse velluto. Le mie forbici debbono essere appuntite, eleganti nella loro fisionomia, nè colorate, nè forbici qualunque. Forbici, con la F maiuscola. Lunghe, di una lunghezza sufficiente a non sentire attrito.

Devo andare a comprarle così posso cominciare a tagliare.

* * *

Adesso prendo la carta, la trovo nell’armadio, basta aprirlo, è nero e lucido. Mi invita, per quanto è bello. Lo apro, cerco l’occorrente, la materia prima, come fosse schiuma per la barba.

Trovo quel che cerco. Adesso l’operazione più difficile, distinguere. Uso i guanti termici, di lattice, quelli che mi proteggono le mani dalle ustioni, dal cancro della pelle.

Da piccola mi piaceva sentir raccontare storie. La forma più semplice per me di chiedere affetto era chiedere a qualcuno che mi raccontasse la sua storia. Passavo ore a recitare il mantra del mi racconti. A chi lo faceva spontaneamente veniva tributato un riconoscimento particolare.

Inizio a separare, questa sì questa no, questa è contaminata, questa è sana.

Mi sembra di avere qualcuno alle spalle. “C’è qualcuno dietro di me?” Non mi volto, so che non c’è nessuno.

Patty Smith dice che distinguere tra il bene e il male sia un errore, che abbia senso farlo solo tra la purezza e la sua assenza.

La purezza, a chi la avevo lasciata io?

Al diavolo, non c’è dubbio.

Ricomincio a dividere, ogni tanto rileggo, mi ci cade l’occhio, inutilmente. Vado avanti.

Questa sì, questa no, questa neanche. Quest’altra nemmeno. Questa invece non è per me nè per te, ma non la tengo lo stesso, mi dispiace.

Hai giocato a pocker e hai perso l’asso di bastoni, io invece non ho perso carte, le ho tutte qui davanti.

Il mucchio è pronto, da una parte quello da bruciare, dall’altra quello da salvare.

Prendo le forbici, la lama è lucente, riflette quel che basta. Guardo la punta, infilzerebbe la pancia di un uomo se solo volesse.

Il resto è uno scherzo, l’ho già fatto, seguo il filo della lama fino in fondo, creo striscioline di carta larghe come fossero i bigoli di una crostata, poi incrocio, inverto l’asse e procedo in senso inverso formando piccoli rombi. Coriandoli.

Quel che resta rimane a me ed è integro.

Purezza inclusa.

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Ultima notte…

by Silvia on July 20, 2010

…torinese, come tante.
Però questa un pò speciale lo è perchè arriva alla fine di un anno in cui sono cambiate tante cose, e tutte nella direzione giusta. Che dire?
Mi sarebbe piaciuto fare un aperitivo con tutte le persone che ho incrociato quest’anno, che stanno dalla parte giusta, e che in un modo o nell’altro mi hanno camminato accanto. Cosa che non è possibile fare. Però in qualche modo il pensiero va a voi. Con la speranza che l’anno prossimo sia ancora migliore.
Non mi rimane che scegliere i libri di viaggio, tra tutti quelli che ho comprato quest’anno e che per una ragione o per l’altra non sono riuscita a leggere, e sceglierli con dovizia, perchè la testa e il cuore siano il linea con il libro, e non è facile, sempre.
Insomma anche quest’anno sono cresciuta e questo, quasi, è quel che basta.
Ci vediamo l’anno prossimo, ho ancora l’abitudine di pensare gli anni in termini scolastici, così che quando finisce l’anno comincia la vacanza e viceversa. Taglio a questo punto, e anche ciao a tutti voi :-)
Ce ne andiamo a Creta e almeno una settimana la passeremo nell’isola più meridionale dell’Europa, nel cuore del mar libico, sotto Creta, dentro la pancia di Creta.

CIAO.

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Cammino di Santiago in bici?

by Silvia on July 17, 2010

Anche NO, direi.

Perchè si dà il caso che ad un certo momento, in preda ad un delirio dovuto sicuramente al caldo, CI fosse venuto in mente di percorrere il Cammino di Santiago in bici, ad Agosto.

Ragioni profonde mi dicevo, quasi di carattere esistenziale… ehm… ed economico poi. Vuoi mettere la furbata di andare in vacanza in bici e dormire praticamente gratis ogni notte e intanto viaggiare lungo la Spagna per circa 800 Km e incontrare un sacco di gente, di qualsivoglia etnia, sorta e motivazione???

Poi negli ultimi giorni ho acceso l’aria condizionata e il mio cervello ha cominciato a ragionare. Ha pensato e riflettuto, a c c u r a t a m e n t e . . .
Le idee da oscure e confuse, come diceva quel tale, sono diventate chiare e distinte.

All’orizzonte CI è apparso il MARE GRECO, profondo e cristallino, e una voce di donna che pronunciava i nostri nomi, forse una dea:
“Waalteer…… Siilviiaa, Waalteer…… Siilviiaa”, e poi di nuovo, come le onde del mare.

I poveri mortali, inquieti nello Spirito, si lasciarono tentare.

GRECIA sia. Creta fu.

Mercoledì si parte e lunedì con l’esame si finisce l’anno.

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Programmi e note

by Silvia on July 11, 2010

1) Ok, predisporre misure anticaldo per oggi  forse non serve ;-)

2) il prossimo pranzo sarà domenica 12 Settembre: dunque l’11 concerto di Guccini, il 12 Pranzo popolare ;-)

3) l’idea della ciclofficina me gusta dunque andrò presto a curiosare ;-)

(See also this
and this.)

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Ma io…

by Silvia on July 9, 2010

sono fier(a) del mio sognare di questo eterno mio incespicare

Che bella parola che è questa, dice tutto. Incespicare. Ci provi e ci riprovi, ogni tanto sbagli, qualche volta cadi, e poi torni impiedi e continui a camminare dritto sulla tua strada. :))

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Corsi e ricorsi

by Silvia on June 18, 2010

Oggi guardavo i passanti, mi sembrava di riconoscerli, e qualcuno l’ho riconosciuto veramente. Quante persone capita di incontrare, girovagando in vespa o in bici, se solo si fa un pò di attenzione. Sotto i portici, lungo la strada, davanti al fiume.
Il fiume esonda, l’ho visto stamattina, i murazzi straripanti e chiusi. E la spiaggetta che si forma. I detriti che il fiume porta con sè e lascia dove capita, pure sulle sponde. Sabbietta, di un fiume livido dello stesso colore del cielo.
Me ne vado. Dicono che in Francia c’è il nubifragio (il NUMI Fragio!) e che momento perggiore per andare non potevo scegliere.
Me ne vado per un pò, tolta l’incombenza di questo esame torinese questa mattina – che mi ha riservato uno stitico 29 – e abbondantemente oltrepassato il guado del tirocinio per l’insegnamento dell’italiano a stranieri.
Francia ora, Roma la settimana prossima e poi il 19 Luglio la chiusura dell’anno con l’esame Ditals. Intanto piove, che non sembra estate.

(scritto ieri, pubblicato oggi)

Fest[e] di fine corso in Asai :)

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Evito di raccontare l’aneddoto…

by Silvia on June 7, 2010

… in virtù del quale attendendo due biccilette nuove fumanti, siamo andati al Biche pride con due rottami sgarrupati che ci hanno offerto gentilmente quelli del negozio di Bici al posto di quelle nuove non ancora arrivate. Gentili, la mia bianca, la sua rossa, diciamo che più che retrò erano in versione “a un passo dalla bara” :)

C’è pure poi che perdo il senso del tempo e che oggi non so esattamente che giorno è. Ma questo con le bici non c’entra.

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Weekend in bici

by Silvia on May 30, 2010

Appuntamenti per il prossimo weekend :-)

Bike Pride 2010
6 Giugno 2010


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Bei tempi…

by Silvia on May 19, 2010

Sì lo so, si dice sempre così..
:)

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W il Couch Surfing

by Silvia on May 18, 2010

Lo so, sto per scrivere uno di quei post che poi cancellerò. Ma voglio farlo, la scrittura funziona così, ha i suoi momenti, le sue fasi, e i suoi picchi di ispirazione. Se poi li perdi questi momenti, le cose che volevi dire ti rimangono a metà strada, non dette ma neanche dimenticate, tra l’aorta e l’intenzione come avrebbe detto qualcuno.

Ecco io tra l’aorta e l’intenzione vorrei scrivere un post sul CS, qualcuno forse ricorderà quello controverso scritto su Jane di qualche anno fa.
E’ stata una bella esperienza questa volta, of course to be repeated. So now I’ll just let you our CS verification postcard (wich is very nice) with the intention, anyhow, to write something more next time.

W Couch Surfing, again.

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Andate avanti così :-)

by Silvia on May 17, 2010

Penso che il valore politico di questa foto non abbia uguali, come penso che la conoscenza sia lo strumento più alto ed efficace che abbiamo per difenderci da un potere spesso stupido.

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Aspetta e spera

by Silvia on May 10, 2010

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Enò

by Silvia on May 8, 2010

San Salvario, via B.Galliari, 12 L Torino.

Allora, posto molto carino, vini ottimi, dolci sublimi.
Vado con ordine partendo dal fondo, un dolce a base di ricotta e fragole da leccarsi i baffi, ad averli. Non sapeva di ricotta naturalmente, sopra il bel rosso delle fragole. Lo so, nulla di che di per sè ma assaggiatelo e farà la differenza.
Accompagnato da un vino che ho apprezzato e che pur non essendo dolce, vai a sapere perchè, ci stava bene:  Anarkos.
Qui potete godervi lo spot se volete.
Prima del dolce un tagliere, un pelino grassoso ma buono. Accompagnato da un vino bianco fruttato graditissimo: Verdicchio di Jesi Superiore e pure Capovolto. Non ricordo il nome dei produttori ma si tratta di piccoli produttori locali con cui i gestori di Enò sono in rapporto.
Alle pareti un pò di foto, quadrate,  foto fatte dal basso, curiose, lì in esposizione.
Poi qualche libro, a proposito, vendono vino, vendono prodotti vari, qualcosa di Libera all’occorrenza, e fanno il pane: dalle 23,30 in poi fanno una strana loro focaccia farcita che deve essere appetitosa.
Eravamo ai libri, ricordo il libro di Alda Merini aperto e qualcosaltro che ora mi sfugge, e i Beatles come colonna sonora, anche altro, ma ora mi sfugge anche quello… per via del vino, of course ;-)
Comunque, Enò, sarà uno spazio fisico o uno spazio della mente???
Bye bye :)

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A me

by Silvia on May 7, 2010

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Lopichis era il bisononno di Paolo Diacono. Paolo Diacono è l’autore longobardo della Storia dei Longobardi, anni 787-789.
I Longobardi arrivarono in Italia intorno al 568 passando dal Friuli e stanziandosi inizialmente sulle rive del fiume Vipacco. Un fiume un programma, ironia della sorte.
Intorno al 610 i Longobardi friulani furono invasi dagli Avari e molti di loro furono deportati in Pannonia, attuale Ungheria. Nel frattempo nel resto di Italia, sia detto per dovere di cronaca, il Regno longobardo imperversava felice.

Rimaniamo in Pannonia. Qui comincia la storia di Lopichis e soprattutto comincia il suo viaggio di ritorno verso l’Italia per ritrovare la casa dei suoi avi. Una storia che Paolo Diacono racconta molto bene:

E adesso a me, – scrive Paolo Diacono – scrittore di questi fatti, par conveniente,

Bene, cosa c’entra Richard in tutto questo?

Quasi niente direi. Richard è un mio studente, uno studente sudamericano, che conosce molto bene l’Inglese e che è vissuto in Canada per un periodo piuttosto lungo.

Oggi ha avuto la cittadinanza italiana. Sono stata molto contenta,  il mio primo studente a prendere la cittadinanza: COSE GIUSTE E BEN FATTE 1, MONDO A ROVESCIO 0. Olè.

Richard ha un bisnonno, un lontanissimo bisnonno italiano, per parte di padre come si dice in questi casi. Grazie a questo bisnonno le pratiche per ottenere la cittadinanza sono state più brevi. Da qui la storia del bisnonno Lopichis.

A ben vedere la storia del bisnonno deve essermi saltata in mente perchè in qualche modo devo aver associato la storia del ritorno di Lopichis a quella di Richard, chissà, vai a sapere, fatto sta che stasera ho voglia di festeggiare.

In bocca al lupo Richard, e vista la storia di Lopichis, direi che sia quasi una cosa calzante ;-)

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Lamentevole!!

by Silvia on April 28, 2010

Dunque vado a fotocopiare fotocopie. Cerco prima in google per non finire dall’altro capo del mondo ma quasi dietro casa. Luna qualcosa si chiamano. Hanno perfino la fotocopiatrice evoluta,  tu gli dai in pasto il mazzetto di fogli e lei fa tutto per conto proprio, fronte retro incluso. Fotocopio 219 pagine, quattro pagine per foglio, uguale 56 fogli. Dunque fotocopio 56 fogli. Bene.

Quanto pago? Fa due conti veloce, tic tic tic, nel frattempo io guardo la sua maglietta di Emergency e penso, beh, sarà clemente, non vorrà mica farmi comprare il libro nuovo.

Pago 19,qualcosa €.

Ehm, Sorry, What, Cosa, Che stai a ddì??

Sì, ma se faccio la tessera, tic tic tic, sempre la magliettina di Emergency, bianca, con la scritta rossa, 13,qualcosa €.

- Bene, faccio la tessera.

- Bene, è gratis.

- Bene.

- Bene.

- Quanto ci mette dentro?

- Beh non saprei, facciamo 15 €.

- Ennò, non va bene, deve sempre rimanere qualcosa!

- Infatti rimangono 1,qualcosa €….

- Non basta! E se lei scappa e non torna più?? – ecco adesso mi viene in mente il capo aguzzino dell’ing. Fantozzi… – Metta 20 mi dice, così quando torna ha 6,qualcosa € nella tessera!

La faccio breve e metto 20, non ho voglia di mettermi a trattare con la Signora. Che ha la maglietta di Emergency addosso e i capelli tinti di giallo, questo non lo avevo detto.

Chiedo solo lo scontrino, questo almeno lo posso fare con pieno diritto, non lo devo contrattare.

- 13,60 € di scontrino. Metta una firma sulla tessera. La tessera rimane a noi e la prossima volta che torna mette un’altra firma.

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Signori in carrozza

by Silvia on April 23, 2010

Bene, abbiamo fatto tappa, ci siamo rifocillati, il treno, come si vede sotto, non si ferma…

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E vai con la spazzatura magica…

by Silvia on April 15, 2010

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)
Riesci a immaginare come sarebbe avventurarsi in un Triangolo delle Bermuda al contrario? In una zona dove succedono cose stranamente meravigliose, invece che stranamente orribili? Penso che un posto del genere esista e che presto lo troverai. La fortuna che ti aspetta sarà un misto di idiozia e genialità. Le scoperte che farai potrebbero essere inutili all’apparenza, ma preziose in profondità. Chiavi perdute potrebbero ricomparire e anelli mancanti materializzarsi dal nulla. E questo sarà il piatto forte: un apparente ricordo del futuro potrebbe indicarti un passaggio segreto per raggiungere un luogo nascosto che contiene spazzatura magica.

Segue sonetto:

Se fosse un falso sè
nasconderebbe la vera essenza del sè
e la terrebbe per sè
cosa che, non sarebbe capìta dai più, per lo più,
solo tu ne capiresti di più.
Vieppiù,
sarebbe calmo l’andare, lento il respirare,
senza lasciare qualcosa da dimenticare.
Cala la sera, il rosa circonda
la bestia e l’onda.
Si mette a remare,
guarda il da fare,
senza naufragare
si lascia andare.

Ecco. Poi comincio a ridere a crepapelle.

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Vi racconto in breve…

by Silvia on March 21, 2010

… che fine ho fatto.

Una buona fine tutto sommato.

Mentre fuori imperversa la campagna elettorale e qualcuno si è candidato io sono tornata alla mia passione primitiva, ma ogni volta che provo a descriverla da qualche parte mi sfugge. Produco molto devo dire e con grande passione, e questo per ora è tutto. Sono solo un pò di parole per dire che tutto procede per il meglio e che tutta la mia attenzione e le mie energie sono incanalate verso un’ altra direzione che non è quella blogghifera. Sono entrata in un tubo signori, di quei tubi che ogni tanto nella vita si deve percorrere da soli, e già vedo da lontano la luce che c’è fuori. E oggi comincia pure la primavera eh, mica bruscolini. E quindi se non mi vedrete o se mi vedrete rallentata, non datemi per morta, o per vinta, ma per combattente ecco, su un fronte mio dove la passione conduce per prima.

E dunque vi saluto. Buonanotte :)

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Orticaria

by Silvia on March 16, 2010

Sembro buona buona e paciosa come un bambino con le guanciotte rosse, MA, a ben vedere, non lo sono proprio. ANZI, sono allergica al potere in ogni sua forma e declinazione, tanto più, come è nella maggior parte dei casi, se è miope, poco lungimirante ed ottuso.
AH, CHE PACE.

Adesso vorrei essere Bob Dylan per concentrare questo senso di nausea rabbiosa in una canzone che rimanga alla Storia secula seculorum.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’.

Il fatto strano è che, e questo non riesco a spiegarmelo, il “potere” si accompagna sempre a:
- una buona dose di stupidità
- una buona dose di egoismo
- una buona dose di furbitudine, che fa rima con incudine, ma a me viene in mente qualcosa che ha a che fare con la spazzatura e l’immondizia, ecco, con la turpitudine!
- una buona dose di voglia di approfittarsi di qualche malcapitato/a solitamente ignaro di quello che può passare nelle anticamere dei crani pomposi di vossignoria.

Adesso la dico in questa forma e poi non la dico più: ma che problema avete, brutti * * *, una volta tanto nella vostra vita, ad usare un PO’ DI TRASPARENZA e trattare il vostro prossimo come UN FINE e NON COME UN MEZZO???????

La vostra potente e superba maestà non dovrebbe preservarvi dal rischio di compiere errori pacchiani se qualche volta vi sforzaste un pò di più nel mettere al corrente i diretti interessati dei vostri incantati propositi?

E poi, non pensate, * * *, che prima o poi l’oste vi presenti il conto???

Questo post per la verità non ha un solo destinatario, ma ne ha molti, nella misura di tutti gli imbecilli che ho incontrato sulla strada almeno negli ultimi 5 anni. Faccio notare, infine, che l’assenza di trasparenza pervade ogni ganglio della vita civile, da quello più piccolo e nascosto a quello più manifesto ed appariscente che abbiamo sotto il naso tutti i giorni.

Malcostume del popolo italico, PUAH.

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Convulsa mente

by Silvia on March 5, 2010

Ho un sacco di pensieri per la testa, un sacco di paglia, anzi, non di paglia, di stoffa spessa.
Presente?
Sto divagando.
Ho un sacco di pensieri e di cose da fare. Allora visto che in forma organica non ci stanno provo a farli esplodere così come vengono.
Allora primo, l’uni e il θαυμάζειν. Ero all’università oggi e aspettavo l’inizio della prima lezione di storia greca, me ne stavo lì nella classica stanza a teatro ad aspettare. Ed eccolo il θαυμάζειν, il meravigliarsi, il senso quasi di lusso che si prova a starsene lì a sentir parlare di Plutarco, della storia d’amore tra un certo Cleomako e un giovinetto calcidese e della guerra lelantina nell’isola di Eubea.

Io provo meraviglia e ancora stupore. Il θαυμάζειν, che qualcuno metteva a fondamento della filosofia. E anche del vivere comune aggiungerei.
Che io possa vivere conservando la meraviglia negli occhi. Lo stupore davanti a ciò che accade non perchè tutto quello che accade è bello e santo, divinamente, e neanche perchè tutto quello che accade è scandaloso e nefasto, “marxianamente“, ma perchè quello che accade è pervaso da fili di unicità che occorre saper riconoscere.

Il θαυμάζειν non si accontenta della superficie e davanti alla donna superficiale che ti propone la sua verità come se fosse quella assoluta si fa una risata. A me non mi incanti ti dice, ti sorride quasi con compassione e torna indaffarato al suo cercare.
Il θαυμάζειν però quando trova l’assoluto sa meravigliarsi. Il θαυμάζειν cerca l’assoluto ovunque e in ogni dove e da qualche parte, anche, gli scappa di trovarlo. Lo trova dietro la porta, sotto il letto, dentro un libro, sotto o sopra centimetri di polvere, sotto o sopra centimetri di neve.

Il θαυμάζειν è anche ricordo e memoria, è passato ed è origine. Di tutte le cose che penso in questi giorni, e non passo il mio tempo a pensare eh!, c’è anche l’idea che in tutto questo ci sia stato un momento originario, una fonte a cui ancora adesso posso attingere.

E qui mi fermo perché rischio di sragionare.

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Forse sono inferocita

by Silvia on February 26, 2010

Dunque diciamo che devo dare due esami integrativi di storia perchè all’epoca ne avevo dati solo 2 e per insegnare storia ne servono almeno quattro. Diciamo che di buon animo rimetto mano ai libri, in fondo la storia greca è bella, e quella medievale anche. O no? Sì.

Dunque apro uno dei due libri dell’esame di storia greca. Il libercolo è piccolo, forse è meglio mi dico, farò prima. Inizio a leggere. Trovo una serie di informazioni contratte prese qua e là, senza respiro diciamo. Arriviamo a Sofocle. “Quando Sofocle, il tragico greco, ecc. ecc.”. Ma? In un testo universitario serve mettere tra due virgole che Sofocle è un tragico greco??? Vabbè, cambio libro che è meglio..

Arriviamo all’agricoltura e alla pastorizia del libro due:  ”[...] la popolazione è dedita all’agricoltura (cereali come grano e orzo, legumi, alberi da frutta come fichi, meli, peri, mandorli) e all’allevamento (buoi, maiali, pecore, capre)”. Uhm, buoi, maiali, pecore e capre, interessante…. è un bene saperlo, così siamo sicuri che i primi greci che si sono visti sulla faccia della terra allevassero buoi e non dromedari, no???

Forse sono un pò inferocita, è venerdì e ho bisogno di aria fresca.. ;)

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Deragliamenti

by Silvia on February 18, 2010

Prevedo che per un pò la mia breve ma intensa esistenza blogghifera sarà deragliata e che più che altro mi dedicherò all’arte astratta.

Insomma molto è sul giusto binario e oggi ho avuto l’avventura di insegnare ad una donna somala completamente analfabeta. Ed incinta e con un bambino piccolo. In una casa disordinata e anche festante. E mi hanno offerto il loro thè molto zuccherino e abbiamo fatto lezione. E il thè mi è pure caduto sopra i quaderni e sulle cartoline che uso per le immagini e le parole. Mi hanno riempito il bicchiere di nuovo.
Insomma il binario è giusto, ma mi verrebbe voglia di salutare, di dire ciao, per un pò mi fermo qui poi si vedrà. Salteranno fuori delle foto, delle immagini di quel che faccio, chè quelle non riesco a non farle e neanche a non scrivere. Avrò una crisi di astinenza magari chi lo sa e domani sarà già pronto il nuovo post come pane appena sfornato.
Non lo so. Ciao.

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E daje!!!

by Silvia on February 12, 2010

www.youtube.com/watch?v=4OxBBorK5SQ

* * *

E intanto, mentre la neve cadeva su Roma e sul mare di TSL, questo ragazzo apprendeva di aver vinto il Word Press Photo edizione 2009 con la foto che segue sotto.

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E’ notte fonda…

by Silvia on January 30, 2010

… e domani si parte. Siamo al post numero duecento di questo blog. Il numero giusto, ne approfitto per mettere su una coppia di foto e di parlare di una coppia di libri comprati in un giorno di pioggia torrenziale. Anzi non li dico, domani si parte ed è tardi, buonanotte.

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Usa la Forza Luke

by Silvia on January 23, 2010


- Una fetta di Tarte tatin grazie.
- Accidenti, mi dispiace l’abbiamo venduta intera stamattina.

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Incroci :)

by Silvia on January 18, 2010

www.youtube.com/watch?v=u2zmhs_S2e8

* * *

STATUS FEISBUCCHIANO NON PUBBLICATO (dunque solo per i pochi intimi che leggono il blog) : “oggi potrei chiamarla giornata dell’amicizia, un sacco di belle persone mi sono girate intorno, come un’eclissi di sole o di luna, chissà, bello comunque :-)”

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Terra.

by Silvia on December 24, 2009

Se c’è un libro che non ho mai sopportato e neanche potuto vedere da lontano è la Coscienza di Zeno. Già il nome Zeno mi avrebbe dovuto mettere sull’avviso. Sembra uno di quei nomi assurdi che si leggono solo dentro la metropolitana milanese. Che ne so, Milano Ghisolfa, che è un nome? Anche no. E Zeno Cosini? Che è un nome??? Anche No No No.
Ecco.
Però forse una cosa di buono quel libro ce l’ha. La fine. Non nel senso che lo strazio ad un certo punto finisce (anche), ma nel senso che la conclusione a cui arriva, il nostro Zeno, non è poi così sbagliata. Conclude di non essere malato. (No, infatti era solo un grandissimo rompiscatole!). Conclude in altri termini che forse è il caso di prendersi per quel che è. (Un inetto!)
Ok, un inetto, ma la conclusione è comunque giusta!
E’ inutile mettere questo NO gigante sul mondo che non ti fa vivere neanche – se dio vuole – la tua inettitudine, sii quel che sei e forse sarai anche un pò meno inetto.

Ari Buon Natale.

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Allora Buon Natale :)

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Ma sì.

by Silvia on December 20, 2009

Uno di questi giorni la smetto di fare post fatti solo di foto. Promesso. :)

Foto scattata sotto il Campidoglio un pò di tempo fa. E’ ricicciata fuori (con opportuna terminologia romana) come un non so. Penso agli ingranaggi, all’olio motore (che è?) a quando c’è un guasto e si perde tempo per trovarlo. Mi sento come su una barchetta in mezzo al mare, quelle fatte di legno con la vela sopra che qualunque bambino ha disegnato. Wow. Che caos. Come guardare la propria camera e trovarla in disordine. O giù di lì. Maglie rosse fuori dai cassetti, libri per terra, il giradischi sul pavimento che non si può, una serranda a metà. Il caos a me rilassa. Mi fa sentire a mio agio.

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Una mattina di luna di inverno

by Silvia on December 13, 2009

Proprio così è stato, un giorno di luna di inverno qualcuno ha voluto il tuo fiore.
Ci sono cose che si riescono a dire e cose che non si riesce.
So solo di una mattina d’inverno con la tramontana fuori e il vento che entrava dentro. So dell’aria leggera che accarezzava le tue gambe e sfiorava le tue mani. So dei tuoi capelli rimasti uguali e del tuo viso tornato innocente e piccolo come quello di un bambino.
So del tempo che passa e del tempo che è passato e delle circonferenze che segnano il tronco di un albero e ne misurano gli anni. So tutto questo e perfino l’impossibilità di porvi rimedio con un gesto qualunque della mano.
Ma so molto di più e quel di più, che tu ora mi dici, lo terrò con me.

Nota: al testo di Gianmaria Testa che dice “una mattina di luna di inverno tutta la piazza ha voluto il tuo fiore” e che parla della nascita di un bambino, ho dato un senso mio, non immediatamente evidente a chi legge e forse addirittura speculare al testo citato.

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Tutta dritta

by Silvia on December 2, 2009

Domenica sarò trascinata alla Tuttadritta: 10 Km con fase di volo tra un passo e l’altro fino a Stupinigi. Sudo già da ora. Ho fame già da ora e ho sete. Sempre già da ora. Bene qualcuno vuole unirsi al calvario? :)

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Add new post: qui pro quo.

by Silvia on November 23, 2009

Non c’entra proprio niente il titolo. Giacchè di blogghetto si parla però, vado a ruota libera. Dunque oggi ho tenuto la mia prima lezione di italiano. Ta daaaa. :)

Declino l’offerta di parole.

Due ore d’aula di italiano con i rifugiati di via Asti. Belle e appassionanti, stancanti, intense. Faticose e piene. Conosci loro e dai del tuo. Puoi parlare delle cose più disparate, dell’alba e del tramonto per spiegare il verbo “nascere” e mi fermo qui. Il sole che gira eccetera eccetera eccetera. Partendo dalla vita di tutti i giorni e dalla lingua come strumento per vivere nel mondo. Wow! E non era neanche programmato perché avrei dovuto essere in affiancamento. Invece sono stata sola e malgrado l’imbarazzo iniziale mi sono divertita. Senza contare il fatto che si impara dall’incontro con una cultura e con un mondo diversi. Fiore ad esempio in somalo si dice come in italiano, lo sapevate?

:-)

Foto di Robert Mapplethorpe.

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Josto

by Silvia on November 21, 2009

Josto, come “Io sto… bene!”:)

Posso parlarne di Josto, che tanto qui non mi legge. Josto è stato un mio compagno di corso alla TdB in queste due settimane. Iosto è un nome sardo che per la verità neanche i sardi usano più. E’ un nome antico usato in Sardegna oggi solo nell’entroterra.

Se lo senti parlare però non capisci che è sardo, diresti slavo, o comunque non italiano.

E’ stato un anno negli Stati Uniti quando frequentava le superiori per il progetto Intercultura, e poi in Cina. L’estremo Occidente e l’estremo Oriente. Negli stati Uniti da buon europeo si aspettava di imparare il latino e il greco e invece ha trovato il cinese. E se ne è innamorato.

Tornato in Italia si è iscritto a Lingue e naturalmente ha studiato Cinese, tra l’altro a Villa Mirafiori dove c’è anche la facoltà di Filosofia.

Bello parlare con lui, capisci quanto il mondo sia sempre un pò più largo dei confini che abitualmente gli dai.

Una sola volta ho sentito l’inclinazione sarda della voce, in un momento in cui si è lasciato andare parlandomi del piacere che aveva a studiare a Villa Mirafiori e a passare interi pomeriggi a studiare sotto gli alberi… ;-)

Ciao Josto!

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Il pescatore fotografo

by Silvia on November 17, 2009

Mattina libera, di mare. Di mare battuto dal vento, un pò selvaggio e un pò selvatico come è quello di Tsl. Con la macchina fototgrafica al collo, quella buona, “di mammina”. Che vuol dire analogica, Nikon, con pellicola sopraffina dentro. Il mare pulito, come il cielo, e la sabbia con le increscapture che si formano quando non ci passa nessuno e nessuna cosa sopra.

Pezzetti di mare sparsi sulla sabbia, una conchiglia nascosta dalla sabbia e bagnata dal sole riflesso. Altri pezzi di mare sparsi, detriti di plastica e rigagnoli curvi d’acqua che riversano il loro corso in mare.

E i pescatori. Due pescatori con le canne piantate nella sabbia a 100 mt l’uno dall’altro. Entrambi si divertono a parlare con me di fotografia. Entrambi con un magazzino pieno di macchine fotografiche da qualche parte. Uno ha lavorato in Sicilia come fotografo, sulle autostrade, fotografava dall’elicottero e stampava di notte senza dormire. Ha una Rolley che non vende a nessuno. L’altro ha un sorriso largo e solare stampato sul viso. Mi parla del suo magazzino, vero, di materiale fotografico pregiato, che ormai gestisce il fratello perché lui è in pensione e ci scambiamo gli indirizzi.

Mi domando che senso abbia scrivere tutto questo, non lo so. Loro due si sono lasciati fotografare. Quasi contenti. Senza sapere niente l’uno dell’altro.

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Col tuo ordine discreto dentro il cuore

by Silvia on November 13, 2009

alfabeto ebraico

Ieri lezione di ebraico, bellissimo. Lezione di ebraico per farci capire cosa vuol dire insegnare a qualcuno che non sa nulla della lingua che gli stiamo insegnando. Una lezione di un’ora a sorpresa in cui non è stata detta una sola parola di italiano. E siamo usciti dalla lezione incantati con la voglia di saperne ancora.

Bella la scuola, la Torre di Babele, bravi gli insegnanti, molti dei quali lavorano direttamente con l’Università di Siena.

A me viene voglia di insegnare, di insegnare italiano agli stranieri, perchè ci vedo un senso, preciso e limpido, e di insegnare ciò per cui ho studiato. Philosphy. Volevo vedere come era fatto il mondo prima di farlo, per non andare in classe non avendo visto nient’altro nella vita che questo.

Domani si torna a Torino, un bel pomeriggio di TFF, domenica montagna per arrampicare e lunedì di nuovo a Roma per la seconda settimana di corso.

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Le buste biodegradabili e una commessa |bip!|

by Silvia on September 25, 2009

Mi rendo conto che il titolo suoni strano e magari poco gradevole verso la commessa del supermercato. Però:

1) se metto una busta sopra il resto della spesa quando sono in cassa, perché mi chiedi se sono proprio intenzionata a prenderla? Costa solo 3 cent e magari non finisce neanche per traverso ad un pesce visto che è degradabile, no?

2) ok mi dai del tu, qualcuno che non mi chiami signora ogni tanto va anche bene.

3) perché dopo che ti ho detto che uso proprio quella busta lì, metti tutto in ben tre buste normali sgozza pesci???????? Esagero?

4) Pago, che bello finalmente vado a casa. NO! “Si ricordi la busta!” mi dice, “Che busta?”, mi dico. In effetti mi rendo conto che ha messo la spesa nelle buste canoniche e che quella che le ho dato l’ha tenuta per ricordo:

Ma cosa pensa che ci faccia con le buste canoniche sgozzapesci, LA COLLEZIONE?

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Nu poco e pace :)

by Silvia on September 24, 2009

Conosco delle barche

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Un buon motivo per restare…

by Silvia on September 16, 2009

Da oggi è cominciato il corso di arrampicata nella mitica scuola G. GERVASUTTI di Torino. Finalmente qualcuno che ti dice che non sei un suo Cliente ma un ALLIEVO. WOW! A noi : )

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