lascio precipitare gli ingordi nel parafulmine del desiderio
lascio cantare le gatte sul palcoscenico del varietà
lascio morire l’amico nell’oblio affollato dal nulla
lascio suonare il piffero a colui che indomito batte le ali
lascio intonare il canto del tramonto a chi ancora ha un filo di voce
lascio sbattere il maestrale di notte contro le persiane chiuse
lascio cantare l’usignolo sulla porta di casa
lascio sognare il colombo
lascio filtrare la luce attraverso le fessure della pietra
lascio il vento fare il suo giro.
il vento fa il suo giro
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