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	<title>swd &#187; POETI-CANTI</title>
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		<title>Ich bin</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 21:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Vestaglia di velluto rosso scarpe nere da montanaro. Sorriso a colazione, acqua che raggiunge, polpastrelli che tastano. Luce intermittente, boccata d&#8217;aria, Grattacielo e abisso, tempesta e sconquasso, Giorno, finché si può.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Vestaglia di velluto rosso<br />
scarpe nere da montanaro.</p>
<p>Sorriso a colazione,<br />
acqua che raggiunge,<br />
polpastrelli che tastano.</p>
<p>Luce intermittente,<br />
boccata d&#8217;aria,</p>
<p>Grattacielo e abisso,<br />
tempesta e sconquasso,</p>
<p>Giorno,<br />
finché si può.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mare</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 13:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[- Che suono fa? Sì, proprio che suono fa ti chiedo. - Un suono sordo, senza via d&#8217;uscita. - Come quando le persiane sbattono forte per il vento? - Quello è un suono acuto, dadi che cigolano, ruggine che gracchia, vernice verde che cade a pezzetti. Il suono sordo è un tonfo, è nero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: center;">- Che suono fa?<br />
Sì, proprio che suono fa ti chiedo.</p>
<p style="text-align: center;">- Un suono sordo, senza via d&#8217;uscita.</p>
<p style="text-align: center;">- Come quando le persiane sbattono forte per il vento?</p>
<p style="text-align: center;">- Quello è un suono acuto, dadi che cigolano,<br />
ruggine che gracchia, vernice verde che cade a pezzetti.</p>
<p style="text-align: center;">Il suono sordo è un tonfo,<br />
è nero di seppia disciolto nel mare.</p>
<p style="text-align: center;">Occhi fondi come vetro di bottiglia.</p>
<p style="text-align: center;">Te lo ricordi il mare?</p>
<p style="text-align: center;">- Sì, lo ricordo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quasi sonetto sulla quasi fratellanza</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma che vi posso dire? Mi torna su questa cosa scritta quando forse portavo i pantaloni corti&#8230; Anzi no, non non lo posso dire, non posso dire però neanche gonnelle corte, perché ha un altro sapore. E allora che dico?? Fatto sta che mi torna su questa cosa scritta tanti anni fa. La metto qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ma che vi posso dire? Mi torna su questa cosa scritta quando forse portavo i pantaloni corti&#8230; Anzi no, non non lo posso dire, non posso dire però neanche gonnelle corte, perché ha un altro sapore. E allora che dico??<br />
Fatto sta che mi torna su questa cosa scritta tanti anni fa. La metto qui, come qualcosa che mi è appartenuto. Una specie di mercato dell&#8217;usato diciamo. Un mercatino delle parole usate di tanti anni fa. Un flash back ai tempi della neve. O qualcosaltro, non lo so. Oggi qui c&#8217;è il sole e ogni tanto annuso l&#8217;odore di primavera.</p>
<p><em>Piccolo schematico dalla mente ottusa,</em><br />
<em>la pretesa ce l&#8217;hai di far come ti usa,</em><br />
<em>ma ricorda, siamo in due, soli nella stessa cambusa.</em><br />
<em>Perciò la testa, non tenerla chiusa,</em><br />
<em>e ricorda, la gloria-boria</em><br />
<em>dovrà svanir delusa!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una muta di corde</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Di colpo mi rimbombò nell&#8217;orecchio il suono della parola m u t a. Di cosa, di corde? Le corde servono per annodarsele in vita, per farsi calare nel vuoto in attesa di toccare terra. No, le corde non possono essere e poi ho fatto un giro doppio, la muta è delle corde sì, ma di quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Di colpo mi rimbombò nell&#8217;orecchio il suono della parola <em>m u t a</em>.<br />
Di cosa, di corde? Le corde servono per annodarsele in vita, per farsi calare nel vuoto in attesa di toccare terra.<br />
No, le corde non possono essere e poi ho fatto un giro doppio, la muta è delle corde sì, ma di quelle che si suonano.<br />
E io che suono, la cetra? No, neanche questa può essere.<br />
La muta dei sub allora, per scendere nel buio degli abissi e magari perdere il senso dell&#8217;orientamento, non sapere più dove si sale e dove si scende.</p>
<p><em>M u t a</em>. Rimbomba nell&#8217;orecchio. Cos&#8217;è questa parola.<br />
Ma non sai darti una risposta. Con la bocca accenni a un movimento. Vuoi dire qualcosa.<br />
Ma sì! E&#8217; come non avere più niente da dire perché la notte ti ha raggiunto. Come se lei, la notte, confondesse sotto il suo mantello le sagome di tutti e non ti lasciasse vedere più nessuno.<br />
E tu, che parli a fare? non serve.<br />
Insomma è notte e ti manca il fiato, e le corde vocali, vedi, torniamo alle corde, vibrano mute.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;idea del doppio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>
		<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento. Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno. Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo. Doppio il maschile e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento.<br />
Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno.<br />
Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo.<br />
Doppio il maschile e il femminile, e perfino l&#8217;uno, quando è completo è doppio.<br />
Doppia è la strada e doppi ultimamente i post che scrivo.</p>
<p>A volte il doppio è ridondante, a volte implica una scelta, il doppio tende all&#8217;uno, il doppio appartiene, a volte, alla natura delle cose.<br />
Il doppio è una costante senza con questo voler dire doppiezza.<br />
Doppio è Narciso, che si sdoppia nella sua immagine riflessa. Ma è un doppio che non raddoppia, è un doppio sottrattivo in questo caso.</p>
<p>Il doppio me lo porto perfino dentro il giorno in cui sono nata, doppio il mese e doppio il giorno. Sono nata in un giorno raddoppiato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiume leggero</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 10:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Era tepore, particelle sospese, lentezza, biancheria profumata, rigagnolo che diviene torrente, aria tersa, erba che ti sfiora, acqua sottile, fiume leggero e basta. Luce, fiume che attraversa campi. * * * il treno perduto le voci di corridoio la voce impastata l&#8217;attesa infinita il sonno infranto la luce spenta le voci di sopraffondo le nuvole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Era tepore,<br />
particelle sospese,<br />
lentezza,<br />
biancheria profumata,<br />
rigagnolo che diviene torrente,<br />
aria tersa,<br />
erba che ti sfiora,<br />
acqua sottile,<br />
fiume leggero e basta.</p>
<p>Luce,<br />
fiume che attraversa campi.</p>
<p>* * *</p>
<p>il treno perduto le voci di corridoio la voce impastata l&#8217;attesa infinita il sonno infranto la luce spenta le voci di sopraffondo le nuvole il sereno la pioggia la notte il buio la fine.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una mattina di luna di inverno</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 21:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio così è stato, un giorno di luna di inverno qualcuno ha voluto il tuo fiore. Ci sono cose che si riescono a dire e cose che non si riesce. So solo di una mattina d&#8217;inverno con la tramontana fuori e il vento che entrava dentro. So dell&#8217;aria leggera che accarezzava le tue gambe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Proprio così è stato, un giorno di luna di inverno qualcuno ha voluto il tuo fiore.<br />
Ci sono cose che si riescono a dire e cose che non si riesce.<br />
So solo di una mattina d&#8217;inverno con la tramontana fuori e il vento che entrava dentro. So dell&#8217;aria leggera che accarezzava le tue gambe e sfiorava le tue mani. So dei tuoi capelli rimasti uguali e del tuo viso tornato innocente e piccolo come quello di un bambino.<br />
So del tempo che passa e del tempo che è passato e delle circonferenze che segnano il tronco di un albero e ne misurano gli anni. So tutto questo e perfino l&#8217;impossibilità di porvi rimedio con un gesto qualunque della mano.<br />
Ma so molto di più e quel di più, che tu ora mi dici, lo terrò con me.</p>
<p>Nota: al testo di Gianmaria Testa che dice &#8220;una mattina di luna di inverno tutta la piazza ha voluto il tuo fiore&#8221; e che parla della nascita di un bambino, ho dato un senso mio, non immediatamente evidente a chi legge e forse addirittura speculare al testo citato.</p>
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		<title>E Sul An Dia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa storia sì, la voglio raccontare. Strappo un foglio bianco dal mio blog notes e comincio. * * * Dice che ora brucia. Questa mattina ha visto un rivo di sangue uscire dal cuore, zampillava rosso, vorace e riempiva una pozza che sembrava l’alveo caldo di un lago. Ha smesso di sognare, si alza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Questa storia sì, la voglio raccontare. Strappo un foglio bianco dal mio blog notes e comincio.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p><img class="alignnone" title="winter tree" src="http://farm4.static.flickr.com/3171/3108594202_841ef4dcfc.jpg" alt="" width="441" height="500" /><br />
Dice che ora brucia. Questa mattina ha visto un rivo di sangue uscire dal cuore, zampillava rosso, vorace e riempiva una pozza che sembrava l’alveo caldo di un lago.</p>
<p>Ha smesso di sognare, si alza in piedi e comincia a pensare. Ricorda, guardando fuori dalla finestra. Ci sono scheletri d’albero fuori, senza foglie e senza colori, neanche quelli dell’autunno. Bastoni neri a forma di croci.</p>
<p>Come se qualcuno non ci fosse più, o non ci fosse mai stato.</p>
<p>Si sente un esule, appena se ne ricorda il sangue sale alla testa. Esule Esule Esule. E adesso prende tempo, apre il vocabolario e va a leggere l’etimologia. E-sule: ex solo, fuori, lontano, via dal (proprio) suolo. Un po’ come s-radicato. Un po’ come quegli scheletri d’albero che sono là fuori.</p>
<p>Ma questa cosa fa male solo quando ci pensa perché in questo luogo, nell’altrove, sta bene.</p>
<p>E torna fuori a guardare.</p>
<p>La nebbia bianca ha coperto tutto. Niente di niente, solo il silenzio. Come la notte prima di Natale.</p>
<p>Prima vedeva nulla perché aveva riposto la speranza in nulla. Era un inganno.</p>
<p>Ora guarda le radici che crescono ai suoi piedi. Le vede? Le vede. Le vede verdi, già scure. Lotta contro il buio che vedeva fuori, non dentro. Dentro è salvo. C’è luce. Respira.</p>
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		<title>Breve storia di una groviera</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[La groviera fantasma è fatta di buchi, piastrine, sanguinaccio Creata dal suo fattore si è disciolta in polvere e fatta pietra Poi ha dimenticato l&#8217;avvenire E una guancia rossa le è esplosa sul naso. Un giorno incontrò un fiume e gli disse: Buon fiume portami via che non ce la faccio più a respirare E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>La groviera fantasma è fatta di buchi, piastrine, sanguinaccio<br />
Creata dal suo fattore si è disciolta in polvere e fatta pietra<br />
Poi ha dimenticato l&#8217;avvenire<br />
E una guancia rossa le è esplosa sul naso.<br />
Un giorno incontrò un fiume e gli disse:<br />
Buon fiume portami via che non ce la faccio più a respirare<br />
E il buon fiume che aveva i baffi lunghi e un pò arricciati<br />
Se la mise in groppa e se la portò via.<br />
Nel mare fu felice di nuotare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza Titolo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>

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		<description><![CDATA[Cammino lungo una strada dritta, come tutti, Come tutti, sulle punte dei piedi per non fare rumore. Lasciando come sempre qualcosa sul sentiero Briciole di pane che sono la testimonianza di un passaggio Visibile a nessun altro paio di occhi Se non ai miei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p class="MsoNormal">Cammino lungo una strada dritta, come tutti,</p>
<p class="MsoNormal">Come tutti, sulle punte dei <span> </span>piedi per non fare rumore.</p>
<p class="MsoNormal">Lasciando come sempre qualcosa sul sentiero</p>
<p class="MsoNormal">Briciole di pane che sono <span> </span>la testimonianza di un passaggio</p>
<p class="MsoNormal">Visibile a nessun altro paio di occhi</p>
<p class="MsoNormal">Se non ai miei.</p>
]]></content:encoded>
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