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VIAGGIO

Il Mago

by Silvia Prosperi on December 5, 2009

Ci sembrava di essere finalmente padroni di noi stessi, e soprattutto sperimentavamo una dimensione selvaggia dell’esistenza in assoluta simbiosi con l’ambiente. Ancora adesso sono convinto che l’arrampicata sia stata per me solo un mezzo per entrare in questa dimensione magica della vita. Per vedere le cose in maniera diversa.

(See also this)

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Che una luce di giorno è accesa soltanto a chi guarda

by Silvia Prosperi on December 4, 2009

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4th day

by Silvia Prosperi on December 30, 2008

“Elena la dimentico’ come persona, ma mai come passaggio obbligato del proprio viaggio”.

Che pugno.

Domani Eimburgo.

Nel frattempo ho quasi finito di leggere il libro. Lo terminero’ domani.

Qui il sole viaggia sempre sull’orozzonte, la parola mezzogiorno non corrisponde al concetto. Mezzogiorno vuole dire il sole a meta’ del cielo qui invece resta obliquo. La mattina arriva lenta, verso le nove e la sera ti incalza proprio come un pedalino.

Brrr. Dentro pero’ si sta bene, i posti caldi sono quelli piu’ accoglienti. Danno senso al fuori e viceversa.

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Di passaggio

by Silvia Prosperi on December 27, 2008

E così siamo quasi pronti, i regali fatti, quelli ricevuti, il mare, la passggiata delle barche rovesciate con mummy, il barattolo della nutella da 1.5 kg, il bonsi che ha passato il controllo e la valigetta no, il gioco con i disegni di Van Gogh per G. e un bottone saltato quando “E’ mia la diritta”.

A che serve il tempo, diceva quel tale?

Per starci dentro e lasciare lo spazio alla vita di accadere. Che sennò il tempo lo misurano gli astri e dentro si sta a guardare.

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Ma che ci fai lì?

by Silvia Prosperi on December 23, 2008

Concludo l’anno così, con la frase che mi ha rivolto qualcuno qualche giorno fa dopo essere passato di qua. “Ma che ci fai lì??” Già, che ci faccio lì.

C’ha visto bene e ci ha visto lungo, tanto quanto è possibile a chi guarda le cose da fuori. Da fuori si vede meglio (se si hanno gli occhi).

Mi tocca essere ermetica pure questa volta e lo so. Nel frattempo io faccio fatica. A sopportare un pò di peso.

Da oggi cominciano le vacanze, prima casa (Roma), poi la Scozia dalla famigerata Kate. Che siano buoni giorni pieni di luce e di foto.

E già che non posterò più fino al ritorno (ma non lo giuro), un pò di propositi per il 2009 li faccio:

1) aumentare le conoscenze fotografiche soprattutto tecniche e tecnologiche (che non si vive di solo istinto)

2) prendermi una benedetta tessera di p… che serve forza

3) fare il corso di alpinismo in primavera

My shoes CIAO, Buona strada.

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Ritorno

by Silvia Prosperi on September 17, 2008

Siamo di nuovo al chiodo, con la testa in un altrove che non mi appartiene. Almeno da fuori. Quando ci sono dentro tutto si attutisce e diventa accettabile.

Fuori invece il mondo aveva il colore del vento, del mare finalmente deserto e delle barche rovesciate. Di una bottiglia ancora in grado di colmarsi e dei larici alti che d’inverno si spezzano sotto i fulmini. Della quercia che sono e un giorno sarò e di Voce di vento che si insinua tra i pensieri.

Ora un amico mi chiama per dirmi di una conferenza di filosofia del linguaggio e un attimo dopo incontro qualcunaltro che mi fa piacere vedere, mi dice del suo inglese intermedio avanzato e mi invita al cinema questa sera.

Nel frattempo io ho un paio di cose importanti da fare che mi sono portata dietro da casa, due cose importanti che mi porto dietro come un compito per le vacanze. Chi mi seguisse in queste pagine scoprirà con il tempo cosa sono.

Semi che portano frutti.

Adesso è tempo di andare, domani sarò di nuovo qui.

Voce di Vento

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Est

by Silvia Prosperi on August 18, 2008

Insomma, qui il luogo dell’adolescenza, passo e chiudo. Qualche amicizia andata a male, e il tuo stupore perchè quando qualcuno mi è venuto a bussare ha trovato la porta sbarrata. “Non si direbbe che si possa perderti.” E invece, come è difficile entrare è facile uscire. [cito da qui]

E’ come essere sul bordo di una piscina e avere paura di lanciarsi soltanto perché qualcuno non ci ha dato il permesso. Mentre l’acqua è là fresca, rugosa e increspata che sembra una bellezza.

Così a me non rimane che far questo, guardare in quello spazio di mondo infinito che rimane e sguazzarci dentro finquando la strada, il percorso non saranno tracciati chiaramente davanti al mio sguardo. Dimentica di tutto.

Così è, si parte al mattino con il sole alle spalle.

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Promemoria di un viaggio. Preparando il GR20

by Silvia Prosperi on July 14, 2008


Si dice che il GR20 sia il percorso di Trekking più lungo e anche più bello d’Europa, oltre 150 Km attraverso l’entroterra corso partendo da Nord Ovest e arrivando a Sud Est. Il giro termina a Conca, in una spiaggia che dicono sia bellssima.  Io e Walter abbiamo deciso di provarci.

Di seguito le tappe, servono a noi come promemoria. Per queste cose di solito si usa un Wiki, che consente oltre di condividere anche di modificare, ma credo a questo punto, avendo ormai definito quasi tutto, possa andare bene lo stesso.

Una delle cose che mi piace fare per ogni viaggio è girare con la mia moleskine o il mio quaderno e scrivere. Si viaggia fuori e si viaggia anche dentro. Chissà cosa uscirà fuori questa volta. Intanto il promemoria delle tappe.


Me



Le nostre tappe

- Giovedì 31 Luglio, Savona, Hotel Mirò (prenotato)

- Venerdì 01 Agosto, Calvi, Corsica, Relais International de la Jeunesse, la vista da lì dicono sia fantastica. (da prenotare) Spero di fare il primo bagno.

- Sabato 02 Agosto, pranzo al Auberge de la Foret (Bonifatu), due ore di cammino, arrivo al RIFUGIO DE CARRUZZU (1270 mt). Inizio del GR20.

- Domenica 03 Agosto, 6 Km, destinazione Chalet Aut Asco (1422 mt.) (prenotato).

- Lunedì 04 Agosto, 7 Km, destinazione BERGERIES DE BALLONE (1440 mt.) Si passa attraverso il Circe de la Solitude, il pezzo forte del GR20 (impegnativo)

- Martedì 05 Agosto, 13 Km, destinazione Castel di Verghio (1404 mt.) (prenotato).

- Mercoledì 06 Agosto, 14 Km, destinazione Refuge de Mangano (1601 mt.)

- Giovedì 07 Agosto, 10 Km destinazione Refuge de Petra Piana (1842 mt.)

- Venerdì 08 Agosto, 10 km Refuge de l’Onda (1430 mt.) (impegnativo)

- Sabato 09 Agosto, 10 km, Vizzavona (910 mt.), a metà strada dalla fine, Hotel I Laricci (prenotato).

- Domenica 10 Agosto, 13 Km, destinazione Bergereis de Capannelle (1586 mt.),  Gite U Fugone (prenotato)

- Lunedì 11 Agosto, 16 Km, destinazione Refuge De Prati (1820 mt.)

- Martedì 12 Agosto, 9.5 Km, destinazione Refuge d’Usciolu (1750 mt.) (impegnativo)

- Mercoledì 13 Agosto, 14,5 Km, destinazione Refuge de Asinau (1530 mt.)

- Giovedì 14 Agosto, 13 Km, destinazione Refuge de Palliri (1055 mt.)

- Venerdì 15 Agosto, 12 Km, CONCA (252 mt.), la fine del GR20, La Tonnelle (prenotato)

- Sabato 16 Agosto, BASTIA, Hotel Bonaparte (prenotato). Sfioriamo PORTO VECCHIO, forse non riusciremo a fermarci per mancanza di tempo. Sarebbe bello scattare qualche foto.

- Domenica 17 Agosto, ritorno a Torino.

 

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Calvino, Le città invisibili

by Silvia Prosperi on May 14, 2008

A volte questo blog guarda indietro, altre, direi più spesso, guarda avanti. Riporto un pezzo delle CITTA’ INVISIBILI di Calvino in cui si dice che a volte il passato assume colori e forme diverse a seconda del luogo dal quale lo si osserva. E’ vero.

Tutto perchè Marco Polo potesse spiegare o immaginare di spiegare o essere immaginato spiegare o riuscire finalmente a spiegare a se stesso che quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sè, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio, perchè il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più di avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

Viaggio

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Seguendo Sang Shin….

by Silvia Prosperi on April 3, 2008

Oggi dopo un bel pò di tempo mi è venuta l’ispirazione per scrivere qualcosa, mettendo insieme un pò tutte le idee che ho raccolto in queste settimane e un piccolo motivo di buon umore che trovate in fondo alla pagina.

Innanzitutto Sang Shin, il suo nome suona come quello di un maestro di chissà quali arti marziali, e invece è un “evangelist” della SUN, uno che appunto se ne va in giro per il mondo a divulgare Java. (From wikipedia: “An evangelist promotes the use of a particular product or technology through talks, articles, blogging, user demonstrations, recorded demonstrations, or the creation of sample projects”). Guardate qui quali sono gli unofficial objectives dei suoi corsi:

Sang Shin Photo
Unofficial Course Objectives:
● Having Extreme Fun!
● Being Passionate for your life!
● Appreciating what you've got!
● Appreciating your fellow human beings!
● Enjoying little things in life

Quando ho letto tutto questo, a lavoro, ho fatto un sorriso largo e la giornata ha preso un’altra piega. Insomma grazie a Sang Shin e al suo corso su J2EE, il problema di capire tutte quelle cose belle toste si è un pò attenuato. La strada naturalmente è in salita.

Poi che altro? In questi giorni pensavo che fra il mio lavoro e quello di un panettiere non c’è molta differenza. Mi spiego meglio. Il lavoro ha tanti scopi, ma quello primario dovrebbe essere, anzi uno tra i primari, dovrebbe essere quello di provvedere al sostentamento di se stessi e di coloro che fanno parte della propria famiglia se ce ne sono.

Al fine di garantire loro la possibilità stessa dell’esistenza, che è al tempo stesso l’esistenza di qualcosa che si è creato. Ora a me questo sembra qualcosa di nobile. E questo unisce (unirà un giorno) me al il panettiere, come chiunque altro abbia deciso di formare la propria famiglia.

Altra cosa che ho pensato è questa: ho pensato che uno dei modi più radicali che ci sono di cambiare il mondo è mettere in circolazione nuovi individui: se questi saranno capaci di pensare con idee giuste, avranno cambiato almeno un poco la nostra società.

Ultima cosa: Margerite Yourcenar e Into the Wild. Le Memorie di Adriano finiscono così:

“Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più. Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti”.

Ora questa frase ha molto a che vedere con il “chiamare le cose con il loro nome” di cui parla Alex di Into The Wild, entrambe hanno a che fare con il significato della parola “maturità”, della maturità dell’essere uomini, la prima viene pronunciata sul ciglio della fine, la seconda sul quello della vita adulta.

Bene, concludo con ciò di cui sopra, un buon motivo di buon umore: al fotocampionato della Subalpina mi sono piazzata al 12° posto, una posizione di tutto rispetto!!!

Bene, la vita è fatta così, mischia il sacro al profano. Buona vita a tutti!

creare Vita

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Un Post di Passaggio

by Silvia Prosperi on February 7, 2008

Strong Mind, Weak Body

Se non lo scrivo adesso questo post, mi sa che non lo scrivo più…..

L’incrocio tra Gennaio e Febbraio è stato devvero importante, come uno snodo, in cui i conti si azzerano e si ricomincia a cronometrare.

Da dove partire?

C’è chi è stato assunto, chi è andato in pensione, chi ha cambiato azienda, chi si è lasciato ritrovare, chi è andato in Lettonia per il suo primo viaggio di lavoro, chi è andato a vivere da solo, chi ha compiuto gli anni e chi si spera festeggerà con la gara di pizza tutte queste cose…..

Mi sembra che ancora manchi qualcosa, probabilmente tutto il lavoro che ci aspetta e tutta la strada che ancora abbiamo da fare…..

S o b e s t r o n g d e a r S o s p h e r a a n d g o s t r a i g h t o n !

(foto presa da Flickr)

Thoughts Viaggio

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Mercato di Porta Palazzo, fotografie non scattate.

by Silvia Prosperi on January 6, 2008

Fisso in immagini il ricordo di ieri pomeriggio. Non avevo la macchina fotografica e probabilmente, se l’avessi avuta, non avrei fatto in tempo a scattare…

  • Foto 1 Abbondanza. Qui è facile, vedo file colorate dei frutti migliori, arance, limoni, pomodori, cetrioli, il verde dell’insalata, il rosso dei ravanelli, tutto è esposto e disposto con cura, il messaggio che passa è quello di una grande abbondanza di cose da mangiare.
  • Foto 2 Differenze. Sono all’incrocio con C.so Regina, davanti ho l’Antica Tettoia dell’Orologio con la scritta “Amare le differenze” in tutte le lingue del mondo (o quasi!). Al centro, fra i passanti e passanti anche loro, una famiglia araba, sono di spalle, la donna ha un unico vestito lungo rosa chiaro e rosa acceso che la ricopre fino ai piedi. Sopra di loro e sopra tutti, i fili incrociati del tram.
  • Foto 3 Avarizia. Qui c’è una bancarella e sul lato destro un viso anziano illuminato. E’ quasi sera, sarebbe rimasto inosservato se la luce della bancarella non l’avesse illuminato. Lo osservo mentre conta i soldi del resto.
  • Foto 4 “…Tra la spazzatura e i fiori…” Qui è l’angolazione che mi colpisce, vedo un lato di Porta Palazzo che non avevo mai osservato. Da un lato ci sono casse di spazzatura, casse vuote accumulate nel corso della giornata, dall’alto i tetti rossi delle bancarelle. E fra le une che fanno da sfondo e gli altri, che fanno da orizzonte, impiedi, arabi che vendono erbe aromatiche. Mi guardano e si incuriosiscono, alla fine mi sorridono.
  • Foto 5 In vedetta. Questa è la bancarella del pesce in salamoia, i pesci più grandi e delle forme più strane, tutti sbiancati. La signora mi guarda osservare e mi chiede se voglio qualcosa. L’espressione che fa quando le faccio capire che non voglio nulla già meriterebbe una foto.
    La rivedo da lontano, ci incrociamo con lo sguardo, sa tutto quel che le succede intorno pur facendo nel frattempo tuttaltro. Allora la fotograferei così, da lontano con un grandangolo, “in vedetta”.
  • Foto 6 Di traverso. E qui ad un tratto ho la sensazione di trovarmi in un mercato cinese. Ormai è quasi buio, vedo illuminato da una luce quasi giallastra, di traverso fra le cose e le persone, un signore cinese imbustare le arance appena comprate.
  • Foto 7 Black man. Ormai è buio e sto per andare via, l’uomo ha un cappotto nero, lui stesso è nero, sembra quasi essere inghiottito dal mercato che che sta per terminare..

Ps. Questo post è nato a seguito di una lezione tenuta in Subalpina da Enrico Prada.

enrico prada esercizi di fotografia fotografare è saper guardare Fotografia Porta Palazzo Subalpina

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Thinking of Jane

by walt on November 16, 2007

La nostra prima esperienza di couch-surfing è stata…. alquanto particolare. La causa non è nell’idea che sta alla base del couch-surfing, o free-accomodation, che è, a mio parere, una grandissima idea, a dir poco rivoluzionaria.

I principi che stanno alla base del couch-surfing sono universali e come tali non possono essere che vincenti, perdonatemi l’uso del termine vincente che poco si addice a parole come universalità, amicizia, pace, fratellanza e rispetto.

Lo scopo del couch-surfing, e di tante altre community che si trovano su internet, non è solo quello di trovare un posto dove dormire gratis, ma è quello di mettere a contatto e far conoscere persone che sono, o possono essere, diverse fra di loro in nazionalità, lingua, etnia ed estrazione sociale. Questo modo di viaggiare alternativo permette, quindi, di conoscere veramente i luoghi e soprattutto le persone del paese che si visita evitando così i circuiti turistici basati per lo più sul consumismo. E’ un conoscersi reciproco che non può che arricchire dal punto di vista umano le persone. Utopisticamente un piccolo passo concreto verso un mondo migliore.

Noi che abbiamo sempre viaggiato a ruota libera, facendoci trascinare dal vento, siamo rimasti subito colpiti da questo modo di viaggiare…….

* * *

Finalmente siamo arrivati a L o n d r a , che e’ proprio bella e originale. Abbiamo girato tutto il giorno, con i nostri zaini da week-end, quindi leggeri ma non tanto. Nel tardo pomeriggio abbiamo visto il mercato di Portobello Road, che si tiene solo il sabato, ed e’ qualcosa di veramente spettacolare. Un posto dove si trova di tutto e di piu’. Nel frattempo Jane, che non avevamo ancora incontrato, sbrigava le sue faccende. Avevamo concordato di vederci dopo le 17:00.

Jane abita in un sobborgo vicino Camden Town, una zona a nord di Londra che sembrerebbe avere tutto un suo fascino da scoprire, fatto di mercatini e locali notturni. La fermata della metropolitana è relativamente vicina alla casa di Jane e noi siamo ormai a poche centinaia di metri dal nostro primo incontro di couch surfing. Jane ci spiega, via sms, come raggiungere casa sua, il tutto e’ piuttosto facile. Attraversiamo, un po’ di strade e di case tutte uguali.

Il posto e’ tranquillo ed e’ pulito.

La casa, dove abita Jane, e’ una palazzina di pochi piani, tipica dei sobborghi operai di Londra. Suoniamo il suo campanello, dove non c’e’ il nome, ma solo un codice da digitare, nessuno ci apre e nessuno ci risponde. Siamo stanchi e forse un po’ preoccupati, ma all’improvviso vediamo aprirsi il portone e dietro lo splendido sorriso irlandese di Jane che ci accoglie. Tutto sembra procedere per il meglio, presto potremmo rilassarci e scambiare quattro parole con Jane e sua figlia, le nostre preoccupazioni sembrano sciogliersi come neve al sole.

Nel frattempo Jane ci spiega che il campanello e’ difettoso e ci fa strada verso casa sua. Scendiamo di un piano ed arriviamo in un grosso terrazzo, dove abita Jane. L’ingresso del suo appartamento e’ molto diverso da quello degli altri perche’ ci sono molte piante e la cosa mi rallegra. Entrando a casa sua si viene letteralmente catapultati in un mondo tutto da scoprire, alcuni possono provare un sentimento di delusione e di sconcerto, altri come me, curiosita’. Certo anche io ero un po’ allibito. Provavo un senso di repulsione e contemporaneamente di attrazione .

La casa di Jane puo’ essere tante cose, e fa provare tante cose. Ci si puo’ sentire per un istante a Cuba, e subito dopo sotto il ponte di una metropolita europea abbracciati ad un barbone che ti offre il suo scatolone per riparati dal freddo della notte, in Irlanda e poi in un canile fatto di cani e gatti, ci si puo’ sentire a Cala San Pedro fra gli hippy e a Londra contemporanemente.

Entrare nella casa di Jane e’ come fare un viaggio che e’ un incubo e nello stesso tempo un sogno .

In noi, forse a causa della stanchezza e della voglia di riposarci e di lavarci, son prevalse le sensazioni negative. Presi quindi dalla voglia di lasciare la sua casa, siamo fuggiti lasciandole quanto le avevamo portato e cercando di scusarci nel migliore dei modi. Anche in questo caso, Jane, almeno all’apparenza, non si e’ offesa ma si e’ preoccupata per noi chiedendo dove saremmo andati a dormire.

* * *

Personalmente non vivrei mai nelle condizioni in cui vive Jane, non so neanche se la sua sia una scelta di vita, magari lo e’. Alcuni forse definirebbero la casa di Jane “filthy mess”, piuttosto che “mess”, per me non e’ cosi’. Per quanto mi riguarda, ammiro Jane per il suo modo di essere e per la lezione di vita che in fondo ci ha dato, con noi e’ sempre stata accogliente, ci ha aperto le porte di casa sua senza conoscerci e senza chiedere nulla in cambio, ci ha offerto tutto quello che aveva. Non mi rimane quindi che dirle thank you Jane…

see you next time

Walt

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And so this is London

by Silvia Prosperi on November 15, 2007

Ecco qui qualche foto del nostro viaggio, una bella esperienza malgrado qulache strana vicissitudine….. un posto dove tornare.

London Image London Image
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E bella, e molto particolare, la mostra di Louise Bourgeois alla Tate Modern: suo, ad esempio, è il ragno riportato sopra e donato alla galleria nel 2000 in occasione dell’ inaugurazione della nuova sede.

Il ragno, di cui esistono altri esemplari all’interno della mostra, rappresenta se stessa come madre, ed è singolare che per questo scopo sia utilizzato qualcosa che di per sè appare quasi come repellente. Si percepisce, entrandoci dentro, attraverso la capienza e la nodosità degli arti, la grandezza del suo amore (sotto la pancia il ragno contiene esattamente 3 sfere che sono il numero dei figli di Burgeois) e al tempo stesso un lato oscuro che ha a che fare, più che con la bruttezza (di quella forse possiamo disinteressarcene, almeno fin quando non ne capiamo il senso) con l’idea del possesso…….

Tutta la mostra sembra giocare su questa contraddizione, l’amore da un lato, l’oscuro dall’altro, dove l’oscuro, ciò che inquieta forse anche chi ha realizzato l’opera, sta proprio in questa sovrapproduzione, sovrabbondanza, eccedenza del darsi dell’amore stesso…..

Sotto un’immagine presa dal sito della Tate e la foto scattata alla Bourgeois da Robert Mapplethorpe nel 1982:

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Amore Possesso

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Couchserfing, ma dde che??

by Silvia Prosperi on November 7, 2007

Sarà strano, e forse non proprio il posto adatto, però questo sito ci ha convinto molto:

c o u c h s u r f i n g . c o m

Ognuno, se lo vuole, può mettere a disposizione il proprio ‘divano’ e viaggiare liberamente (e gratuitamente) in giro per il mondo. Certo bisogna pagarsi il viaggio e non si sa esattamente nella casa di chi si andrà a finire però si ha la possibilità di conoscere persone nuove e interessanti e magari di ospitarle nella propria casa.

L’idea ci piace molto e per questo la promuoviamo!!!

Per chi fosse interessato alla (preoccupato della) sicurezza in realtà ad ogni utente iscritto è associato un livello di fiducia che varia in base alle credenziali che si forniscono:

- LIV 1: nome, cognome e indirizzo postale resi pubblici e vincolati (non possono essere modificati);

- LIV 2: nomonativo verificato attraverso la carta di credito (occorre versare 20 $);

- LIV 3: indirizzo postale verificato attraverso la ricezione presso il porprio indirizzo di casa di un codice che deve poi essere inserito sul portale.

….insomma quel che ne viene fuori è che non si tratta proprio di una cosa da squattrinati ma che al contrario facendo le cose per tempo e magari versando l’obolo di 20 dollari, si va incontro ad una vacanza bella, sicura, appassionata e poco costosa.

Buon coughserfing a tutti, naturalmente mo’ ce tocca prova’.

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Scrivo mentre sono sul treno, direzione la mia amata Torino, di ritorno da Milano, dove da poco piu’ di un’ora si sono conclusi i Sun Tech Days 2007-2008 della Sun. Il treno e’ in ritardo di un’ora e mezza, forse qualcosa in più, la cosa però non mi crea alcun disagio e non mi disturba affatto, forse perchè sono intento a scrivere questo post, forse perchè sono ancora pieno di pensieri su quanto ascoltato in questi tre giorni di seminari tecnici e forse anche perchè ho avuto la fortuna di ascoltare un bel pò di guru Java di fama mondiale. Ho partecipato a tutti e tre i giorni, si è parlato di Java, Ajax, Web Services, Glassfish, Solaris e tanto altro ancora.

E’ la prima volta che partecipo ad una Java Conference, ma sembrerebbe che quest’anno sia stato speciale perchè alla Conference sono stati aggiunti i Tech Days con i guru della Sun come speakers. Non saprei dire se sia stato veramente un anno speciale, sicuramente lo è stato per me, il livello è stato stratosferico, veri e propri guru dell’informatica e di Java con competenze veramente impressionanti.
Sono stati tre giorni molto divertenti con gli speakers che con competenza ed entusiasmo hanno divulgato il loro sapere gratuitamente. Il lancio di t-shirt e gadget è stato quotidiano e per quanto tutti venissero premiati per la loro partecipazione, quelli che si rendevano più attivi facendo domande sono stati maggiormente premiati. Uno spirito quindi tutto americano che stimola e premia tenendo in cosiderazione soprattutto i più meritevoli.

Su tutti, quello che più mi ha impressionato, anche se trovarne uno non bravo è un’ impresa ardua, è stato Sang Shin. You’re really great :-)
E’ difficile trovare degli oratori bravi, ma uno come lui è quasi impossibile da trovare. Un concentrato di competenze tecniche, entusiasmo (forse sarebbe meglio dire passion :-) ), e capacità oratorie veramente al difuori del comune, direi uniche.
Per la verità sapevo già chi era Sang, ma vederlo in azione è uno spettacolo unico per un appassionato di Java, non è quindi un caso che il suo sito personale si chiami “javapassion”, un sito che consiglio a tutti gli appassionati di Java perchè è veramente una fonte inesauribile di informazioni.

Ci sarebbe tanto altro da dire su questi tre giorni, ma lo spazio riservato ad un post di questo tipo deve essere forzatamente breve. Chissà però che questa esperienza non possa partorire diversi altri post. Concludendo, penso che un amante di Java non possa mancare ai Sun Tech Days della Sun, per cui auguro a quelli che non vi hanno ancora partecipato di prendervi parte prima o poi….
perchè sono veramente unici…..

see you next time
Walt

java java conference passion Sang Shin sun tech days

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