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	<title>swd &#187; THOUGHTS</title>
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		<title>Del maschile e del femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovei disegnarla questa cosa, immaginerei un omino stilizzato sopra la terra, il femminile sta, e lascia che la terra giri portando novità, il maschile gira intorno rincorrendo quello che ancora non ha. É la vecchia dialettica di Parmenide ed Eraclito, tra ció che sta perché, non tanto basta a se stesso, ma perché prende il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Dovei disegnarla questa cosa, immaginerei un omino stilizzato sopra la terra, il femminile sta, e lascia che la terra giri portando novità, il maschile gira intorno rincorrendo quello che ancora non ha. É la vecchia dialettica di Parmenide ed Eraclito, tra ció che sta perché, non tanto basta a se stesso, ma perché prende il mondo come varietà di per sé, e ció che si muove perché cerca ció che non ha, finché non trova. Ció che cerca é una casa, Ulisse.<br />
Il maschile é Ulisse, il femminile é casa, il maschile é il salmone che va dall&#8217;altro capo del mondo perché non trova, il femminile é il mare.<br />
Un&#8217;ultima cosa prima di concludere, forse quella che mi sta piú a cuore, definire il femminile come statico può apparire fuorviante ma penso non lo sia perché é il mondo nella sua alterità e varietà a darsi, non c&#8217;entra l&#8217;attesa (Penelope), non c&#8217;entra l&#8217; &#8220;appartamento&#8221; nel senso del vivere &#8220;a-parte&#8221; (ed é curioso a questo punto il significato della parola di uso comune a p p a r t a m e n t o), ma c&#8217;entra al contrario l&#8217;apertura, l&#8217;apertura al mondo in quanto tale e il mondo stesso nella pienezza della sua ricchezza. L&#8217;uno si dà all&#8217;altro e l&#8217;altro, nel suo essere-nel-mondo, esercita una, LA, scelta.</p>
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		<title>Altitudini</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 19:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>
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		<description><![CDATA[L’idea che la montagna abbia qualcosa in piú che non so definire. E siccome per un po&#8217; ci starò meno, ho la voglia di assaporarla tutta, millimetro cubo d&#8217;aria dopo millimetro, trattenerla da qualche parte, centellinarla fino in fondo finché morte, o vita, non ci separi. Goccia di sudore dopo goccia, respiro dopo respiro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L’idea che la montagna abbia qualcosa in piú che non so definire. E siccome per un po&#8217; ci starò meno, ho la voglia di assaporarla tutta, millimetro cubo d&#8217;aria dopo millimetro, trattenerla da qualche parte, centellinarla fino in fondo finché morte, o vita, non ci separi. Goccia di sudore dopo goccia, respiro dopo respiro.</p>
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		<title>Senso di colpa e potere</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 19:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente da dire su questo argomento, se non il fatto che appunto mi sembra un argomento. Quale é la relazione tra senso di colpa e potere? In che misura il potere può fondarsi sul senso di colpa e sul far-sentire-in-colpa? Il potere, nella misura in cui esiste e viene esercitato, si basa sulla assenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Niente da dire su questo argomento, se non il fatto che appunto mi sembra un argomento. Quale é la relazione tra senso di colpa e potere? In che misura il potere può fondarsi sul senso di colpa e sul far-sentire-in-colpa?<br />
Il potere, nella misura in cui esiste e viene esercitato, si basa sulla assenza di libertà da parte di chi si lascia sottomettere, e sentirsi in colpa o cedere a questo sentimento é certamente un modo per non sentirsi liberi.<br />
La domanda peró é che cosa induce a cedere alla colpa. In cambio di cosa dovrei rinunciare alla mia libertà e sentirmi in colpa? Magari per l&#8217;unica cosa, o almeno quella piú importante, per cui abbia senso vivere. Allora diciamo che da un lato ci potrebbe essere una richiesta d&#8217;amore, dall&#8217;altro una promessa falsa, una falsa promessa, che ammanta la sottomissione a sé attraverso il senso di colpa, o l&#8217;accettazione della colpa, come appunto promessa d&#8217;amore.</p>
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		<title>Interludio</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 10:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisognerebbe essere bravi ad abitare un luogo. Trovare casa da qualche parte, starci dentro, inventare un mondo possibile forzando la realtà in una direzione. Una storia da raccontare. Scrivere racconti o romanzi aiuta a vedere con gli occhi di un altro, entrare nel suo mondo, mettere se stessi da parte. E allora bisognerebbe pensare proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Bisognerebbe essere bravi ad abitare un luogo. Trovare casa da qualche parte, starci dentro, inventare un mondo possibile forzando la realtà in una direzione. Una storia da raccontare. Scrivere racconti o romanzi aiuta a vedere con gli occhi di un altro, entrare nel suo mondo, mettere se stessi da parte. E allora bisognerebbe pensare proprio quello che é piú distante da sé, perché di sé é piú difficile parlare, chi lo sa.<br />
Il sé traspare nel modo di guardare, come in tante altre occasioni. É capacità di raccontare, collegare parti, pezzi distinti.<br />
Scrivere é aspettare, non avere fretta di vedere fuori le cose. É capacità di scrematura, é come fare l’olio che non ho mai fatto. E in qualche modo deve essere prossimo al creare inteso come determinazione piú propria dell’essere umano.<br />
La voglia di creare che mi pervade e non so bene come indirizzare, estesa, non sublimata in parole. Dove la muovo questa forza? Come la esprimo? Ora che sono in viaggio verso un nuovo arrivo.<br />
Perché mi possa rimanere per sempre e non possa mai staccarmisi.<br />
Colori, luce, mosto prima che diventi vino.<br />
Cibo per l’anima, da alimentare ogni giorno che il giorno passa.<br />
In entrata e in uscita, questo é un altro principio basilare, l’osmosi degli elementi.<br />
E adesso mi fermo, se ne riparla un’altra volta.</p>
<p><em>Anzio, davanti ad un&#8217;aranciata san pellegrino alle grotte di Nerone o giú di lí.</em></p>
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		<title>De profundis</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/de-profundis/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 20:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Monferrato, Aramengo, provincia di Asti. Colline tutt&#8217;intorno, cielo sereno. A Milano ballottaggio per Pisapia, a Napoli per De Magistris. Nessuno dei due candidato del PD, entrambi specchio di una società civile che vuole rinascere. Dietro l&#8217;angolo la fine del Berlusconismo, forse. Io qui a rilassare muscoli, spalle e cervello, con la voglia di mare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Monferrato, Aramengo, provincia di Asti.</p>
<p>Colline tutt&#8217;intorno, cielo sereno. A Milano ballottaggio per Pisapia, a Napoli per De Magistris. Nessuno dei due candidato del PD, entrambi specchio di una società civile che vuole rinascere. Dietro l&#8217;angolo la fine del Berlusconismo, forse.</p>
<p>Io qui a rilassare muscoli, spalle e cervello, con la voglia di mare e l&#8217;idea stralunata dei cancelli di Ostia, che mi attirano come pochi. Amo le dune, amo le spiagge libere senza ombrelloni e senza pattíni con bagnino muscoloso al seguito. Amo la luce del mare, tutta la luce del mare e piú a sud é meglio é, e amo la luce del mare di Roma. E se l&#8217;acqua non é cosí pulita peggio per quelli che l&#8217;hanno sporcata.</p>
<p>La parola sovrastruttura é parola di derivazione marxista e indica ciò che é costruito sopra la struttura (economica) che costituisce le nostre società. Sotto i rapporti di forza, dettati dal Capitale, sopra, galleggiante e sua diretta emanazione, la sovrastruttura, la produzione culturale.</p>
<p>Il termine sovrastruttura ha assunto nel tempo anche il significato negativo di cosa costruita un po&#8217; artificialmente sopra qualcos&#8217;altro che invece é, accade, in questo modo perché diversamente non potrebbe essere. Il grezzo, il puro dato, la pura datità dell&#8217;essere contro l&#8217;artificioso e l&#8217;arzigogolato.</p>
<p>L&#8217;opposizione non é qui tanto tra essere e sua rappresentazione (perché in nessun modo é possibile uscire da una rappresentazione dell&#8217;essere per quanto ci si provi) ma tra essere e una rappresentazione cosí artefatta e posticcia dell&#8217;essere da risultare intollerabile nella sua essenza. </p>
<p>Se Bob Brezny oggi scrivesse il mio oroscopo direbbe che sto attraversando un momento in cui sono oltremodo nauseata da tutta questa apparenza sovrastrutturale che mi gira intorno. Gente che scambia l&#8217;apparire con l&#8217;essere e si uniforma senza neanche rendersene conto ad un sistema autoreferenziale che non ha altro centro che il proprio ombelico.</p>
<p>Mi viene in mente l&#8217;immagine di un mulino perverso che da un lato prende acqua pulita e dall&#8217;altro, dopo che le pale hanno girato, restituisce acqua sporca con detrimento per la collettività che in prossimità di quel mulino vive, la stessa che  quel mulino, portando acqua pulita, ha contribuito ad alimentare.</p>
<p>&#8220;Con me voi non l&#8217;avrete vinta mai&#8221; dice qualcuno, quanto a me continuerò mille volte a stare dalla parte di quelli che pensano con la propria testa, che non per forza hanno lauree altisonanti alle spalle e che se un giorno diventeranno grandi (scienziati, artisti, filosofi, registi, scrittori) conserveranno sempre dentro di sé un briciolo di umiltà e di meraviglia per le cose che hanno intorno.</p>
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		<title>Flying</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 13:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho buttato un libro nella spazzatura. Per la verità lo ho buttato più di un anno fa, quasi due. Un libro verde, in un cassonetto grigio. Il verde é lo stesso colore degli alberi, delle foglie. Che stupida che sono stata. Il cassonetto invece era vuoto e non c&#8217;era altra fine che quel libro potesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ho buttato un libro nella spazzatura. Per la verità lo ho buttato più di un anno fa, quasi due. Un libro verde, in un cassonetto grigio. Il verde é lo stesso colore degli alberi, delle foglie. Che stupida che sono stata. Il cassonetto invece era vuoto e non c&#8217;era altra fine che quel libro potesse fare, davvero no.<br />
Ora invece ho una borsa rossa, una moleskine rossa, una tazza del caffè perfino rossa. E questo é tutto quel che si potesse dire o fare.</p>
<p>Saluti da New York.<br />
Silvia </p>
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		<title>La donna guarpe dell&#8217;Aconcagua.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 14:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>
		<category><![CDATA[Guarpe]]></category>
		<category><![CDATA[Terra Madre 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppe volte ho sentito dire dagli antropologi che le culture &#8220;altre&#8221; rispetto alla nostra non sono inferiori ma &#8220;diverse&#8221;, senza che questo comporti un giudizio di superiorità o inferiorità verso alcuno. Penso in particolare alle culture indigene. L&#8217;ho sentito così tante volte, e anche verosimilmente da un punto di vista astratto, che questo giudizio l&#8217;ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Troppe volte ho sentito dire dagli antropologi che le culture &#8220;altre&#8221; rispetto alla nostra non sono inferiori ma &#8220;diverse&#8221;, senza che questo comporti un giudizio di superiorità o inferiorità verso alcuno. Penso in particolare alle culture indigene.<br />
L&#8217;ho sentito così tante volte, e anche verosimilmente da un punto di vista astratto, che questo giudizio l&#8217;ho fatto mio senza capire granchè di quello che volesse dire. O capendolo, certo, ma non fino in fondo. Mi sembrava, lo ammetto, più che altro un giudizio di cortesia, un modo <em>politically correct</em> per approcciare culture meno sviluppate ed evolute della nostra.</p>
<p>La sorpresa è stata capire che non è così e sentire parlare una donna guarpe che vive insieme al suo popolo in prossimità della vetta più alta non soltanto dell&#8217;America meridionale, ma di tutto l&#8217;emisfero sud del globo. </p>
<p>E&#8217; stata ascoltare parole più sagge delle nostre e più belle delle nostre, che rimandano alla dimensione più profonda dell&#8217;essere umano, al contatto con la terra e con quella cosa grande e potente che si chiama NATURA. Sono state parole che noi occidentali capiamo benissimo, perchè parlano direttamente a noi come UOMINI, ma che semplicemente abbiamo abbandonato perchè non sono più nostre.</p>
<p>Insomma da qualche parte nel mondo vive qualcuno che sa molto meglio di noi cosa siamo, ed è venuto qui, anche, a dircelo. E a me è sembrata una cosa davvero stratosferica senza avere nessuna paura di abusare in qualche modo dell&#8217; aggettivo. Avreste, credo, semplicemente dovuto sentirla. </p>
<p><img alt="" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/guarpe.jpg" title="Donna guarpe dellAconcagua" class="alignnone" width="400" /></p>
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		<title>&#8220;Artù, tu e la terra siete uno.&#8221; Artù!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 13:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E&#8217; una frase che ha a che fare con l&#8217;idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l&#8217;orticaria. La frase però può avere anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Questo Excalibur, e il segreto del Graal. Se tu ci sei la terra vive, se tu non ci sei va tutto a scatafascio, così almeno suona nel film. E&#8217; una frase che ha a che fare con l&#8217;idea di leadership, e già a pronunciarla, questa parola, mi viene l&#8217;orticaria.<br />
La frase però può avere anche un altro senso, ben diverso e probabilmente più umano.</p>
<p>All&#8217;inizio infatti è solo luce, una luce che ricopre tutto, in-ondante. C&#8217;è tanta di quella luce che l&#8217;omuncolo (l&#8217;Uomo!) si sente piccolo e pensa di avere tutto il mondo davanti a sè, da scoprire. E ce l&#8217;ha, ignoto, maestoso, brillante e accecante.<br />
Poi l&#8217;omuncolo s&#8217;alza, in statura, e comincia a proiettare un&#8217;ombra su questo mondo, un&#8217;interpretazione. Insomma gli dà un senso, nel bene e nel male. L&#8217;ombra si allunga e lo spazio dell&#8217;ignoto si accorcia, fin quando l&#8217;ombra ricopre tutta la superficie del globo, uno il mondo, uno la sua interpretazione.<br />
Click, scatta, la pellicola è impressionata, la foto è fatta.</p>
<p><img class="alignnone" title="yes" src="http://www.sospherawebdesign.com/img/bos.jpg" alt="" width="460" /></p>
<p>Poi la terra gira ancora, come il vento, la sua immagine decade, lui decade, non c&#8217;è più e magari qualcun altro, da qualche altra parte, presumo opposta, si troverà di nuovo con questo bagliore di luce negli occhi a scattare prima o poi la sua foto.</p>
<p>Ecco, Artù, Tu e la Terra siete? UNO.</p>
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		<title>L&#8217;idea del doppio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[POETI-CANTI]]></category>
		<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento. Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno. Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo. Doppio il maschile e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sono due libri comprati doppi, uno per me e uno per A nella stessa circostanza e nello stesso momento.<br />
Sono due compleanni che da sempre avvengono nello stesso giorno.<br />
Sono di nuovo due libri, comprati uguali, in due momenti diversi del tempo senza che il secondo avesse memoria del primo.<br />
Doppio il maschile e il femminile, e perfino l&#8217;uno, quando è completo è doppio.<br />
Doppia è la strada e doppi ultimamente i post che scrivo.</p>
<p>A volte il doppio è ridondante, a volte implica una scelta, il doppio tende all&#8217;uno, il doppio appartiene, a volte, alla natura delle cose.<br />
Il doppio è una costante senza con questo voler dire doppiezza.<br />
Doppio è Narciso, che si sdoppia nella sua immagine riflessa. Ma è un doppio che non raddoppia, è un doppio sottrattivo in questo caso.</p>
<p>Il doppio me lo porto perfino dentro il giorno in cui sono nata, doppio il mese e doppio il giorno. Sono nata in un giorno raddoppiato.</p>
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		<title>Lezioni di Filosofia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[THOUGHTS]]></category>
		<category><![CDATA[Essere e Tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Vattimo]]></category>
		<category><![CDATA[Matrin Heidegger]]></category>

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		<description><![CDATA[Vattimo racconta oggi qui il contenuto di Essere e Tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Vattimo racconta oggi <a href="http://giannivattimo.blogspot.com/2010/01/heidegger-essere-e-tempo.html">qui</a> il contenuto di Essere e Tempo.</p>
]]></content:encoded>
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