Il pescatore fotografo

by Silvia on November 17, 2009

Mattina libera, di mare. Di mare battuto dal vento, un pò selvaggio e un pò selvatico come è quello di Tsl. Con la macchina fototgrafica al collo, quella buona, “di mammina”. Che vuol dire analogica, Nikon, con pellicola sopraffina dentro. Il mare pulito, come il cielo, e la sabbia con le increscapture che si formano quando non ci passa nessuno e nessuna cosa sopra.

Pezzetti di mare sparsi sulla sabbia, una conchiglia nascosta dalla sabbia e bagnata dal sole riflesso. Altri pezzi di mare sparsi, detriti di plastica e rigagnoli curvi d’acqua che riversano il loro corso in mare.

E i pescatori. Due pescatori con le canne piantate nella sabbia a 100 mt l’uno dall’altro. Entrambi si divertono a parlare con me di fotografia. Entrambi con un magazzino pieno di macchine fotografiche da qualche parte. Uno ha lavorato in Sicilia come fotografo, sulle autostrade, fotografava dall’elicottero e stampava di notte senza dormire. Ha una Rolley che non vende a nessuno. L’altro ha un sorriso largo e solare stampato sul viso. Mi parla del suo magazzino, vero, di materiale fotografico pregiato, che ormai gestisce il fratello perché lui è in pensione e ci scambiamo gli indirizzi.

Mi domando che senso abbia scrivere tutto questo, non lo so. Loro due si sono lasciati fotografare. Quasi contenti. Senza sapere niente l’uno dell’altro.

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