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WEB

contra faces-book

by Silvia Prosperi on June 4, 2009

c’è proprio che sono stufa di scrivere, come se scrivere fosse un regalo all’apparenza e anche questo stesso gesto in qualche modo lo è. Però c’è una cosa che mi ricordo ed erano dei pantaloni azzurri sempre uguali e sempre gli stessi di qualcuno che veniva da lontano. mi piacevano quei pantaloni e quel modo lì di vestire. lontano dalle marche del momento e dagli strilli della moda.
ora si gioca molto sull’apparire e io in qualche modo ne sono stufa. vorrei ritirarmi a vita privata e non mettere in mostra niente. qualche foto, giusto quella ogni tanto. e magari qualche cosa da scrivere, di sensato però.
penso soprattutto a FB, facesbucc, in verità, mi sembra un grande mercimonio in cui ognuno mette in mostra quello che ha di migliore (o peggiore a seconda delle volte).
c’è di bello che si convide, si comunica, si incontra e si re-incontra e tutta una serie di cose che mi piacciono, ma questa del mercimonio proprio non mi va giù. che ce devo fa??

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CLUETRAIN MANIFESTO, 95 Tesi

by Silvia Prosperi on January 14, 2009

In questi giorni sto effettuando la revisione del portale aziendale. E’ un lavoro importante, perché ha a che fare con il modo, o con uno dei modi, attraverso cui un’azienda si propone all’esterno.

Navigando su internet in cerca di spunti mi sono imbattuta nelle 95 Tesi del Cluetrain Maifesto. Risalgono addirittura al 99 e la loro prima pubblicazione è avvenuta nel 2000. Trovo che siano davvero molto attuali.

Cominciano così:

# I mercati sono conversazioni.
# I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici.

La versione integrale la trovate qui nell’ottima traduzione di Luisa Carrada. Il sito ufficiale invece è questo.

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Blog nuovo, vita nuova.

by Silvia Prosperi on December 1, 2008

Non proprio, ma un bel pò di cose sono cambiate in queste ultime settimane. Alcuni magari se ne saranno accorti anche soltanto notando qualche leva e metti nei post e ghiri gori vari.
Nel frattempo ho approfittato di questo periodo di quasi latenza  per rimettere in sesto un pò di cose.

La prima è l’upgrade di questo sito alla versione 2.6 di Wordpress più l’aggiornamento e l’inserimento di nuovi widget/plugin e quant’altro.

La seconda è la conclusione del progetto STUDIOAR, un lavoro che andava ormai avanti da un pò e che ho realizzato per uno studio di Architettura di Torino. Lo ho messo on line solo oggi (considerando che i lavori ieri notte li ho ultimati alle 2 e qualcosaltro pm direi l’espressione “oggi” tutto sommato ci sta).

Ecco qui lo screenshot del sito. E’ stato realizzato tutto “a mano” senza l’ausilio di CMS (Content Management System) di sorta, grafica inclusa, in puro PHP.

Che altro? Ieri – domenica – mi è venuto di scrivere un post rimasto su carta che mi sembrava avesse un taglio un pò troppo naif. Ma in fondo si addice bene all’immagine della casa che vedete sopra. Sembra avere lo stessto suono, e allora lo trascrivo.

Buona lettura, ciao.

- – -

tEst, tEst, tEst !

No, non è la pubblicità del vino ma il modo migliore per fare un rapido controllo sull’affidabilità di una persona.
Mummy lo diceva sempre, e lo dice tuttora, che voglio sempre mettere alla prova le persone che ho intorno, quelle a cui tengo si intende.
Il test è ben rodato e lo ho applicato in modo infallibile (nonchè inconsapevole) da tempo immemore.
Il test è questo: c a d e r e.
Compiere un errore. Meglio se involontario.
Se la persona a cui siamo caduti davanti dopo la caduta rimane lì è OK, se prima se ne va, perchè ha avuto paura del tonfo, e poi torna, è ancora OK. Se se ne va e basta non è OK.

Fine delle trasmissioni.

- – -

Non voglio concludere con questo però. Dal momento che tra le tante cose è cambiato anche il posto dove lavoro concludo augurando a me stessa di affrontare il cambiamento con tutta la grinta che serve.

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Firefox 3.0

by Silvia Prosperi on June 18, 2008

 

Oggi è il Download day. Per partecipare al Guinness dei Primati ufficiale dovrete scaricare Firefox 3 entro le 17:00 UTC del 18 Giugno, 2008.
Downlodate gente, downlodate!

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Un’Ontologia della Domanda per la Consulenza Filosofica

by Silvia Prosperi on February 24, 2008

Già in un altro post abbiamo parlato del concetto di Ontologia in senso informatico. Di Consulenza Filosofica invece, qui nel nostro blog, non ne avevamo ancora parlato, non esplicitamente almeno.

Bisognerebbe allora, almeno, richiamare il senso dell’una e il senso dell’altra. Un’ontologia non è altro che una mappa, una rappresentazione concettuale dei nessi sussistenti all’interno di un determinato dominio di oggetti. La Consulenza Filosofica è Filosofia Pratica, ma che cosa è la Filosofia e che cosa è la “pratica” per la Filosofia?

Rimaniamo su questa prima definizione, la Consulenza Filosofica è “Filosofia Pratica”, e aggiungiamo anche che è una disciplina, almeno formalmente, relativamente nuova e bisgnosa in senso stretto di una fondazione.(*)

Ora io credo che un’Ontologia della Domanda intergrata ad un Wiki possa essere uno strumento particolarmente profiquo per una Comunità di Ricerca che voglia pervenire ad una fondazione della Consulenza Filosofica come tale.

Questo vuol dire innanzitutto utilizzare il wiki come uno strumento tramite il quale condividere e mettere a fattor comune conoscenze, idee, punti di vista, “domande” e “possibili risposte” su lla domanda “Che cosa sia la Consulenza Filosofica”.

Ma che cosa è un’ Ontologia della Domanda allora, e perchè integrandola ad un Wiki questa dovrebbe o potrebbe favorire il lavoro fondazionale di una Comunità di Ricerca che intenda stabilire se e a quali condizioni sia possibile qualcosa come una Consulenza Filosofica?

Un’Ontologia della Domanda non è altro che un’Ontologia dedicata al Concetto di Domanda, una definizione (certamente parziale e funzionale agli scopi della Comunità che la determina) degli elementi essenziali di questo concetto: una domanda ad esempio ha sempre un Oggetto, può avere o non avere 1 o più Risposte, può avere degli Autori ecc.

Ora, poichè il lavoro filosofico, primo fra tutti quello fondazionale, si muove innanzitutto attraverso l’esercizio della Domanda, lo scambio di Domande e di Risposte, concreto ed effettivo, pubblico e sempre accessibile ai membri della Comunità filosofica, non può che favorire questo processo di fondazione.

Ma il nesso tra l’ontologia della domanda e l’uso che se ne può fare attraverso il Wiki, probabilmente ancora non è chiaro, per chiarirlo entreremo seppur brevemente nel lato tecnologico della questione.

Il modello che ho in mente è quello del Semantic Media Wiki, estensione di Media Wiki, nome del software di uno dei Wiki di granlunga più utilizzati e diffusi (si pensi ad esempio a Wikipedia che utilizza lo stesso engine).

Il Wiki di Mediawiki indicativamente è composto dagli Articoli redatti dai membri della Comunità e dalle Categorie atte aclassificarli. Tutti gli articoli dedicati alle”città” possono ad esempio essere raccolti sotto la Categoria “Città”.

Un’Ontologia invece a grandi linee è composta di Classi, Individui e Proprietà delle Classi. Attreverso il Semantic Media Wiki gli articoli vengono concepiti come Individui o Istanze delle Classi dell’Ontologia e le Categorie come Classi. In più vengono introdotti due nuovi costrutti che consentono di esprimere le Proprietà: Typed Links e Attributes.

Ci soffermeremo sulla descrizione dei Typed Links e degli Attributes magari in un altra occasione, quello che importa ora è evidenziare il fatto che il Wiki può essere strutturato sulla base dell’Ontologia della Domanda, e dunque che è possibile pensare alle sue pagine ad esempio come individui della Classe Domanda o della Classe Risposta dunque come pagine che sono direttamente “domande” o “risposte”.

Immaginando un possibile scenario di utilizzo si può pensare che ad esempio “domande” e “risposte” siano associate tra loro secondo una determinata logica sancita attraverso l’Ontologia e che, accedendo ad una speciffica domanda sia poi possibile accedere e confrontarsi con le risposte date da altri e quindi prendere visione di ulteriori modi in cui una determinata questione può essere problematizzata, formulare la propria risposta oppure fornire una diversa formulazione della domanda stessa.

Il tutto magari avendo come idea regolativa, dunque come ‘fine perfetto’ a cui tendere, il raggiungimento di un accordo interno ai membri della comunità di Ricerca che utilizzano il Wiki.

E’ importante da ultimo tenere presente che non esiste una sola possibile “Ontologia della Domanda” e che le Classi che abbiamo abbozzato sono solo possibili spunti da cui partire.

(*) Il suo “fondatore” è G. Hachenbach, tedesco, che nei primi anni ottanta ha aperto il suo primo studio.


Uno schema in breve: sono indicate solamente 4 possibili Classi e le loro Relazioni.

Breve Schema di un'Ontologia della Domanda

NB. La questione “Ontologica” sta già divenendo oggetto di discussione nell’ambito della Consulenza Filosofica, cito a questo proposito l’ultimo numero della Rivista Phronesis in cui è presente l’ articolo “Ontologia in Pratica” di Salvatore D’Agostino.

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L’Albero delle Domande

by Silvia Prosperi on December 10, 2007

Capita a volte che informatica e filosofia siano come rette parallele destinate ad incontrarsi, del resto il quinto postulato di Euclide non è stato dimostrato e le geometrie non euclidee stanno lì propriamente a dimostrare questa indimostrabilità…… ;-)

Uno dei casi di questo incontro è quello del Web Semantico, ovvero il tentativo di assegnare al Web significati processabili dalle macchine dunque tali da consentire all’Utente una ricerca basata sul significato dei termini anzichè sulla loro occorrenza all’interno di un determinato discorso (sia esso fatto di parole, di suoni o di immagini)

Per assegnare senso al Web, questo senso deve preliminarmente essere “pensato” (cioè elaborato) dagli “umani” e successivamente dato in pasto alla macchina per essere processato: questo vuol dire per inciso che, a differenza di quanto si tenta di fare con l’Intelligenza Artificiale, le macchine non imparano nè apprendono nulla, ma semplicemente processano significati precostituiti.

L’Ontologia, in senso informatico, è precisamente questo: l’espressione dei nessi logici sussistenti all’interno di un determinato dominio di oggetti, avente la duplice funzione di

- assegnare significati ai contenuti del web all’interno di un determinato dominio logico di conoscenze

- rendere tali contenuti rintracciabili in funzione di tali significati

Quanto segue sotto è uno schema di una possibile Ontologia sul Concetto di Domanda, ho definito le classi principali in cui tale concetto può a mio giudizio essere suddiviso (-Domande che hanno già una rispostaDomande a cui occorre rispondereDomande che debbono ancora essere poste) e poi ho ricavato le sottoclassi ulteriori.

La Domanda è un momento essenziale non soltanto della Ricerca Scientifica, ma anche, naturlamente, di quella Filosofica, anche per questo sopra ho parlato dell’incontrarsi di Informatica e Filosofia: chi meglio di un “filosofo” (sottolineo le virgolette) potrebbe pensare e realizzare un’ Ontologia della Domanda??

Natualmente lo schema non è definitivo e può essere rielaborato, migliorato e arricchito, quanto segue è solo una proposta su cui discutere :-)

A l b e r o D e l l e D o m a n d e

Nello schema viene utilizzata la notazione UML, per cui ogni classe tranne la Root è messa in una relazione di dipendenza rispetto alla classe padre e da questa eredita eventuali attributi (vd. Risposta, Formulazione e Oggetto).

domanda filosofia Ontologia Semantic Web

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Compressione delle immagini: GIF o JPG ?

by Silvia Prosperi on September 8, 2007

Cominciamo dall’inizio facendo la prima grande distinzione tra tipologie di immagini: da un lato le Immagini Vettoriali, dall’altro le Immagini Raster o Bitmap.

Queste ultime sono quelle che ci interessano, sono quelle prevalentemente utilizzate in ambito Web e vengono definite Raster (tradotto vuol dire ‘trama’, ‘reticolo’, ‘griglia’) perchè sono concepite come come griglie ortogonali di punti dove ciascun punto corrisponde ad un pixel.

Le Immagini Vettoriali consistono invece di oggetti grafici (punti, linee, rettangoli, curve, e così via) ognuno dei quali è definito mediante equazioni matematiche.

Esistono tipi diversi di immagini Raster o Bitmap (queste ultime da non confondere con l’estensione .bmp che serve per rappresentare un tipo di immagini Raster su Windows e OS/2):

A) Immagini non compresse:

.raw utilizzato nella fotografia digitale per l’alta definizione

.bmp di cui sopra

B) Immagini con compressione LOSSLESS (senza perdita di dati)

.gif

.png

.tiff

C) Immagini con compressione LOSSY (con perdita di dati)

.jpg (per la verità il nome corretto dell’estensione è JFIF, JPG ne indica propriamente l’algoritmo di compressione)

In generale la compressione serve per ridurre la quantità di memoria occupata da un’ immagine.

Quest’ultima dipende da due fattori:

a) dalla profondità di bit, ovvero dal numero di bit per pixel.
Nelle immagini ciascun pixel indica un colore e ciascun colore viene espresso mediante una combinazione di bit: maggiore è il numero di bit che definisce il colore di ciascun pixel, maggiore è la memoria occupata.

b) dalla risoluzione dell’immagine, ovvero dal numero di pixel per pollice.

La compressione riduce la quantità di memoria occupata agendo su entrambi i fattori.

A questo punto ci si può chiedere cosa voglia dire salvare un’immagine in GIF o salvarla in JPG.

La profondità di bit (o profondità di colore) nei due casi è radicalmente diversa:

nel caso di immagini salvate in GIF il colore di ciascun pixel viene indicato con al massimo 8 bit, con la conseguenza che il numero dei colori possibili, trattandosi di bit, è pari a 2^8, ovvero 256;

nel caso di immagini salvate in JPG il colore di ciascun pixel viene indicato con al massimo 8 bit per ciascuno dei tre colori primari RGB (Red – Green – Blue), con la conseguenza che il numero massimo di colori possibili utilizzabili in un’immagine salvata in JPG è pari a 256 * 256 *256 = 16.7 milioni di colori.

Proprio per l’ampiezza dello spettro cromatico utilizzato, il JPG è ottimale per il salvataggio delle fotografie, che debbono riflettere il continuum dei colori reali e le diverse sfumature dei grigi, il GIF invece è utile nel caso immagini costuite da colori definiti e contrastati come fumetti, lettere, disegni con contorni definiti o anche fotografie di piccole dimensioni.

Altra differenza sostanziale sta nel fatto che nel caso del JPG viene utilizzato un algoritmo di compressione LOSSY _ con perdita dati, nel caso del GIF viene utilizzato unalgoritmo di compressione LOSSLESS_senza perdita dati.

Questo fa sì che mentre nel primo caso ogni qualvolta un’immagine viene salvata, alcuni pixel vengono eliminati in fase di compressione e poi ricostruiti – non esattamente uguali – in fase di decompressione, nel secondo tutto questo non avviene.

In altri termini salvare un’immagine in JPG significa diminuirne la risoluzione in fase di compressione con la conseguenza di produrre un deterioramento complessivo della qualità dell’ immagine salvata.

Proprio per questo motivo è opportuno modificare il meno possibile un’immagine salvata in JPG e utilizzare per questo scopo invece il GIF. Per contro, come si è già detto, poichè il GIF ha una profondità di bit decisamente più bassa, è opportuno non utilizzare questo formato per le fortografie, che richiedono uno spettro cromatico molto ampio, e utilizzare per questo scopo soprattutto il JPG.

Riferimenti:

- Optimizing Web Grapgics

- Come si usa e cosa è il formato grafico JPG

- Le immagini per il Web

- Raster Graphic

Alcuni Libri da Leggere:

PS: Le vacanze sono finite e riapriamo questo blog con l’augurio che quanto verrà nei prossimi mesi sia quanto più possibile prolifico.

immagini jpg

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La scala esadecimale nella rappresentazione dei colori

by Silvia Prosperi on July 1, 2007

Quando nella realizzazione di un sito dobbiamo indicare un determinato colore utilizziamo la seguente codifica: sei valori alfanumerici (numeri o lettere da A a F) preceduti da #, come mai? Con questo post cercheremo di rispondere a questa domanda.

Per prima cosa occorre fare un breve accenno al modo in cui l’intero spettro dei colori viene rappresentato sullo schermo di un pc. Come negli schermi dei televisori anche quelli dei pc i colori sono ottenuti attraverso la composizione dei tre colori primari: rosso, verde e blu. Il termine che solitamente li definisce è RGB che sta appunto per Red, Green, Blu.

Ciascuno di essi è caratterizzato da un valore di luminosità compresa tra 0 e 255, dove 255 rappresenta il valore massimo di luminosità, il 100% di luce emessa. Dalla diversa gradazione e composizione dei tre valori derivano a livello macroscopico i colori che si visualizzano sullo schermo. Bisogna tenere presente che ciascun colore, con il proprio grado di luminosità, è espresso mediante il singolo pixel e che un insieme di pixel, mediante una determinata composizione di RGB, dà poi un colore uniforme sullo schermo.

Il massimo di luminosità di rosso, verde e blu dà ad esempio il bianco, reso con 255 (R), 255 (G), 255 (B), il minimo dà il nero, reso con 0 (R), 0 (G), 0 (B), in mezzo l’intero spettro dei colori possibili.

La scala esadecimale che noi adottiamo per indicare un colore quando stiamo realizzando un sito web non è altro che un modo più economico di indicare i valori di ciascuno dei tre colori. Di seguito ne riportiamo i valori confontandoli con quelli della scala decimale:
chart with hex and dec values

Il vantaggio rispetto alla scala decimale sta semplicemente nel fatto che tutti i numeri da 0 a 255 (inclusi i primi 16, ai quali viene apposto uno 0 davanti) sono espressi mediante due sole cifre. Il massimo di luminosità, che come abbiamo visto corrisponde ad esmpio al valore 255, viene resa con il semplice FF, il minimo con 00. Da qui il fatto che il bianco venga reso con # FF (R) FF (G) FF (B) e che il nero venga reso con # 00 (R) 00 (G) 00 (B).

In mezzo l’intera gamma dei dei colori possibili: 16.777.216, pari al prodotto di 256 * 256 * 256, mica pochi!

See you, Silvia

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Tra i requisiti indicati dal W3C per l’Accessibilità attraverso le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) 1.0 la seconda guideline affronta il tema del .

In particolare al secondo punto di controllo si afferma che è opportuno

Ensure that foreground and background color combinations provide sufficient contrast when viewed by someone having color deficits or when viewed on a black and white screen.

ovvero

Assicurare che la combinazione di colori tra background e foreground deve fornire un contrasto sufficiente ad essere percepito da coloro che soffrano di deficit nella percezione del colore o nel caso in cui vengano utilizzati schermi in bianco e nero.”

A tal fine il W3C ha ideato un algoritmo di calcolo per valutare il giusto contrasto, che per la verità è ancora in fase di ottimizzazione. Ne esiste cioè una prima versione che è parte integrante delle e una seconda che fa parte della versione Working Draft delle .

Per valutare il corretto contrasto secondo la prima versione dell’algoritmo, rimandiamo al tool via web molto utile messo a disposizione da Jiucy Studio: il Color Contrast Analyzer.

Per testare invece il nuovo algoritmo rimandiamo alla recente estensione di Firefox: la Color Contrast Firefox Extension sempre realizzata da Juicy Studio.

Come si legge nelle note la versione include una patch che estende la valutazione anche agli “input elements” (submit, reset, button, text, file, o password).

Colore

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I n a u g u r a z i o n e

by Silvia Prosperi on May 22, 2007

Il sito finalmente è pronto, siamo online e possiamo a questo punto “farne l’inaugurazione”. Il suo contenuto è chiaro, ci occupiamo di Web e vogliamo offrire sotto il profilo della Comunicazione e della Tecnologia un buon servizio a quanti ce lo richiedano.

Inauguriamo anche il nostro Blog però, che sara’ una sorta di filo conduttore delle nostre attivita’ e dei nostri progetti. La qualita’ di un lavoro dipende anche, dal nostro punto di vista, dalle energie che si riescono ad incamerare da settori ed ambiti diversi da quello nel quale direttamente si opera.

Con questo non vogliamo dire che nel blog non ci occuperemo di Web, ma che ci occuperemo di Web e anche di altro. Ci sara’ allora lo spazio ad esempio per la fotografia, per le mostre che abbiamo visitato, penso ad esempio a quella, inaugurata proprio oggi da Renzo Piano a Milano, e per tutto ciò che in altri termini va nella direzione ed alimenta quel senso di creativita’ e bellezza a cui facciamo riferimento nel sottotitolo del nostro sito.

Ospitiamo anche, non solamente i commenti, ma anche il contributo di chi voglia proporre un proprio argomento e seguirlo attraverso una serie di post, quel che conta è che sia in qualche modo affine alle tematiche trattate. Il nostro indirizzo è disponibile un pò ovunque nel nostro sito, oppure andate nella pagina dei contatti.

Per ora è tutto, come nel post precedente anche io non voglio tediarvi ;-)

Ci sentiamo presto

Silvia

Architettura Fotografia

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