Bello l’articolo di Scalfarotto di questa mattina, pubblicato sul suo sito e sull’Unità di oggi.
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Bello l’articolo di Scalfarotto di questa mattina, pubblicato sul suo sito e sull’Unità di oggi.
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“Ostensioni di presunte reliquie e di Madonne piangenti e sanguinanti e il divieto al popolo di leggere la Bibbia hanno fatto degli italiani un popolo ignorante e superstizioso. Con grande soddisfazione di chi nelle gerarchie si batte contro relativismo, illuminismo e darwinismo. Il mondo è stato profondamente trasformato dalla Riforma. In seguito l’Italia e altri paesi cattolici hanno recuperato socialmente e sul piano economico ma sul piano dell’opinione pubblica, della quantità di libri che si leggono, dello statuto della coscienza, sono un passo più indietro. Può darsi che sia una situazione migliore – la dieta mediterranea non è certo peggiore del fast food – ma la differenza c’è. L’apologo del Grande Inquisitore di Dostoevskij resta vero: la forza eversiva della religione la chiesa la tiene rinchiusa nei suoi forzieri. Profeti e messia sono presenze pericolosissime”.
(Adriano Prosperi, qui e su il Foglio.)
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Oggi qualcuno celebrava il funerale della pubblica istruzione, ed è singolare che la colonna sonora fosse quella che trovate sotto. Naturalmente a me ha fatto piacere sentire suonare Faber e ho pensato che il problema non è che qualcuno ancora la meni con queste canzoni, ma evidentemente il fatto che queste canzoni parlino – continuino a parlare – a chi ha quell’età.
Quanto a me scendevo per le scale, ho fatto una foto, bruttina perchè il telefono questo fa, e ho sorriso. Davanti la primavera, e la luce di maggio.
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Penso che il valore politico di questa foto non abbia uguali, come penso che la conoscenza sia lo strumento più alto ed efficace che abbiamo per difenderci da un potere spesso stupido.
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Lo so, arrivo in ritardo ma questo ruggito vorrei metterlo comunque tra le cose da ricordare di questi giorni.
Notte gente.
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Non amavo la pubblicità sulle reti fininvest, non amo la pubblicità sulle reti mediaset. Perchè dovrei amare quella di Repubblica?
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Sottotitolo, parafrasando Popper:
Un partito aperto e i suoi nemici
Alcune note a margine di queste elezioni regionali:
1) chi vota Grillo non è il “partito” di Grillo, né chi vota Di Pietro è integrato con il suo partito, che come è noto è fatto anche, a volte, di fuoriusciti reciclati da altri partiti. Vedi ad esempio il caso di un tal Flavio Bucci fuoriuscito da Forza Italia e candidato alle regionali con l’IDV.
Ergo
2) non voler parlare a quelli che ora protestano vuol dire non parlare a quelli che, a sinistra, potrebbero con piena legittimità far parte dell’elettorato del Partito Democratico.
Penso alla base popolare che aveva il Pci di Berlinguer. Faccio difficoltà a pensare che chi oggi è esasperato da questo mondo destroverso non possa fare parte di un PD autenticamente inteso, aperto, radicato nella società e di sinistra.
Conosco tante persone sinistroverse che non hanno nulla a che fare con quella cosa che viene chiamata sinistra radicale e che starebbero molto volentieri dentro il Partito Democratico “solo se”.
Solo se, e qui è facile concluderlo, si sentissero rappresentate. (Giovani sempre più disoccupati in Italia +7,6% rispetto alla Ue, titolo di oggi di Repubblica)
Questo mi permette il passaggio al punto tre:
3) non sarebbe stato il caso, per scegliere i candidati delle regionali, fare le primarie e interpellare non soltanto tutti quelli di cui ai punti 1 e 2, ma anche la base stessa del PD?
E che cosa forma quella base (limitata non soltanto agli scritti ma estesa a tutto l’elettorato) + tutti coloro che stanno alla periferia del Partito Democratico ma comunque pur sempre fuori perché non hanno nessuna voglia di turarsi il naso?
Un partito aperto.
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Riprendo l’idea dal blog di Ivan Scalfarotto
Dobbiamo guardare al nuovo, noi dobbiamo aprire le porte del partito a tutti: ai giovani, alle donne, ai lavoratori, ai movimenti. Noi dobbiamo dire: “Venite, venite nel partito, prendetelo! Vediamo insieme cosa possiamo fare! Questo sentimento popolare…”
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per chi è a ROMA, e nel LAZIO, votate, oltre che per EMMA BONINO, per CRISTIANA ALICATA.
Perchè?
Beh ci vorrebbe troppo tempo per dirlo, prima di tutto la politica (la Politica) è la sua vocazione naturale, non soltanto è animale sociale in sommo grado (che è per chi non lo ricordasse la definizione che dava Aristotele di essere umano), ma anche perchè ha capacità di VISIONE. E questa è un’altra bella cosa. Tende al MEGLIO, e cerca di trasferire questa bella IDEA sulla Terra, e lo fa con forza, coerenza e coraggio.
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Sciopero degli stranieri.
www.primomarzo2010.it
Alle 18.30, in tutte le città d’Italia verranno lanciati palloncini gialli in segno di apertura ospitalità e cittadinanza verso gli stranieri che vivono in Italia.
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Vignetta di Simona Bassano di Tufillo.
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E adesso mi domando se finalmente capiremo come mai arrivano qui tante persone dalla Somalia richiedenti asilo politico:
Somalia, attentato a Mogadiscio. Quattro ministri uccisi in un hotel.
Mi domando anche, visto che ci sono, come mai il Partito Democratico ha così tanta difficoltà a mettere il cappello (anche la sciarpa nè) sopra la manifestazione del 5 Dicembre. Deve essere per un motivo simile a quello per cui non ha messo il cappello (e anche che so, il soprabito? il paltò?) sulla manifestazione nazionale del 17 Ottobre a Roma.
Forse le parole “integrazione” “diversità” “apertura” non sono voci adatte a finire nel vocabolario del principale partito della Sinistra italiana. Forse intercettare il malcontento e farlo convergere verso una proposta concreta di cambiamento, mi riferisco qui alla manifestazione del 5 Dicembre, non è affare proprio del principale partito di opposizione in Italia.
Vabbè.
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Già che ci sono pubblico il testo per la riunione di circolo di domani sera. Lo pubblico perché semplicemente quello che ho scritto mi garba e mi piace :)
Come vi avrà già detto A. non mi è possibile partecipare all’incontro di questa sera perché sono impegnata a Roma per un corso.
Ci tengo però a salutarvi, a salutare tutte le persone che ho avuto modo di incontrare in queste ultime settimane e ad augurare a voi e a me di incontrarci presto al circolo.
Mi auguro in particolare di avviare al più presto un dibattito al nostro interno sulle questioni che ci sono più vicine e che toccano in modo forte la nostra sensibilità civile e politica: è importante infatti confrontarsi sui temi e prendere ciascuno coscienza dei punti di vista altrui al fine di diventare una forza politica non soltanto maggioritaria all’interno della sinistra italiana, cosa che già siamo, ma soprattutto contraddistinta da un’identità definita e visibile.
Siamo stati troppo spesso in cerca di autore, incapaci di esprimere su temi e questioni un punto di vista proprio e unitario. Il riferimento è alla politica nazionale naturalmente.
Troppo spesso abbiamo visto nell’altra parte un modello quasi da imitare, senza però, e per fortuna, averne la stoffa. Perché siamo diversi, per tradizione e per cultura.
Avere un’identità vuol dire entrare nel merito delle cose ed esprimere volta per volta un nostro punto di vista a valle di un dibattito aperto svolto al nostro interno, come partito e come circolo. Questo è l’augurio che mi viene di rivolgere a voi e a me a due settimane dalle primarie.
Un saluto a tutti,
Silvia.
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Se qualcuno venisse a chiedermi se per caso io volessi un crocefisso attaccato al muro in classe probabilmente risponderei di no. Trattasi di opinione personale che mi guarderei bene di estendere od imporre all’universo mondo. Ora, visto che penso che chiunque abbia diritto di esprimere i propri punti di vista e le proprie posizioni, non sarebbe forse il caso di sottoporre ad un giudizio più democratico la scelta se adottare o no questo crocefisso invece che farlo pendere dal cielo come una mannaia? Insomma, a me personalmente comunque la si metta, sia che un collegio di giudici decida di toglierlo, sia che un collegio di giudici decida di tenerlo, sembra un arbitrio. Scomodare un referendum per il crocefisso mi parrebbe troppo, ma magari lasciare alle scuole la decisione se adottarlo o no potrebbe essere un’idea. Dopodichè, se toccasse a me esprimere il mio voto saprei benissimo cosa fare, come diceva quel tale.
PS. Adesso che ci penso meglio: portare in classe la questione sarebbe probabilmente un’ottima occasione di crescita e di confronto (oltre che un’ottima lezione di educazione civica).
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Sapete che vi dico? Che sono felice!
Tre milioni di persone non sono uno scherzo, e questa è un’ottima notizia, Marino ha contato molto di più di quello che qualcuno avrebbe voluto far pensare. A questo punto avanti, siamo un partito forte, con qualcuno più avanti (per età) che ci guida e una generazione pronta e fresca che si sta formando, che è presente, e che sarà forte domani.
Ottimo.
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Riprendo per intero dal blog di Civati perchè condivido completamente la citazione e perchè, forse, è il miglior augurio per questo 25 Ottobre:
«La generazione che nel dopoguerra restituì la libertà al paese ha avuto per l’appunto questo merito, pagandolo talvolta con la vita. Poi, durante gli anni del potere doroteo, finì per rimangiarsi la promessa costituzionale dei diritti. La generazione che ha animato il Sessantotto riscattò a sua volta quel patrimonio di speranze, e a sua volta lo ha sciupato. Ora sta a te, che hai trent’anni o giù di lì. Se vuoi ribellarti all’ingiustizia, spegni la tv, smettila di far da spettatore. E se almeno un punto di questo decalogo [le proposte di Ainis] ti sembra convincente, datti da fare, non restartene con le mani in mano. Trasformalo in una proposta di legge popolare, in referendum, in petizione collettiva. Magari aggiungici del tuo [...]. E poi guardati attorno, ci sarà pure qualcun altro che rifiuta l’ingiustizia. Ah sì, la società civile. Se ci sei ancora batti un colpo».
(Michele Ainis, La cura, Chiarelettere)
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ancora un pò più a destra, e trova l’uscita. Piena solidarietà a Paola Concia e al movimento che rappresenta in parlamento.
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Parlare di questo film, THE AGE OF STUPID, non è una cosa facile.
Penso sia un film importante che dovrebbe raggiungere quante più persone possibile, un film che dovrebbe essere proiettato dalla RAI come giustamente ha commentato qualcuno ieri sera a caldo.
La parola che mi rimbalzava in testa mentre lo guardavo era questa: la sintesi. Ho avuto l’impressione che in quel film ci sia la sintesi di tutte le storture che vediamo oggi nel nostro mondo e che però non mettiamo ancora insieme in una visione complessiva di quello che accade.
Non voglio dire di più, penso solo al PETROLIO, alla PLASTICA che abbiamo intorno e che riempie le nostre vite, ai paesi, come la NIGERIA, che pur essendo ricchi del petrolio che viene loro quotidianamente sottratto, proprio a causa di questa quotidiana sottrazione non dispongono di ACQUA potabile per vivere.
C’è una parte molto bella del film dove una vecchia guida alpina francese mostra di quanto si siano ridotti i ghiacciai del Bianco da quando lui ne ha memoria.
Causa: le emissioni di CO2.
Altrettanto documentata nel film, stessa causa, l’uragano KATRINA di 4 anni fa.
Esiste una relazione molto precisa tra la seguenti parole: CONSUMO, PETROLIO, POTERE, RICCHEZZA, AMBIENTE, CATASTROFI.
E la cosa grave è che tutto questo è determinato non soltanto dal bisogno di potere di chi produce petrolio e che in taluni casi riesce ad arrivare perfino al potere politico (vedi Bush), la cosa grave è che tutto questo è determinato anche dalla NOSTRA abitudine al CONSUMO di petrolio e derivati (PLASTICA): non soltanto Bush, la Shell, le grandi compagnie sfruttano il petrolio per la loro ricchezza e per il loro potere, ma noi tutti, in tutto il mondo, corrispondendo in varia misura e in vario modo a questa offerta per la soddisfazione dei nostri bisogni, contribuiamo in prima persona ad un modello di sviluppo sbagliato
Mi fermo qui che sennò bisognerebbe fare una rivoluzione. La cosa positiva è che ieri sera, almeno, la sala del Massimo era piena.
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| TORINO: Cinemambiente (8 – 13 Ottobre 2009) |
ROMA: Manifestazione nazionale antirazzista (17 Ottobre 2009) |
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Per info e spostamenti per Roma: qui. |
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Copio e incollo direttamente da qui: http://www.imille.org/2009/10/primarie-2009-come-si-vota/ (di Stefano Minguzzi)
QUANDO SI VOTA
Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).
CHI VOTA
Possono votare tutti i cittadini in possesso dei diritti di voto (tessera elettorale). Vota anche chi ha compiuto i 16 anni (documento di identità). Inoltre possono votare anche gli studenti fuori sede e gli extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno.
ELETTORI EXTRACOMUNITARI (delibera n. 34)
I cittadini immigrati ed extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno, nonché dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico, hanno diritto all’elettorato attivo e passivo e possono esercitare il diritto di voto presso il luogo di domicilio/residenza come essa è comprovata o dalla carta di identità o dal permesso di soggiorno o dalla ricevuta di richiesta del rinnovo di permesso di soggiorno.
STUDENTI FUORI SEDE (delibera n. 33)
Verrà istituito in tutte le Commissioni provinciali per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale, di un seggio per garantire l’esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri — aventi i requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico — che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.
Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono presentarsi entro le ore 19 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza. Oppure, qualora impossibilitati a raggiungere la sede provinciale del PD, gli studenti e i lavoratori fuori sede, possono inviare alla Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, avvalendosi di fax o di nuove tecnologie, la domanda di esercizio del voto, corredata da documento di riconoscimento.
La Commissione provinciale, presso la quale l’interessato ha fatto richiesta deve comunicare al richiedente, entro le ore 12 del 24 ottobre , il seggio a lui assegnato per la votazione e comunicare al Presidente della Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre del luogo di residenza, la comunicazione che il richiedente voterà in altro seggio, diverso dal luogo di residenza stesso e avvisare il Presidente del seggio del nuovo elettore assegnato. Il Presidente della Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, di residenza dell’interessato, dà comunicazione immediata al Presidente di seggio del luogo di residenza del richiedente, comunicando che lo stesso voterà in altro seggio e quindi non deve essere ammesso al voto in quel seggio.
COME SI VOTA
Il voto si esprime tramite e soltanto attraverso un unico segno tracciato su una delle liste dei candidati. Non è previsto voto di preferenza. Di seguito i fac-simile delle schede per l’elezione del segretario nazionale del PD (celeste) e di quello regionale (rosa):


Qui il regolamento completo delle primarie in versione Pdf
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Siamo arrivati alla fine delle settimana, abbiamo letto l’oroscopo del venerdì e ci prepariamo a vivere un rilassante (quanto ricaricante) week-end.
Per rendere migliore il weekend di tutti, di tutta la mia nutrita schiera di lettori (!!), vorrei dire qualche parola sul perché sostengo la candidatura di Ignazio Marino alla Segreteria del Partito Democratico.
Alcune cose le ho dette qui e non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto. Però un ragionamento ulteriore vorrei farlo. Perchè è quello che mi ha portato a scegliere Marino prima ancora di tutte le ragioni che sono venute dopo.
A questa storia ha dato origine l’ormai vituperatissimo Walter Veltroni. Ricordo la manifestazione del 18 Ottobre dell’anno scorso al Circo Massimo e la scelta di partecipare a seguito in particolare delle dichiarazioni che aveva rilasciato Berlusconi per le proteste contro il decreto Gelmini. Ricordo Berlusconi, e ricordo le sue dichiarazioni sul fatto che avrebbe coinvolto il Ministero dell’Interno per arginare i facinorosi. Più o meno era così. Mi sembrava di sentire Scelba.
Il giorno dopo ero alla manifestazione. E l’idea che avevo, chiara, era che l’unico modo che c’era per cambiare questo mondo era prendere parte alle cose, dire la propria e mettersi in mezzo, in gioco. Perché il Partito Democratico avesse una base fertile, viva e non fosse fatto solo di dirigenze.
Poco tempo dopo Veltroni diede le dimissioni. Di errori ne erano stati fatti parecchi, Rutelli ricandidato, Bassolino confermato, la debolezza di un Segretario che un pò come Prodi poggiava la propria forza su correnti e divisioni, faglie.
Così nel frattempo mi sono accorta di quanto fragile fosse questo partito e quanto lor signori, malgrado l’importanza del progetto democratico, malgrado le migliaia di persone che c’erano al Circo Massimo, malgrado Berlusconi, malgrado lo stato del Paese, a togliere di mezzo Veltroni ci mettessero un soffio.
E a questo punto cadere nel populismo è facile. E’ facile ascoltare Di Pietro, è facile ascoltare Grillo, è facile pensare che il Partito Democratico sia l’ennesima presa in giro. Facilissimo.
Certo l’idea che le cose si cambiano solo dall’interno ce l’avevo, ben presente, come altrettanto presente è la consapevolezza della storia della sinistra italiana, il suo infinito dividersi, senza frutto.
E poi un’altra cosa: la mia età, il mio lavoro, il mio futuro. Ho 33 anni, e Dante più o meno alla mia età pensava già di trovarsi nel mezzo del cammin di nostra vita, Gramsci probabilmente aveva già scritto i suoi scritti migliori, Einstein aveva già pubblicato la teoria della relatività ristretta. Il che vuol dire che a 33 anni, quantomeno, siamo perfettamente capaci di intendere e di volere e di agire e di incidere sulla società nella quale viviamo.
Vuol dire anche che se non lo facciamo lo fa qualcunaltro al posto nostro e che poi rimanere alla finestra a lamentarsi mi sembra sia quanto di più improduttivo e inutile ci sia sulla faccia della terra.
Siamo persone tutti, tutti abbiamo il diritto di incidere, di credere e di lottare, se questa consapevolezza la avessimo tutti probabilmente oggi non avremmo Berlusconi e probabilmente non avremmo neanche questa classe dirigente a sinistra.
Mi viene in mente il concetto di egemonia culturale di Gramsci: quanto la cultura non delle classi dominanti (perchè più o meno non ci sono classi dominanti ma classi dirigenti sì), quanto la cultura delle classi dirigenti si riflette sulla società influenzandone le scelte e i comportamenti? Quanto questa cultura diffusa nella società garantisce a queste classi dirigenti la possibilità di rimanere dove sono?
Banalmente quanto è diffusa l’idea che “tanto” non possiamo incidere e che siamo destinati ad una condizione di passività rispetto a chi ci amministra?
Ecco io sono dell’idea che questo rapporto possa essere ribaltato, che la società sia più ricca e plurale di quanto lor signori vorrebbero far credere. E che questa pluralità debba avere voce nella politica.
A Giugno di quest’anno ero al Lingotto e non soltanto ho sentito l’intervento di Marino ma ho sentito gli interventi di tante persone che condividevano con me questo presupposto.
Dopo il Lingotto a Marino è stato chiesto di presentarsi e lui ha accettato.
Queste le ragioni di fondo per cui sostengo Ignazio Marino.
E per cui vi chiedo, anche, di votarlo alle primarie.
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A proposito di Micromega in realtà il discorso è semplice: come è noto ieri Paolo Flores D’Arcais ha pubblicato un articolo in cui lamentava l’esclusione della lista dei girotondi da parte del Ignazio Marino e “del suo staff” .
In realtà appunto il discorso è semplice e gira attorno ad una parolina che rischia di passare inosservata: LISTA.
Nessuno esclude i girotondini ma semplicemente non si è voluto appendere alla lista Marino, che è una, un’altra lista da cui in qualche modo poi dover dipendere. O insieme o divisi. Semplice, pulito.
W Marino, of course.
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Qui: http://www.gadlerner.it/2009/09/22/pd-aveva-ragione-mio-figlio.html
Questo invece un articolo sul buon andamento piemontese della mozione Marino: qui.
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(SULL’ANDAMENTO DEI CONGRESSI DI CIRCOLO IN CALABRIA PER L’ELEZIONE DEL SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO)
Qui la versione integrale.
Questo uno stralcio:
Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante, reiterata e fisiologica, quasi connaturata al partito democratico di questi uomini e donne, violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani.
E in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli (nella provincia di Catanzaro a Cenadi, Centrache, Cicala, Davoli e Olivati), hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Nessuna traccia di vitalità democratica! Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che si sia trattato solo della verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso! Così com’è accaduto che Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti, così come fornitaci dalla Direzione regionale del Partito e aggiornata al 21 luglio 2009, hanno votato ben 682 persone di cui 474 alla Mozione Bersani. Ci hanno fornito un’anagrafe parziale o a Catanzaro centro ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito? Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali?
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Questa sera ho partecipato al coordinamento torinese della manifestazione nazionale contro il razzismo che si terrà a Roma il prossimo 17 Ottobre. (Invito tutti a partecipare, chiunque passi da questo blog. Ancora non posso mettere a disposizione la casa paterna per gli ospiti ma si sa mai : )
Ciò detto vorrei solo raccontare un paio di aneddoti riportati da una donna somala atterrata questa sera all’aereoporto di Caselle con un’ amica. Entrambe NON con permesso di soggiorno, MA cittadine italiane.
A entrambe, malgrado la carta di Identità che attestava la cittadinanza italiana, è stato chiesto di fermarsi per ulteriori accertamenti a differenza degli altri italiani atterrati con lo stesso volo.
Per lo stesso principio, stessa fonte, spesso e volentieri a San Salvario non solo vengono fermati cittadini di colore per ragioni di controllo ma viene chiesto loro il permesso di soggiorno anche nel caso in cui la loro carta di identità attesti la ciittadinanza italiana.
Ed in effetti suona strano che chi fa i controlli faccia errori di questo tipo. E’ un pò lo stesso discorso sulla cultura e sul modo di pensare di qualche post fa: a volte si è molto ignoranti e l’ignoranza fa maturare i pregiudizi. Fatto sta che tanti extracomunitari hanno paura di girare e anche di esporsi e prendere posizione e soprattutto sentono crescere verso di loro un clima molto ostile.
Sarebbe cosa buona e giusta riuscire a rompere questo binomio Paura (loro) & Sospetto (nostro) e che passasse invece il messaggio DIVERSITA’ = RICCHEZZA. Attraverso la manifestazione nazionale indetta a Roma ma non soltanto.
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QUI invece perchè RENATO NICOLINI ha deciso di sostenere IGNAZIO MARINO. Sull’Unità di oggi.
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Un viso. Il viso di una persona che mi è capitato di incrociare quest’estate all’Aquila e che mi è rimasto impresso moltissimo. Una donna mamma di due ragazzi già grandi che ho conosciuto nel campo gestito dalla Croce Rossa di Trento a Paganica.
Sono stata lì soltanto due giorni, perchè ci sono andata da sola e non è stato facile, almeno per me, reggere tutto il dolore che si respirava (e si respira ancora, immagino) in quei posti. La macchina fotografica mi ha tradito a quanto pare (leggere qualche post precedente) e comunque il viso di quella signora non l’avrei comunque fotografato.
Una cosa ci tengo a dirla però, ed è il pensiero che mi ha portato poi ad andare all’Aquila per capire come stessero effettivamente le cose: l’importanza del LAVORO. L’importanza che al più presto la popolazione dell’Aquila ricominci a lavorare affinchè si creino le condizioni per la ricostruzione. IL LAVORO. Il LAVORO agli/DEGLI Aquilani.
Sotto un paio di foto scattate al campo 3.


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Malgrado gli ops! delle due precedenti settimane alcune cose positive ci sono, cose vissute così, sulla pelle, come fossero vento. Cose che lentamente e impercettibilmente cambiano il modo di percepire e di sentire la società che si ha intorno. Due cose “importanti” le ho fatte in queste due settimane e sono state nell’ordine partecipare alla fiaccolata a Torino contro l’omofobia e andare a visitare i 350 rifugiati politici di corso peschiera 178.
Rifugiati politici per lo più Somali, ma poi anche Eritrei e Sudanesi, in pieno diritto di risiedere in Italia e di avere un lavoro e ridotti a vivere invece come disperati in condizioni igneiche molto precarie all’interno di uno stabile che fa (faceva perchè dall’11 Settembre sono stati trasferiti) difficoltà a contenerli tutti.
Questo perchè le istituzioni italiane, dopo aver concesso loro lo status di rigugiati, non hanno fatto nulla per favorire l’inserimento di queste persone nella società. Primo requisito su tutti, perchè indispensabile a trovare lavoro, l’insegnamento della lingua italiana.
Ne approfitto anche per dire che mi è piaciuta moltissimo la trasmissione di Iacona della scorsa domenica sui respingimenti in mare. Bravo, semplice e diretto. La trasmissione terminava così:
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
[Articolo 10 della Costituzione]
La seconda questione è la fiaccolata contro l’omofobia indetta a Torino, ma anche in altre città, a seguito delle violenze operate verso persone omosessuali. Per quanto non sia omosessuale mi sembra un fatto di una inciviltà inaudita, neanche da Terzo mondo se questa espressione volesse significare qualcosa.
Forse è proprio l’inciviltà la cosa su cui bisognerebbe riflettere in questo paese. Che cosa vuol dire prendersela con un extracomunitario o con un omosessuale? Che paese vogliamo? Che idea di mondo abbiamo? Dove sta il marcio e contro che cosa ha senso combattere?
Il marcio sta innanzitutto nel modo di pensare e nell’idea che nell’omosessuale alberghi la quint’essenza della diversitudine, o chissà quale dirompente diversità lesiva di non so quali sicurezze. Ma perfavore.
Ci pensavo proprio oggi parlandone con qualcuno a pranzo, siamo tutti a nostro modo diversi e tutti abbiamo diritto in questo mondo di cittadinanza e di norme che regolino questa convivenza. Nel momento in cui una parte della collettività richiede delle leggi a prorprio favore, l’unica domanda che ci si dovrebbe porre è se queste norme danneggino in qualche modo la collettività oppure no. Se no non ha senso negare la legge.
Questa è la mia opinione a proposito delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Non ho finito. Che mondo vogliamo, appunto. La terza cosa è meno importante, ma in fondo mi sta a cuore, e serve un pò a tratteggiare in piccolo il mondo che vorrei.
A Torino, nella mitica Torino dove tra un pò verranno fatte fuori per sempre le buste di plastica, in torinese “sacchetti”, è già da molto che viene praticata la raccolta differenziata. Tempo fa parlando con un collega mi è capitato di sentirgli dire che lui avrebbe desiderato essere pagato per fare la raccolta differenziata. Ok, non è uno scherzo, parlava sul serio. Ed è anche dichiaratamente di destra. Destra berlusconiana aggiungerei senza timore di sbagliare. Voleva, vorrebbe, essere pagato per la raccolta differenziata perchè questo comporta per lui del lavoro aggiuntivo a casa.
Ecco, per me fare la raccolta differenziata è un privilegio, perchè posso contribuire, almeno un poco, a rendere meno sporco questo mondo.
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L’ordine è casuale e il mondo è pieno di cattive notizie. Ultimamente però le cattive notizie mi stanno intasando un pò le vie respiratorie, dunque sento il bisogno di ributtare la spazzatura in mare…
numero uno:
Il ministero del welfare destina 8 miliardi di euro alla ricerca sulle cellule staminali ma esclude dalla possibilità di accedere al bando i progetti sulle cellule staminali embrionali. Nature pubblica un articolo in merito.
numero due:
La sensazione vera che noi abbiamo è che nessuno abbia capito la portata di quello che è successo. Io ho una città ormai fantasma, perchè la città è distrutta e questa cosa non viene compresa e purtroppo arrivano anzi dei segnali assolutamente negativi. Anche dal punto di vista psicologico il fatto che il Governo da qui a cinque mesi ormai si riprenda a pagare le tasse, da parte di tutti, e che si restituisca in 24 mesi questi 8 mesi durante i quali non ci faranno pagare, vuol dire mettere veramente in ginocchio la città e soprattutto dire a tutti i lavoratori autonomi, lei pensi i commercianti e i professionisti, che conviene andar via dalla città. Dico questo che stiamo ricevendo uno strano trattamento. [...] Questi soldi qui all’Aquila non ci sono, perchè noi siamo fermi completamente dal 6, oggi sono tre mesi e la città non c’è più e questa cosa non sta passando perchè stanno passando altre vicende [...]
Massimo Cialente, Sindaco dell’Aquila, in un’ intervista rilasciata qui.
numero tre:
L’approvazione del pacchetto sicurezza, qui per ulteriori dettagli, e qui per firmare l’appello.
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Cominciamo dalle cose semplici, poi se dio vorrà, arriverò a quelle più complicate. Qui pochi giorni prima che Veltroni si dimettesse, avevo richiesto la tessera del Partito Democratico. Mi è arrivata pochi giorni fa, consegnata dalla sede della Circoscrizione 3 (che per inciso è poprio dietro casa) esattamente giovedì pomeriggio, ieri la ho ritirata. Ho la tessera del PD nel portafoglio. Con la firma di Veltroni stampata sopra.
Sabato scorso il Lingotto, i casini di questi ultimi tempi, miei, non mi hanno permesso di scrivere quello che avrei voluto, però posso dire che l’emozione è stata tanta e l’impressione che di nuovo si stia muovendo qualcosa non dentro il PD, ma dentro la società e nella testa e nel cuore delle persone che hanno scelto Partito Democratico è netta e forte.
Berlinguer, al Lingotto, è stato citato più volte. L’importanza di ascoltare e valorizzare le istanze che vengono “dal basso”, che poi basso non è, cioè la società civile è emersa più volte nei discorsi di chi giovane e meno giovane è intervenuto. Mi viene in mente la differenza fondamentale o una delle differenze fondamentali tra destra e sinistra. La destra antepone l’interesse privato e personale a quello pubblico favorendo la soddisfazione dell’interesse di pochi su quello di molti, la sinistra fa o dovrebbe fare esattamente il contrario: pensare che soltanto soddisfacendo l’interesse pubblico, l’interesse degli altri come collettività, si soddisfi anche indirettamente l’interesse del singolo.
L’esempio lo ho avuto sotto il naso per anni. Per anti anni ho vissuto in un paesino sul litorale laziale a sud di Roma. Un paesino sul mare dove il mare non si vede perchè le amministrazioni locali, tutelando gli interessi propri e dei singoli (abusivi) hanno preferito avere qualche voto in più che non difendere le ricchezze del territorio e gli interessi della collettività che abita in quei posti.
Nelle ultime elezioni europee ho votato Gianni Vattimo, esimio professore di Filosofia a Torino, candidato con l’Italia dei Valori. Lo ho fatto per protesta (oltre che per simpatia per la persona Gianni Vattimo), per mandare nel mio piccolo, un segnale chiaro a questo partito, cioè che non si governa dall’alto in modo chiuso e dirigistico ma valorizzando ascoltanto e utilizzando le risorse i punti di vista e le richieste che vengono dalla società.
E qui torniamo al Lingotto. Ho sentito molti degli interventi fatti lo scorso sabato 29 Giugno e l’impressione che ho, netta, è che qualcosa di forte e dal basso si stia nuovamente muovendo dentro e fuori il Partito Democratico. Non so ancora quanta forza avrà questo movimento, quanto sarà capace di arrivare lontano, quello che so però, è che soltanto provandoci e facendo ciascuno la propria parte potrà venire fuori qualcosa di nuovo e di bello in questo paese.
Da questo punto di vista l’arrivo in ritardo della tessera del PD penso sia stato tutto sommato provvidenziale.
Ancora due cose: la prima il discorso pronunciato da Ignazio Marino al Lingotto lo scorso sabato 29 Giugno, credo meriti di essere ascoltato. Lo riporto sotto preso da You Tube. Il secondo è l’obrobrio del Pacchetto Sicurezza approvato dal Governo. Ne ho letto delle parti e penso sia veramente uno scempio. Qui l’appello da firmare.
W Marino segretario.
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