Oggi guardavo i passanti, mi sembrava di riconoscerli, e qualcuno l’ho riconosciuto veramente. Quante persone capita di incontrare, girovagando in vespa o in bici, se solo si fa un pò di attenzione. Sotto i portici, lungo la strada, davanti al fiume.
Il fiume esonda, l’ho visto stamattina, i murazzi straripanti e chiusi. E la spiaggetta che si forma. I detriti che il fiume porta con sè e lascia dove capita, pure sulle sponde. Sabbietta, di un fiume livido dello stesso colore del cielo.
Me ne vado. Dicono che in Francia c’è il nubifragio (il NUMI Fragio!) e che momento perggiore per andare non potevo scegliere.
Me ne vado per un pò, tolta l’incombenza di questo esame torinese questa mattina – che mi ha riservato uno stitico 29 – e abbondantemente oltrepassato il guado del tirocinio per l’insegnamento dell’italiano a stranieri.
Francia ora, Roma la settimana prossima e poi il 19 Luglio la chiusura dell’anno con l’esame Ditals. Intanto piove, che non sembra estate.
(scritto ieri, pubblicato oggi)
Fest[e] di fine corso in Asai :)
