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	<title>swd &#187; THOUGHTS</title>
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		<title>&#8220;Artù, tu e la terra siete uno.&#8221; Artù!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 13:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E&#8217; una frase che ha a che fare con l&#8217;idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l&#8217;orticaria.
La frase però può avere anche un altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E&#8217; una frase che ha a che fare con l&#8217;idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l&#8217;orticaria.<br />
La frase però può avere anche un altro senso, ben diverso e probabilmente più umano.</p>
<p>All&#8217;inizio infatti è solo luce, una luce che ricopre tutto, in-ondante. C&#8217;è tanta di quella luce che l&#8217;omuncolo (l&#8217;Uomo!) si sente piccolo e pensa di avere tutto il mondo davanti a sè, da scoprire. E ce l&#8217;ha, ignoto, maestoso, brillante e accecante.<br />
Poi l&#8217;omuncolo s&#8217;alza, in statura, e comincia a proiettare un&#8217;ombra su questo mondo, un&#8217;interpretazione. Insomma gli dà un senso, nel bene e nel male. L&#8217;ombra si allunga e lo spazio dell&#8217;ignoto si accorcia, fin quando l&#8217;ombra ricopre tutta la superficie del globo, uno il mondo, uno la sua interpretazione.<br />
Click, scatta, la pellicola è impressionata, la foto è fatta.</p>
<p><img class="alignnone" title="yes" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/bos.jpg" alt="" width="460" /></p>
<p>Poi la terra gira ancora, come il vento, la sua immagine decade, lui decade, non c&#8217;è più e magari qualcun altro, da qualche altra parte, presumo opposta, si troverà di nuovo con questo bagliore di luce negli occhi a scattare prima o poi la sua foto.</p>
<p>Ecco, Artù, Tu e la Terra siete? UNO.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;idea del doppio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>
		<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento.
Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno.
Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo.
Doppio il maschile e il femminile, e perfino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento.<br />
Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno.<br />
Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo.<br />
Doppio il maschile e il femminile, e perfino l&#8217;uno, quando è completo è doppio.<br />
Doppia è la strada e doppi ultimamente i post che scrivo.</p>
<p>A volte il doppio è ridondante, a volte implica una scelta, il doppio tende all&#8217;uno, il doppio appartiene, a volte, alla natura delle cose.<br />
Il doppio è una costante senza con questo voler dire doppiezza.<br />
Doppio è Narciso, che si sdoppia nella sua immagine riflessa. Ma è un doppio che non raddoppia, è un doppio sottrattivo in questo caso.</p>
<p>Il doppio me lo porto perfino dentro il giorno in cui sono nata, doppio il mese e doppio il giorno. Sono nata in un giorno raddoppiato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lezioni di Filosofia</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/lezioni-di-filosofia/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>
		<category><![CDATA[Essere e Tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Vattimo]]></category>
		<category><![CDATA[Matrin Heidegger]]></category>

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		<description><![CDATA[Vattimo racconta oggi qui il contenuto di Essere e Tempo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Vattimo racconta oggi <a href="http://giannivattimo.blogspot.com/2010/01/heidegger-essere-e-tempo.html">qui</a> il contenuto di Essere e Tempo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Summary (ovvero dell&#8217;insegnamento)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di link interessanti: un articolo e il rapporto NAGA 2009 sulla clandestinità. Non ho avuto ancora modo di leggerlo ma lo farò al più presto.
Che altro? Un’idea che mi è venuta ieri al corso. In questi giorni sto seguendo un corso per l’insegnamento della seconda lingua agli stranieri. E’ un corso per insegnanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Un paio di link interessanti: un <a href="http://www.imille.org/2009/11/comunque-clandestini/" target="_blank">articolo</a> e il <a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/documenti/CittadiniSenzaDiritti2009.pdf" target="_blank">rapporto NAGA 2009</a> sulla clandestinità. Non ho avuto ancora modo di leggerlo ma lo farò al più presto.</p>
<p>Che altro? Un’idea che mi è venuta ieri al corso. In questi giorni sto seguendo un corso per l’insegnamento della seconda lingua agli stranieri. E’ un corso per insegnanti e come spesso accade in questi casi il corso per insegnanti diventa anche corso sull’insegnamento. Con tutti i distinguo del caso, e con la precisazione, di fondo, che si tratta dell’insegnamento della seconda lingua.</p>
<p>Ieri parlavamo dell’ascolto. Cos’è l’ascolto e quanto serva. L’ascolto in senso stretto innanzitutto, quello che viene sottoposto agli studenti tramite nastri e materiale sonoro di varia natura. L’osservazione facile e immediata e anche diffusa è stata che spesso e volentieri l’ascolto di materiali confezionati apposta è piuttosto noioso e la possibilità di distrarsi è alta.</p>
<p>Proprio per questo l’insegnante dovrebbe metter in atto tutta una serie di strategie per stimolare l’attenzione e mantenere vivo l’interesse. Esistono varie tecniche a riguardo, penso ad una discussione preliminare del tema che verrà affrontato e una serie di altri accorgimenti da adottare prima e dopo l’ascolto. Ma l&#8217;insegnante soprattutto, questo ci sembrava importante, deve sollecitare l&#8217;attenzione, favorire l&#8217;interazione e stimolare in modo diverso la partecipazione di ciascuno.</p>
<p>Esiste però un secondo ordine di considerazioni che trascende il primo e ripropone le questioni appena toccate, l’insegnamento da un lato e l’ascolto dall’altro, ad un livello più alto.</p>
<p>E’ vero, l’ascolto può essere noioso. A volte è perfino difficile, perché vuol dire entrare in un ambito di riflessioni e questioni che in quel momento non sono i nostri. Però è anche vero che l’ascolto, questa cosa difficile, è anche l’unico modo che abbiamo per essere presenti al mondo, per comprenderlo e prendervi parte. Senza ascolto, se non ci sforzassimo di ascoltare, rimarremmo fuori da tutto ciò di cui si-parla, si-dice, si-discute. Dunque rimarremmo isolati.</p>
<p>E questo è  il primo punto. Viene il secondo.</p>
<p>L’insegnante e l’insegnamento. L’insegnante cosa fa se non vuole perdere il suo studente? Lo motiva all’ascolto come dicevamo prima, lo stimola, gli propone argomenti a lui magari vicini affinché, nel caso specifico, possa compiere meglio lo sforzo di imparare una lingua. L’insegnante è un facilitatore. Questa definizione è uscita già qualche volta a lezione.</p>
<p>Però è anche vero che forse l’insegnante può avere un compito più alto. Cioè quello di far passare l&#8217;idea che l&#8217;ascolto sia una modalità fondamentale del nostro essere persone e che dunque questa abilità debba necessariamente essere portata fuori dall&#8217;aula ed esercitata nei contesti più disparati. Diciamo che forse l&#8217;insegnante avrà raggiunto il suo scopo, e questo vale per ogni forma di insegnamento indipendentemente dal contenuto specifico della propria materia, quando sarà riuscito a trasmettere l&#8217;ascolto, che non è cosa diversa dalla predisposizione ad apprendere in contesti anche extra-scolastici, come modalità fondamentale del nostro modo di essere e vivere.</p>
<p>Quando avrà insegnato ad ascoltare.</p>
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		<title>&#8220;Il trascendentale è buffo&#8221;</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/il-trascendentale-e-buffo/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo: dialogo a parti ribaltate tra un vecchio saggio e un ragazzo. In realtà il vecchio non è poi così vecchio e il ragazzo non è poi così ragazzo. Rappresentano il primo l&#8217;esperienza e le conoscenze acquisite, il secondo la novità della domanda. Lo spunto è nato da una piacevole chiacchierata.
* * *
Se, dico se, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Sottotitolo</strong>: dialogo a parti ribaltate tra un vecchio saggio e un ragazzo. In realtà il vecchio non è poi così vecchio e il ragazzo non è poi così ragazzo. Rappresentano il primo l&#8217;esperienza e le conoscenze acquisite, il secondo la novità della domanda. Lo spunto è nato da una piacevole chiacchierata.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p>Se, dico se, ad un certo punto incontri qualcosa che urta con quello che finora hai sempre pensato o sei sempre stato, che fai? Se ad un certo punto uno sciame di mosche bianche, ad esempio, invade il tuo spazio visuale costringendoti a pensare che le mosche sono sì generalmente nere, ma possono essere anche bianche, tu che fai?</p>
<p>Se a un certo punto viene fuori qualcosa che ti urta e produce un certo straniamento, quasi a farti venire prurito sul braccio, tu che fai?</p>
<p>Abbandoni la tua idea finora assolutista e magari cominci a pensare che verità fattuali diverse sono plausibili e hanno sempre per principio diritto di cittadinanza, <em>popperianamente</em>.</p>
<p>Bene, ma questo l&#8217;ho sempre pensato! dice il vecchio saggio al giovane ragazzo.</p>
<p>Diciamo però che poi venga qualcuno a dirti, diciamo sempre il giovane ragazzo, che lui di quell&#8217;idea trascendentale lì (e dovrebbe spiegarmelo però perchè nel frattempo la definisce trascendentale), non sappia proprio cosa farsene, dico di quell&#8217;idea trascendentale lì, per cui il confronto e la ricerca comune portano sempre ad un accordo, per cui dai e dai esiste sempre un gemainsinn che è fondamento della scoperta del vero e perfino, proseguendo su questa strada, della bellezza, tu che faresti?</p>
<p>Direi che all&#8217;inzio, almeno inizialmente, vecchio saggio, cominceresti anche tu a sentire qualche prurito ; )</p>
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		<title>Cos&#8217;è la fatica?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 07:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presupposto della bellezza.
Di tutti i tipi e di tutte le forme. Sono dura a capirla e dunque la ribadisco a me stessa testa dura. E Dio, a creare il mondo, avrà fatto fatica? Forse lui no.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il presupposto della bellezza.</p>
<p>Di tutti i tipi e di tutte le forme. Sono dura a capirla e dunque la ribadisco a me stessa testa dura. E Dio, a creare il mondo, avrà fatto fatica? Forse lui no.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cos&#8217;è la consapevolezza?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 10:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse la lucidità con la quale si sta al mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Forse la lucidità con la quale si sta al mondo.</p>
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		<title>Pensieri vagabondi</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/pensieri-vagabondi/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 16:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[In fondo c&#8217;è sempre qualcosa da dire, qualcosa che pensiamo e per cui valga la pena scriverci su. Qualcosa di ovvio che emerge come un&#8217;increspatura di un liquido.
Penso a un pò di parole: arte, fotografia, letteratura, incontri, mostre, film. Ecco i film per esempio. Prima non ci facevo più di tanto caso, pensavo al regista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>In fondo c&#8217;è sempre qualcosa da dire, qualcosa che pensiamo e per cui valga la pena scriverci su. Qualcosa di ovvio che emerge come un&#8217;increspatura di un liquido.</p>
<p>Penso a un pò di parole: arte, fotografia, letteratura, incontri, mostre, film. Ecco i film per esempio. Prima non ci facevo più di tanto caso, pensavo al regista come quello che fa il mestiere più figo, ma cos&#8217;è un film non ce lo avevo ben chiaro.</p>
<p>Guardandone molti prima o poi ti sboccia la passione e capisci che girare un film è innanzitutto raccontare una storia, dare ad un racconto delle immagini&#8230;</p>
<p>Ecco le immagini, la visione e il vedere. Se ne parlava ieri sera al nuovo incontro dei carbonari, dicevo che al riflettere, alla riflessione-su, preferisco il fare.</p>
<p>Il vedere. Cosa ci vuole per vedere? A me il vedere mi sorprende. Penso al mio materasso giallo con i disegni degli aquiloni. Mi incanta.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top">Mi attraversa come un fascio di luce che prende come bersaglio il cuore ma poi passa tutto intorno. E devi farti attraversare, non opporre resistenza, prenderti il colpo tutto intero così come viene.</td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/91832415@N00/2038749488"><img style="border: 0pt none; margin: 3px 5px -3px;" title="nel profondo del blu" src="http://farm3.static.flickr.com/2137/2038749488_b075b2d2fa.jpg" border="0" alt="nel profondo del blu" hspace="5" width="394" height="346" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/88607481@N00/2089504883"> </a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sarà una tipologia di personalità la mia? Cioè, a questa attitudine è associato un tipo psicologico?</p>
<p>Quanto si lascia attraversare, colpire, dalla vita, una persona così?</p>
<p>So rimanere in piedi, poi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il paradosso del filosofo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 16:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Il paradosso del filosofo è questo: per strane vicissitudini della vita mi sono ritrovata a lavorare nell&#8217;IT essendo partita da una laurea cosiddetta umanistica, filosofia, e un master in Risorse Umane.
E tutto va bene. Però a volte, in qualche momento no, mi capita di pensare di insegnare. Già. Poi faccio due conti e mi dico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img src="http://www.sospherawebdesign.com/wordle.gif" title="Sosphera's Blog Wordle Image" alt="Sosphera's Blog Wordle Image"  width="460"/></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>paradosso del filosofo</strong> è questo: per strane vicissitudini della vita mi sono ritrovata a lavorare nell&#8217;IT essendo partita da una laurea cosiddetta umanistica, filosofia, e un master in Risorse Umane.</p>
<p>E tutto va bene. Però a volte, in qualche momento no, mi capita di pensare di insegnare. Già. Poi faccio due conti e mi dico, se è vero che come &#8220;filosofo&#8221; mi occupo di informatica, che senso può avere insegnare filosofia?</p>
<p>Che senso può avere, tradotto, mettere in circolazione altri filosofi che non utilizzeranno mai quello che hanno appreso curvi sui libri durante gli anni dell&#8217;università? Direi nessuno.</p>
<p>Se un giorno invece i filosofi fossero scelti per occuparsi di ciò che riguarda l&#8217;uomo, le persone, la società avrebbe senso insegnare filosofia.</p>
<p>Per il momento dunque non mi occupo di Risorse Umane e non vado a insegnare filosofia. Che bel circolo.<a href="http://wordle.net/gallery/wrdl/59976/Sosphera_Web_Design"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Le cose semplici e qualcosaltro</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/le-cose-semplici-e-qualcosaltro/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 22:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Una luce così, dopo il temporale, non l&#8217;avevo mai vista.  Mentre tornavamo a casa avevamo davanti la bellezza in una delle sue tante forme e non credevo che mi avrebbe atteso così, semplicemente, davanti agli occhi, tra l&#8217;azzurro nero delle nuvole cariche e ancora cariche e la città che non avrebbe potuto far altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Una luce così, dopo il temporale, non l&#8217;avevo mai vista.  Mentre tornavamo a casa avevamo davanti la bellezza in una delle sue tante forme e non credevo che mi avrebbe atteso così, semplicemente, davanti agli occhi, tra l&#8217;azzurro nero delle nuvole cariche e ancora cariche e la città che non avrebbe potuto far altro se non vedere, semplicemente vedere.</p>
<p>Siamo usciti da lì in quattro dopo un pò di vino, chiacchiere di sogni di viaggio e molto altro ancora che ora la mia parola non riesce ad arrivare. Così è passata questa serata, tra libri e persone antiche.</p>
<p>Poi aggiungo altro chè il tempo passa, i giorni passano, e io rischio di tralasciare. La scorsa settimana siamo stati ad una serata organizzata dalla <strong>fondazione CRT </strong>(i torinesi intendono) sul tema del precariato. Strano ma vero. L&#8217;uditorio era composto per lo più da ricercatori e borsisti della fondazione.</p>
<p>C&#8217;erano un pò di persone, il film di Massimo Coppola (Lavorare Tutti Lavorare Meno), <a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&amp;friendid=145193547" title="Massimo Coppola My Space" target="_blank">Massimo Coppola</a>, <a href="http://angelapadrone.blogspot.com/2008/05/torino-e-pioggia.html" title="Angela Padrone Post Page" target="_blank">Angela Padrone</a>, autrice del libro &#8220;Precari e Contenti&#8221; e altri, uno scrittore, conduttore della serata, e altri illustri personaggi. Una bella miscellanea. Penso che la miscellanea se ben amministrata sia il fondamento da cui nascono le cose migliori, ma questo è un altro argomento.</p>
<p>Il punto è questo riassumendolo brevemente. Il &#8220;trend&#8221; (le virgolette sono per Nanni Moretti :-) ) della serata anzi meglio della discussione, puntava a dire in qualche modo che &#8220;Signori miei qui bisogna rimboccarsi le maniche che la vita è dura&#8221; e giù con il bla bla bla del &#8220;nessuno vi regala niente&#8221;. E che bisogna essere creativi e inventarsi un pò la vita anche quando fuori è buio pesto. E fin qui li seguo volentieri.</p>
<p>Da qui però mi è sembrato il ragionamento facesse un salto. Perchè un conto è dire che ci si deve guadagnare quel che si vuole raggiungere, altro è dire che siccome non si è raggiunto quel che si è sognato (a proposito, &#8220;ma voi sognate?&#8221;) allora non si è lottato. Sono due cose diverse.</p>
<p>Uno degli ospiti è finito a fare il ricercatore in Inghliterra, a Londra per la precisione, per un motivo del tutto fortuito. (Il ricercatore è un laureato in lettere che, date le larghe vedute delle accademie inglesi, è passato senza difficoltà a studi psicoanalitici durante il dottorato, questo va sottolineato) .</p>
<p>Il fatto importante però è un altro. Il ricercatore in questione è finito a Londra dopo la laurea per tutt&#8217;altro motivo. Inseguiva un sogno. Si è preso un anno per poter suonare. Inseguendo un sogno si è trasferito a Londra e da lì fortuitamente è nato tutto il resto.  Forse, più che fortuitamente, bisognerebbe dire per il merito delle accademie inglesi (e suo ovviamente).</p>
<p>Il fatto è che se il sogno della musica non fosse mai arrivato a quel ragazzo probabilmente lui non sarebbe mai partito con tutto ciò che poi ne è conseguito dopo. Il che vuol dire che oltre alle capacità individuali esistono altri fattori, esterni e imponderabili, da cui dipende nel bene e nel male la persona che siamo e diventiamo.</p>
<p><strong><em>Penso dunque che si debba fare molta attenzione prima di riversare su chi è precario tutta la responsabilità della propria situazione rischiando per altro di mortificare le energie e l&#8217;inventiva di chi giorno per giorno si industria a costruirsi la vita.</em></strong></p>
<p>Prima di concludere mi piace ricordare  Massimo Coppola, che credo, fra gli altri, sia stato quello che ha affrontato con maggiore sensibilità il tema in questione. Questo al di là del film presentato.</p>
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