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	<title>Comments on: E Sul An Dia</title>
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		<title>By: <img class="identicon" src="http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=3ce602878e1a399d57a54ec044b05a57&#38;size=40&#38;default=http://www.sospherawebdesign.com/wp-content/plugins/wp-identicon/identicon/5e1972198a3f930.png" alt="anonimus Identicon Icon" height="40" width="40" /> anonimus</title>
		<link>http://www.sospherawebdesign.com/esulandia/comment-page-1/#comment-1480</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:26:23 +0000</pubDate>
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		<description>Si staccano così le foglie, i capelli, le gocce, le pagine.
Me ne andai di casa nell&#039;anno 1968, mio diciottesimo, dopo un&#039;infanzia smaltita come una quarantena.
Scelsi il treno, l&#039;orario, non mi affidai al caso di un passaggio: volevo governare la partenza. Presi posto al finestrino e restai fisso a guardare fuori la processione del mio addio. Mentre mi staccavo, la città mi finiva sottopelle come quegli ami da pesca che, entrati dalle ferite, viaggiano nel corpo, inestirpabili.
Nel chiasso delle molte porte sbattute, la mia la chiusi piano. Mio padre piangeva con singhiozzi regolari il cui ritmo, conficcato a chiodo nelle orecchie, ho ripetuto sul cantiere quando, battendo col martello sullo scalpello, mi è rintoccato tra le mani.
Mi lasciò andare senza una bestemmia.
I suoi resti stanno in collina vicino a una ferrovia locale, con vista sopra il lago.
Se il verbo tornare ha per me un senso e un indirizzo, se anche io ho un posto dove tornare, è quella collina. Tornare per me è un verbo di bisbigli, non di geografia.

Erri de Luca, Napòlide</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si staccano così le foglie, i capelli, le gocce, le pagine.<br />
Me ne andai di casa nell&#8217;anno 1968, mio diciottesimo, dopo un&#8217;infanzia smaltita come una quarantena.<br />
Scelsi il treno, l&#8217;orario, non mi affidai al caso di un passaggio: volevo governare la partenza. Presi posto al finestrino e restai fisso a guardare fuori la processione del mio addio. Mentre mi staccavo, la città mi finiva sottopelle come quegli ami da pesca che, entrati dalle ferite, viaggiano nel corpo, inestirpabili.<br />
Nel chiasso delle molte porte sbattute, la mia la chiusi piano. Mio padre piangeva con singhiozzi regolari il cui ritmo, conficcato a chiodo nelle orecchie, ho ripetuto sul cantiere quando, battendo col martello sullo scalpello, mi è rintoccato tra le mani.<br />
Mi lasciò andare senza una bestemmia.<br />
I suoi resti stanno in collina vicino a una ferrovia locale, con vista sopra il lago.<br />
Se il verbo tornare ha per me un senso e un indirizzo, se anche io ho un posto dove tornare, è quella collina. Tornare per me è un verbo di bisbigli, non di geografia.</p>
<p>Erri de Luca, Napòlide</p>
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