Volevo scrivere due parole su questo film dichiarando in primis il mio amore per Nanni Moretti così che tutti quelli a cui non sto simpatica potranno dirne male con agio. Che dire? Amo il sogno segreto di entrare nelle stanze pontificie e cardinalizie per vedere che succede. A tal punto che da bambina mi piaceva, mi sarebbe piaciuto, pensate un po’, sedermi sulla poltrona del prete che diceva la messa. Quella specie di sedia speciale, quasi taumaturgica, che solo chi é affetto da una qualche forma di sacralità può sedercisi sopra.
E questa é una. Poi le risate, che il Guzzanti di oggi a questo film gli farebbe un baffo. Lo ho trovato grasso nelle risa, di quelle risa che ti arrivano dritte dalla pancia e sfiorano l’intelligenza, non c’é male. E poi é garbato, e umanamente rispettoso nella sua posizione. Parlo qui del Nanni nel ruolo di attore e psicoanalista, ma veniamo al punto.
Uno. Beh ci ho visto nel Papa, a proposito, “scusi, Papa” gli dice Nanni, fichissimo, come se fosse suo fratello, ci ho visto nel Papa qualcuno che, non soltanto é umano, sí fragile e bla bla bla, ma che soprattutto fa una cosa grandiosa, si sottrae alla norma, alla attese sociali, alle aspettative della collettività cui appartiene eccetera eccetera. Ecco, se c’é la psicoanalisi, e un SuperIo da qualche parte, Lui riesce a farlo tacere, non ascoltarlo e metterlo da parte. L’umanità a mio avviso sta in questo, non nella fragilità. Non soltanto nella fragilità, e poi parlare della fragilità é un pò scontato.
Due. Fatto il passaggio umano, individuale, che ci dice questo film della Chiesa come istituzione? E del suo Papa? É ancora possibile qualcosa come un “capo” per questa Chiesa? Sembrerebbe di no. E quel che ancor piú sembrerebbe é non tanto o non solo che lui, il Papa, é Uomo e non ascolta fino in fondo e del tutto il suo SuperIo, ma anche che la Chiesa, per sua natura, appare come antitetica e respingente l’essere umano a tal punto che l’uomo, se é veramente tale, cioè legato alla concretezza, alla carne, e alla vita, sente di non poter essere Papa.
Da un lato il fiume che scorre, la vita che passa, i ricordi, i desideri, le speranze e le aspirazioni, dall’altro la norma, e la Chiesa con lei.
Felice notte. Felici sogni.
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