by Silvia on November 14, 2011
Trascrivo qui quanto scritto/pensato sabato sera su FB a ridosso delle dimissioni di B. Giusto per esprimere un’opinione, tenerne traccia, e confermarla a freddo.
“Ecco si é tolto dalle palle, evviva. Si é tolto dalle palle sempre troppo tardi e sempre troppo a lungo ha governato. Mai piú gente cosí, e magari mai piú un’opposizione incapace di arginare questa follia. Se ne é andato e non é stato merito vostro (sinistra fra tante virgolette) ma é stato per il peso colossale dei SUOI errori.”
Grazie Napolitano.
by Silvia on May 12, 2011
“Noi viviamo in un periodo di passaggio, la modernità è finita. [...] Io non credo nel postmoderno, il postmoderno è un imbarbarimento del moderno, è la coda. [...] Nel frattempo è in incubazione un’epoca nuova e diversa. Questo passaggio di epoche crea crisi di ogni genere, traumi di ogni genere tra i quali l’insicurezza perchè vengono meno una serie di valori. I valori nuovi ancora non sono emersi. Quelli vecchi sono logori, contestati. E in questa insicurezza predomina l’egoismo, perchè è la forza primaria. Non c’è più spazio per pensare agli altri, o perlomeno, c’è meno spazio per pensare agli altri.”
Bella l’intervista a Scalfari su Repubblica, di cui la parte che trovate sopra costituisce la coda.
by Silvia on November 25, 2010
Ecco, pensavo alla mia generazione, a quelli che hanno trentanni ora o giù di lì. Considero i trentenni non proprio come “non più giovani”, ma più che altro come “giovani saggi” (espressione che potrebbe essere scambiata per un ossimoro ma in realtà non lo è).
Come persone che hanno visto il mondo, ne conoscono il funzionamento perchè sono già stati macinati dai suoi gangli, ma che sono anche, ad esempio, quanto più prossimi a tutto ciò che è innovativo e teconologicamente evoluto (La teconologia è solo un aspetto naturalmente, perchè dietro ai cambiamenti che ha portato la tecnologia ci sono quelli che questa ha determinato nella società, e sono questi quelli a cui qui principalmente mi riferisco).
Come persone che hanno il futuro davanti e la testa e le gambe e le spalle per affrontarlo. Insomma, penso ai trentenni o poco più come alla punta di diamante della nostra società se proprio volessimo usare un’immagine per rendere intuitivamente l’idea.
I trentenni sono anche coloro ai quali il futuro è stato via via sottratto però, siamo le teste di diamante della società e anche i primi costretti a pagare pesantemente per gli errori di quelli che ci hanno preceduto. Siamo insomma le prime “vittime eccellenti” probabilmente di una lunga fila.
E non riesco a non pensare al fatto che solo pochi giorni fa su FB quasi tutti quelli della mia età si siano prestati al gioco di utilizzare, al posto della propria foto, l’immagine di un cartone animato cui si era particolarmente affezionati. Lo abbiamo fatto quasi tutti per la verità, probabilmente perchè sappiamo giocare, probabilmente perchè ci riconosciamo, forse più facilmente lì che non altrove, in quel mondo con-vissuto da piccoli che ci consente ora (anche) di percepirci come una generazione.
Non faccio certamente l’errore di pensare che tutti quelli che sono stati al gioco la scorsa settimana vedano il mondo nello stesso modo o meglio, siano l’espressione di quella sinistra diffusa che, per quanto non si canalizzi evidentemente in un partito, tuttavia esiste. Certamente non è così.
Ma a me piace comunque pensare che in quel riconoscersi “uguali” ci fosse anche il presupposto di un riconoscersi UNITI affinchè le risorse, la consapevolezza, la Cultura e le conoscenze che abbiamo acquisito in questi anni diventino lo strumento di una lotta e di un agire comuni capaci anche di “impaurare” e poi allontanare i bifolchi che ci governano.
Per questo motivo, questa rivolta, non è solo degli studenti o dei ricercatori che salgono sui tetti delle Università (siano benedetti), ma è anche NOSTRA.
by Silvia on October 24, 2010
L’idea era quella di un post serio, o almeno meditativo, su Terra Madre, Slow Food e tutto quello che porto a casa da questi tre giorni.
Invece al momento mi godo la serata, con i ragazzi californiani che confabulano nella stanza accanto e che questa sera a cena ci hanno parlato di tutte le cose strafiche che si fanno in California.
Le differenze del mondo, il diverso peso che ha la tradizione nei diversi popoli della terra, minima nell’ovest e nell’estremo ovest, massima nei luoghi più antichi e guarda caso meno industrializzati, la sensazione forte che provo ogni volta che vedo tutti gli uomini del mondo, ognuno diverso e tutti raccolti insieme in neanche cinquecento metri quadrati di terreno, li racconto la prossima volta.
Dovrei prendere i vari articoli anti slow food, leggerli per bene e poi scrivere il mio punto di vista, anche soltanto a partire da quello che tutti i piccoli produttori provenienti dall’America Latina o dall’Africasi porteranno dentro quando torneranno a casa. Prima di tutto la consapevolezza di non essere meno degli altri ma di essere PARI, e di stare facendo, attraverso il tentativo di difendere la propria cultura alimentare una battaglia sacrosanta. Solo che non ho il tempo per farlo. Oppure sì e lo farò un’altra volta. Per questa sera vive l’impatto emotivo, che è forte e sa di mondo aperto, un pò meno ambizioso, un pò più legato al senso profondo della nostra Umanità.
Buonanotte.
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Terra Madre 2010
by Silvia on July 12, 2010
by Silvia on May 26, 2010
“Ostensioni di presunte reliquie e di Madonne piangenti e sanguinanti e il divieto al popolo di leggere la Bibbia hanno fatto degli italiani un popolo ignorante e superstizioso. Con grande soddisfazione di chi nelle gerarchie si batte contro relativismo, illuminismo e darwinismo. Il mondo è stato profondamente trasformato dalla Riforma. In seguito l’Italia e altri paesi cattolici hanno recuperato socialmente e sul piano economico ma sul piano dell’opinione pubblica, della quantità di libri che si leggono, dello statuto della coscienza, sono un passo più indietro. Può darsi che sia una situazione migliore – la dieta mediterranea non è certo peggiore del fast food – ma la differenza c’è. L’apologo del Grande Inquisitore di Dostoevskij resta vero: la forza eversiva della religione la chiesa la tiene rinchiusa nei suoi forzieri. Profeti e messia sono presenze pericolosissime”.
(Adriano Prosperi, qui e su il Foglio.)
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adriano prosperi
by Silvia on May 21, 2010
Oggi qualcuno celebrava il funerale della pubblica istruzione, ed è singolare che la colonna sonora fosse quella che trovate sotto. Naturalmente a me ha fatto piacere sentire suonare Faber e ho pensato che il problema non è che qualcuno ancora la meni con queste canzoni, ma evidentemente il fatto che queste canzoni parlino – continuino a parlare – a chi ha quell’età.
Quanto a me scendevo per le scale, ho fatto una foto, bruttina perchè il telefono questo fa, e ho sorriso. Davanti la primavera, e la luce di maggio.
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by Silvia on May 17, 2010
Penso che il valore politico di questa foto non abbia uguali, come penso che la conoscenza sia lo strumento più alto ed efficace che abbiamo per difenderci da un potere spesso stupido.