Siamo arrivati alla fine delle settimana, abbiamo letto l’oroscopo del venerdì e ci prepariamo a vivere un rilassante (quanto ricaricante) week-end.
Per rendere migliore il weekend di tutti, di tutta la mia nutrita schiera di lettori (!!), vorrei dire qualche parola sul perché sostengo la candidatura di Ignazio Marino alla Segreteria del Partito Democratico.
Alcune cose le ho dette qui e non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto. Però un ragionamento ulteriore vorrei farlo. Perchè è quello che mi ha portato a scegliere Marino prima ancora di tutte le ragioni che sono venute dopo.
A questa storia ha dato origine l’ormai vituperatissimo Walter Veltroni. Ricordo la manifestazione del 18 Ottobre dell’anno scorso al Circo Massimo e la scelta di partecipare a seguito in particolare delle dichiarazioni che aveva rilasciato Berlusconi per le proteste contro il decreto Gelmini. Ricordo Berlusconi, e ricordo le sue dichiarazioni sul fatto che avrebbe coinvolto il Ministero dell’Interno per arginare i facinorosi. Più o meno era così. Mi sembrava di sentire Scelba.
Il giorno dopo ero alla manifestazione. E l’idea che avevo, chiara, era che l’unico modo che c’era per cambiare questo mondo era prendere parte alle cose, dire la propria e mettersi in mezzo, in gioco. Perché il Partito Democratico avesse una base fertile, viva e non fosse fatto solo di dirigenze.
Poco tempo dopo Veltroni diede le dimissioni. Di errori ne erano stati fatti parecchi, Rutelli ricandidato, Bassolino confermato, la debolezza di un Segretario che un pò come Prodi poggiava la propria forza su correnti e divisioni, faglie.
Così nel frattempo mi sono accorta di quanto fragile fosse questo partito e quanto lor signori, malgrado l’importanza del progetto democratico, malgrado le migliaia di persone che c’erano al Circo Massimo, malgrado Berlusconi, malgrado lo stato del Paese, a togliere di mezzo Veltroni ci mettessero un soffio.
E a questo punto cadere nel populismo è facile. E’ facile ascoltare Di Pietro, è facile ascoltare Grillo, è facile pensare che il Partito Democratico sia l’ennesima presa in giro. Facilissimo.
Certo l’idea che le cose si cambiano solo dall’interno ce l’avevo, ben presente, come altrettanto presente è la consapevolezza della storia della sinistra italiana, il suo infinito dividersi, senza frutto.
E poi un’altra cosa: la mia età, il mio lavoro, il mio futuro. Ho 33 anni, e Dante più o meno alla mia età pensava già di trovarsi nel mezzo del cammin di nostra vita, Gramsci probabilmente aveva già scritto i suoi scritti migliori, Einstein aveva già pubblicato la teoria della relatività ristretta. Il che vuol dire che a 33 anni, quantomeno, siamo perfettamente capaci di intendere e di volere e di agire e di incidere sulla società nella quale viviamo.
Vuol dire anche che se non lo facciamo lo fa qualcunaltro al posto nostro e che poi rimanere alla finestra a lamentarsi mi sembra sia quanto di più improduttivo e inutile ci sia sulla faccia della terra.
Siamo persone tutti, tutti abbiamo il diritto di incidere, di credere e di lottare, se questa consapevolezza la avessimo tutti probabilmente oggi non avremmo Berlusconi e probabilmente non avremmo neanche questa classe dirigente a sinistra.
Mi viene in mente il concetto di egemonia culturale di Gramsci: quanto la cultura non delle classi dominanti (perchè più o meno non ci sono classi dominanti ma classi dirigenti sì), quanto la cultura delle classi dirigenti si riflette sulla società influenzandone le scelte e i comportamenti? Quanto questa cultura diffusa nella società garantisce a queste classi dirigenti la possibilità di rimanere dove sono?
Banalmente quanto è diffusa l’idea che “tanto” non possiamo incidere e che siamo destinati ad una condizione di passività rispetto a chi ci amministra?
Ecco io sono dell’idea che questo rapporto possa essere ribaltato, che la società sia più ricca e plurale di quanto lor signori vorrebbero far credere. E che questa pluralità debba avere voce nella politica.
A Giugno di quest’anno ero al Lingotto e non soltanto ho sentito l’intervento di Marino ma ho sentito gli interventi di tante persone che condividevano con me questo presupposto.
Dopo il Lingotto a Marino è stato chiesto di presentarsi e lui ha accettato.
Queste le ragioni di fondo per cui sostengo Ignazio Marino.
E per cui vi chiedo, anche, di votarlo alle primarie.
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