Di Isaia,
il sorriso, gli occhi grandi, le braccia lunghe che sembrano i rami di un albero. I piedi strani, il corpo che si incastra, gli occhiali da sole, la 127 in fondo al mare, le crostatine di Piazza Oderico da pordenone alla garbatella. Il treno dell’etna. Il gianicolo, il pianto, le copertine dei cd dei cure. I fori e la tua mano sul marmo che sembrava quella di un marziano. Mia nonna che “ogni lasciata è persa”. L’irlanda. Torino. Le tue braccia lunghe che sembrano quelle di un albero, di nuovo. I tuoi capelli, curled hair. La punta del mio naso fredda, le coperte colorate, la mostra di Klimt, Kokoshka e Shiele. Il Gweurtztraminer, la tua poesia, i tuoi disegni e la mia chiave, Fatima, Jane, Londra, Malta eccetera eccetera eccetera.