by Silvia Prosperi on March 5, 2010

Ho un sacco di pensieri per la testa, un sacco di paglia, anzi, non di paglia, di stoffa spessa.
Presente?
Sto divagando.
Ho un sacco di pensieri e di cose da fare. Allora visto che in forma organica non ci stanno provo a farli esplodere così come vengono.
Allora primo, l’uni e il θαυμάζειν. Ero all’università oggi e aspettavo l’inizio della prima lezione di storia greca, me ne stavo lì nella classica stanza a teatro ad aspettare. Ed eccolo il θαυμάζειν, il meravigliarsi, il senso quasi di lusso che si prova a starsene lì a sentir parlare di Plutarco, della storia d’amore tra un certo Cleomako e un giovinetto calcidese e della guerra lelantina nell’isola di Eubea.
Io provo meraviglia e ancora stupore. Il θαυμάζειν, che qualcuno metteva a fondamento della filosofia. E anche del vivere comune aggiungerei.
Che io possa vivere conservando la meraviglia negli occhi. Lo stupore davanti a ciò che accade non perchè tutto quello che accade è bello e santo, divinamente, e neanche perchè tutto quello che accade è scandaloso e nefasto, “marxianamente“, ma perchè quello che accade è pervaso da fili di unicità che occorre saper riconoscere.
Il θαυμάζειν non si accontenta della superficie e davanti alla donna superficiale che ti propone la sua verità come se fosse quella assoluta si fa una risata. A me non mi incanti ti dice, ti sorride quasi con compassione e torna indaffarato al suo cercare.
Il θαυμάζειν però quando trova l’assoluto sa meravigliarsi. Il θαυμάζειν cerca l’assoluto ovunque e in ogni dove e da qualche parte, anche, gli scappa di trovarlo. Lo trova dietro la porta, sotto il letto, dentro un libro, sotto o sopra centimetri di polvere, sotto o sopra centimetri di neve.
Il θαυμάζειν è anche ricordo e memoria, è passato ed è origine. Di tutte le cose che penso in questi giorni, e non passo il mio tempo a pensare eh!, c’è anche l’idea che in tutto questo ci sia stato un momento originario, una fonte a cui ancora adesso posso attingere.
E qui mi fermo perché rischio di sragionare.
* * *
Parlerei del non senso, dell’insensatezza e del tempo che passa.
Di chi passa senza lasciare traccia. Di chi passa invecchia muore e non ha inciso, non ha toccato il corpo vivo del legno ma ne ha visto e respirato solo la corteccia.
Quanti sono quelli che passano così. Cosa distingue la sensatezza dall’insignificanza?
E perché adesso a questa domanda, che in fondo mi sono sempre posta e a cui a mio modo ho tentato di rispondere, si aggiunge questa variabile che complica così orrendamente le cose, e che si chiama
T E M P O ???
by Silvia Prosperi on February 26, 2010
Dunque diciamo che devo dare due esami integrativi di storia perchè all’epoca ne avevo dati solo 2 e per insegnare storia ne servono almeno quattro. Diciamo che di buon animo rimetto mano ai libri, in fondo la storia greca è bella, e quella medievale anche. O no? Sì.
Dunque apro uno dei due libri dell’esame di storia greca. Il libercolo è piccolo, forse è meglio mi dico, farò prima. Inizio a leggere. Trovo una serie di informazioni contratte prese qua e là, senza respiro diciamo. Arriviamo a Sofocle. “Quando Sofocle, il tragico greco, ecc. ecc.”. Ma? In un testo universitario serve mettere tra due virgole che Sofocle è un tragico greco??? Vabbè, cambio libro che è meglio..
Arriviamo all’agricoltura e alla pastorizia del libro due: ”[...] la popolazione è dedita all’agricoltura (cereali come grano e orzo, legumi, alberi da frutta come fichi, meli, peri, mandorli) e all’allevamento (buoi, maiali, pecore, capre)”. Uhm, buoi, maiali, pecore e capre, interessante…. è un bene saperlo, così siamo sicuri che i primi greci che si sono visti sulla faccia della terra allevassero buoi e non dromedari, no???
Forse sono un pò inferocita, è venerdì e ho bisogno di aria fresca.. ;)
by Silvia Prosperi on February 18, 2010
Prevedo che per un pò la mia breve ma intensa esistenza blogghifera sarà deragliata e che più che altro mi dedicherò all’arte astratta.

Insomma molto è sul giusto binario e oggi ho avuto l’avventura di insegnare ad una donna somala completamente analfabeta. Ed incinta e con un bambino piccolo. In una casa disordinata e anche festante. E mi hanno offerto il loro thè molto zuccherino e abbiamo fatto lezione. E il thè mi è pure caduto sopra i quaderni e sulle cartoline che uso per le immagini e le parole. Mi hanno riempito il bicchiere di nuovo.
Insomma il binario è giusto, ma mi verrebbe voglia di salutare, di dire ciao, per un pò mi fermo qui poi si vedrà. Salteranno fuori delle foto, delle immagini di quel che faccio, chè quelle non riesco a non farle e neanche a non scrivere. Avrò una crisi di astinenza magari chi lo sa e domani sarà già pronto il nuovo post come pane appena sfornato.
Non lo so. Ciao.
by Silvia Prosperi on February 12, 2010
by Silvia Prosperi on January 30, 2010
… e domani si parte. Siamo al post numero duecento di questo blog. Il numero giusto, ne approfitto per mettere su una coppia di foto e di parlare di una coppia di libri comprati in un giorno di pioggia torrenziale. Anzi non li dico, domani si parte ed è tardi, buonanotte.
by Silvia Prosperi on January 23, 2010

- Una fetta di Tarte tatin grazie.
- Accidenti, mi dispiace l’abbiamo venduta intera stamattina.
by Silvia Prosperi on January 18, 2010
www.youtube.com/watch?v=u2zmhs_S2e8
* * *
STATUS FEISBUCCHIANO NON PUBBLICATO (dunque solo per i pochi intimi che leggono il blog) : “oggi potrei chiamarla giornata dell’amicizia, un sacco di belle persone mi sono girate intorno, come un’eclissi di sole o di luna, chissà, bello comunque :-)”
by Silvia Prosperi on December 24, 2009
Se c’è un libro che non ho mai sopportato e neanche potuto vedere da lontano è la Coscienza di Zeno. Già il nome Zeno mi avrebbe dovuto mettere sull’avviso. Sembra uno di quei nomi assurdi che si leggono solo dentro la metropolitana milanese. Che ne so, Milano Ghisolfa, che è un nome? Anche no. E Zeno Cosini? Che è un nome??? Anche No No No.
Ecco.
Però forse una cosa di buono quel libro ce l’ha. La fine. Non nel senso che lo strazio ad un certo punto finisce (anche), ma nel senso che la conclusione a cui arriva, il nostro Zeno, non è poi così sbagliata. Conclude di non essere malato. (No, infatti era solo un grandissimo rompiscatole!). Conclude in altri termini che forse è il caso di prendersi per quel che è. (Un inetto!)
Ok, un inetto, ma la conclusione è comunque giusta!
E’ inutile mettere questo NO gigante sul mondo che non ti fa vivere neanche – se dio vuole – la tua inettitudine, sii quel che sei e forse sarai anche un pò meno inetto.
Ari Buon Natale.
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by Silvia Prosperi on December 23, 2009
Allora Buon Natale :)

by Silvia Prosperi on December 20, 2009
Uno di questi giorni la smetto di fare post fatti solo di foto. Promesso. :)
Foto scattata sotto il Campidoglio un pò di tempo fa. E’ ricicciata fuori (con opportuna terminologia romana) come un non so. Penso agli ingranaggi, all’olio motore (che è?) a quando c’è un guasto e si perde tempo per trovarlo. Mi sento come su una barchetta in mezzo al mare, quelle fatte di legno con la vela sopra che qualunque bambino ha disegnato. Wow. Che caos. Come guardare la propria camera e trovarla in disordine. O giù di lì. Maglie rosse fuori dai cassetti, libri per terra, il giradischi sul pavimento che non si può, una serranda a metà. Il caos a me rilassa. Mi fa sentire a mio agio.

by Silvia Prosperi on December 13, 2009
Proprio così è stato, un giorno di luna di inverno qualcuno ha voluto il tuo fiore.
Ci sono cose che si riescono a dire e cose che non si riesce.
So solo di una mattina d’inverno con la tramontana fuori e il vento che entrava dentro. So dell’aria leggera che accarezzava le tue gambe e sfiorava le tue mani. So dei tuoi capelli rimasti uguali e del tuo viso tornato innocente e piccolo come quello di un bambino.
So del tempo che passa e del tempo che è passato e delle circonferenze che segnano il tronco di un albero e ne misurano gli anni. So tutto questo e perfino l’impossibilità di porvi rimedio con un gesto qualunque della mano.
Ma so molto di più e quel di più, che tu ora mi dici, lo terrò con me.
Nota: al testo di Gianmaria Testa che dice “una mattina di luna di inverno tutta la piazza ha voluto il tuo fiore” e che parla della nascita di un bambino, ho dato un senso mio, non immediatamente evidente a chi legge e forse addirittura speculare al testo citato.
by Silvia Prosperi on December 2, 2009

Domenica sarò trascinata alla Tuttadritta: 10 Km con fase di volo tra un passo e l’altro fino a Stupinigi. Sudo già da ora. Ho fame già da ora e ho sete. Sempre già da ora. Bene qualcuno vuole unirsi al calvario? :)
by Silvia Prosperi on November 23, 2009
Non c’entra proprio niente il titolo. Giacchè di blogghetto si parla però, vado a ruota libera. Dunque oggi ho tenuto la mia prima lezione di italiano. Ta daaaa. :)
Declino l’offerta di parole.
Due ore d’aula di italiano con i rifugiati di via Asti. Belle e appassionanti, stancanti, intense. Faticose e piene. Conosci loro e dai del tuo. Puoi parlare delle cose più disparate, dell’alba e del tramonto per spiegare il verbo “nascere” e mi fermo qui. Il sole che gira eccetera eccetera eccetera. Partendo dalla vita di tutti i giorni e dalla lingua come strumento per vivere nel mondo. Wow! E non era neanche programmato perché avrei dovuto essere in affiancamento. Invece sono stata sola e malgrado l’imbarazzo iniziale mi sono divertita. Senza contare il fatto che si impara dall’incontro con una cultura e con un mondo diversi. Fiore ad esempio in somalo si dice come in italiano, lo sapevate?
:-)

Foto di Robert Mapplethorpe.
by Silvia Prosperi on November 21, 2009
Josto, come “Io sto… bene!”:)
Posso parlarne di Josto, che tanto qui non mi legge. Josto è stato un mio compagno di corso alla TdB in queste due settimane. Iosto è un nome sardo che per la verità neanche i sardi usano più. E’ un nome antico usato in Sardegna oggi solo nell’entroterra.
Se lo senti parlare però non capisci che è sardo, diresti slavo, o comunque non italiano.

E’ stato un anno negli Stati Uniti quando frequentava le superiori per il progetto Intercultura, e poi in Cina. L’estremo Occidente e l’estremo Oriente. Negli stati Uniti da buon europeo si aspettava di imparare il latino e il greco e invece ha trovato il cinese. E se ne è innamorato.
Tornato in Italia si è iscritto a Lingue e naturalmente ha studiato Cinese, tra l’altro a Villa Mirafiori dove c’è anche la facoltà di Filosofia.
Bello parlare con lui, capisci quanto il mondo sia sempre un pò più largo dei confini che abitualmente gli dai.
Una sola volta ho sentito l’inclinazione sarda della voce, in un momento in cui si è lasciato andare parlandomi del piacere che aveva a studiare a Villa Mirafiori e a passare interi pomeriggi a studiare sotto gli alberi… ;-)
Ciao Josto!
by Silvia Prosperi on November 17, 2009
Mattina libera, di mare. Di mare battuto dal vento, un pò selvaggio e un pò selvatico come è quello di Tsl. Con la macchina fototgrafica al collo, quella buona, “di mammina”. Che vuol dire analogica, Nikon, con pellicola sopraffina dentro. Il mare pulito, come il cielo, e la sabbia con le increscapture che si formano quando non ci passa nessuno e nessuna cosa sopra.
Pezzetti di mare sparsi sulla sabbia, una conchiglia nascosta dalla sabbia e bagnata dal sole riflesso. Altri pezzi di mare sparsi, detriti di plastica e rigagnoli curvi d’acqua che riversano il loro corso in mare.
E i pescatori. Due pescatori con le canne piantate nella sabbia a 100 mt l’uno dall’altro. Entrambi si divertono a parlare con me di fotografia. Entrambi con un magazzino pieno di macchine fotografiche da qualche parte. Uno ha lavorato in Sicilia come fotografo, sulle autostrade, fotografava dall’elicottero e stampava di notte senza dormire. Ha una Rolley che non vende a nessuno. L’altro ha un sorriso largo e solare stampato sul viso. Mi parla del suo magazzino, vero, di materiale fotografico pregiato, che ormai gestisce il fratello perché lui è in pensione e ci scambiamo gli indirizzi.
Mi domando che senso abbia scrivere tutto questo, non lo so. Loro due si sono lasciati fotografare. Quasi contenti. Senza sapere niente l’uno dell’altro.
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Tor San Lorenzo
by Silvia Prosperi on November 13, 2009

Ieri lezione di ebraico, bellissimo. Lezione di ebraico per farci capire cosa vuol dire insegnare a qualcuno che non sa nulla della lingua che gli stiamo insegnando. Una lezione di un’ora a sorpresa in cui non è stata detta una sola parola di italiano. E siamo usciti dalla lezione incantati con la voglia di saperne ancora.
Bella la scuola, la Torre di Babele, bravi gli insegnanti, molti dei quali lavorano direttamente con l’Università di Siena.
A me viene voglia di insegnare, di insegnare italiano agli stranieri, perchè ci vedo un senso, preciso e limpido, e di insegnare ciò per cui ho studiato. Philosphy. Volevo vedere come era fatto il mondo prima di farlo, per non andare in classe non avendo visto nient’altro nella vita che questo.
Domani si torna a Torino, un bel pomeriggio di TFF, domenica montagna per arrampicare e lunedì di nuovo a Roma per la seconda settimana di corso.
by Silvia Prosperi on September 25, 2009

Mi rendo conto che il titolo suoni strano e magari poco gradevole verso la commessa del supermercato. Però:
1) se metto una busta sopra il resto della spesa quando sono in cassa, perché mi chiedi se sono proprio intenzionata a prenderla? Costa solo 3 cent e magari non finisce neanche per traverso ad un pesce visto che è degradabile, no?
2) ok mi dai del tu, qualcuno che non mi chiami signora ogni tanto va anche bene.
3) perché dopo che ti ho detto che uso proprio quella busta lì, metti tutto in ben tre buste normali sgozza pesci???????? Esagero?
4) Pago, che bello finalmente vado a casa. NO! “Si ricordi la busta!” mi dice, “Che busta?”, mi dico. In effetti mi rendo conto che ha messo la spesa nelle buste canoniche e che quella che le ho dato l’ha tenuta per ricordo:
Ma cosa pensa che ci faccia con le buste canoniche sgozzapesci, LA COLLEZIONE?
by Silvia Prosperi on September 24, 2009
by Silvia Prosperi on September 16, 2009

Da oggi è cominciato il corso di arrampicata nella mitica scuola G. GERVASUTTI di Torino. Finalmente qualcuno che ti dice che non sei un suo Cliente ma un ALLIEVO. WOW! A noi : )
by Silvia Prosperi on September 14, 2009
by Silvia Prosperi on September 12, 2009
Dopo due settimane di:
ops, è saltato il salvavita, ma in fondo è notte (200 euri please…)
ops. sì è otturato il lavandino della cucina e l’acqua zampilla ovunque…
ops, la radio della macchina non dà più segni di vita, è rimasta fissa su search channell non so che…
ops, la macchina fotografica ha una malattia rara per cui dopo un pò che la usi ops! dell’olio si deposita sulla tendina, detta anche otturatore, rallentando i tempi di apertura. Risultato: le foto vengono BRUCIATE!
ops, ma anche l’altra macchina, quella che mi ha dato mammina, ha un problema con la tendina
ops, il computer che ha sostituito quello che ha il vetro andato in lapilii ha un problema con i cd e quindi per il momento mi devo accontentare
ops, il film che volevo vedere comodamente a casa si vede perfettamente, si sente perfettamente, ma le voci sono accelerate e quindi i suoni non si associano ai segni e quindi non ci si capisce una mazza…
Dopo due settimane di OPS in cui per fortuna non mi è venuto un esaurimento nervoso, finalmente ho un pomeriggio libero. C’è un pò di sereno, le nuvole diradano e finalmente riesco a schiarirmi un pò le idee e fare quello che voglio. ALLEGRIA!

by Silvia Prosperi on August 31, 2009
Eccoci qui, freschi freschi di vacanze a buttare giù il primo post della stagione, puntuali come un orologio svizzero. Le vacanze finiscono, il lavoro (?) ricomincia e noi siamo qui a buttar giù post. I post hanno di bello che ti vengono di getto e nessuno li controlla, a che serviranno poi nessuno lo sa. Magari solo a sfogare un parlare che altrimenti rimarrebbe muto, chi lo sa.
Oggi va così, non parlo delle magnifiche vacanze ma delle umane bassezze, e non di quelle degli altri ma questa volta, attenzione, delle mie.
Vado a declinare il suddetto pensiero. Ho un caratteraccio. Simile a quello di un bambino scorbutico. Vado a declinare meglio rigirando per bene il coltellaccio nel budello. Il fatto è che troppo spesso nella mia non più breve ma intensa (?) esistenza ho tagliato direi con la mannaia (?) situazioni e persone. Occhio che brucia. Ehm ehm. Sì insomma mi sono resa ghiaccio senza avere la pazienza di aspettare. Ecco, non ho avuto pazienza, non sono stata distante quanto bastava per vedere almeno un pelino le cose da fuori. Cioè non ho sopportato il dolore. Ok, te lo avevo detto che bruciava. Piccolo o grande che fosse. E ho tagliato, con la mannaia, senza andare troppo per il sottile sia che il dolore fosse piccolo sia che fosse più grande. In un delirio di onnipotenza VANO, e illusorio. Ahimè, ecco qui le umane bassezze, eccole qui raccolte tutte insieme in una mano.
Bene, vado a leggere un pò, la seduta è finita. Buona notte.
by Silvia Prosperi on July 24, 2009
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più.
ps. guarda tu che me tocca fa pe’ esse chiara…
by Silvia Prosperi on July 16, 2009