Del maschile e del femminile

by Silvia on November 3, 2011

Dovei disegnarla questa cosa, immaginerei un omino stilizzato sopra la terra, il femminile sta, e lascia che la terra giri portando novità, il maschile gira intorno rincorrendo quello che ancora non ha. É la vecchia dialettica di Parmenide ed Eraclito, tra ció che sta perché, non tanto basta a se stesso, ma perché prende il mondo come varietà di per sé, e ció che si muove perché cerca ció che non ha, finché non trova. Ció che cerca é una casa, Ulisse.
Il maschile é Ulisse, il femminile é casa, il maschile é il salmone che va dall’altro capo del mondo perché non trova, il femminile é il mare.
Un’ultima cosa prima di concludere, forse quella che mi sta piú a cuore, definire il femminile come statico può apparire fuorviante ma penso non lo sia perché é il mondo nella sua alterità e varietà a darsi, non c’entra l’attesa (Penelope), non c’entra l’ “appartamento” nel senso del vivere “a-parte” (ed é curioso a questo punto il significato della parola di uso comune a p p a r t a m e n t o), ma c’entra al contrario l’apertura, l’apertura al mondo in quanto tale e il mondo stesso nella pienezza della sua ricchezza. L’uno si dà all’altro e l’altro, nel suo essere-nel-mondo, esercita una, LA, scelta.

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