Accanto alle prestazioni lavorative obbligatorie, ai canoni in denaro o in natura, [...] essi erano di volta in volta gravati da tasse sui pedaggi stradali, sull’uso di ponti o di porti fluviali, ed erano tenuti a fornire ospitalità gratuita su richiesta al signore o ai suoi inviati e soldati, a servirsi forzosamente a pagamento di mulini, forni e altre strutture e servizi di proprietà esclusiva del signore (che esigeva pure somme per l’uso dei pascoli, boschi, acque e incassava le multe comminate ai colpevoli di reati che lui stesso aveva giudicato), a versare imposte quali il fodro (all’inizio destinato al mantenimento dell’esercito regio e poi divenuto contributo fisso) o la taglia (pagamento dovuto da un’intera comunità per la protezione ad essa accordata dal signore).
(G. Azara, La Civiltà del Medioevo, Il Mulino 2004)
