Sosphera Web Design, Creatività e bellezza dentro una visione etica del mondo

Gaber

September 3rd, 2008 by Silvia Prosperi

Non so perché Gaber si tingesse i capelli, né perché avesse spesso la giacca e la cravatta, me lo sono chiesto spesso, come una bambina, a volte quasi con diffidenza.  Come se per il fatto che si tingesse i capelli gli venisse a mancare un pezzo di autenticità.

E invece è bello proprio così com’è, con le sue smorfie e il suo gesticolare nell’aria. Mi piace pensare che la sua camicia, il suo modo di presentarsi, riflettesse nient’altro che la sua indole più profonda. Cristallino, se questa parola non desse l’impressione di corrompere quella dimensione informe e sfrangiata della sua essenza. Libera.

[…] Tutti, tutti, tutti dovete riconsegnare l’anima! Siete pronti? Siete in grado? Non è mica gratuito crepare. Bisogna presentare alla vecchia bagascia un bel resoconto tutto ricamato di storie. Ci vuole il bilancio, il bilancio. È esigente, l’ultimo respiro!

La versione integrale la trovate qui.


inTopPi

September 3rd, 2008 by Silvia Prosperi

Questa parola ognuno può vederla come vuole, ci si può vedere il Top, dei Topi, ricordare Topolino.

Io la vedo come due gambe che corrono, due ginocchia, la p piccola e la P grande. E poi la parola intoppi nella sua interezza. Quindi due gambe che corrono e che trovano degli intoppi. Degli ostacoli per restare nella metafora.

Ed è normale che ci siano degli ostacoli perchè a volte è il bello del correre, però gli intoppi sono una cosa diversa.

La parola intoppi mi sta bene anche perchè si porta dietro l’idea dell’abbonzanza, OP, come una pancia gonfia. I miei intoppi sono intoppi al plurale, trOPpi.

Come è facile giocare con le parole, e come la fantasia fa parte dell’animo umano.

Un giorno o l’altro mi stuferò di tutti questi inTopPi, ci sarà un bello scOPpio e manderò a quel paese  tutte queste scatole buie prive di fantasia.

Che strano, questa volta guardando le doppie Pp dello scoppio, che fa pensare anche all’oPPio, ma qui mi svio, le vedo in discesa.


A destinatari ignoti

August 29th, 2008 by Silvia Prosperi

Immaginare a chi rivolga queste parole non è semplice, anzi per lo più è impossibile. Direi che siano rivolte a destinatari ignoti.

Però una cosa mi rimane di dire citando qualcuno molto più grande di me. Sono parole rivolte  al potere e ai soci vitalizi del potere, con buona pace di FG che ha scritto questa canzone.

 

Nostra Signora dell’Ipocrisia

Alla fine della baldoria c’era nell’ aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un’ ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: “Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!”
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell’ Ipocrisia
perchè una mano lavasse l’ altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po’ pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato
dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del ” chi ha dato ha dato ”
ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto,
amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto
e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno:
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni…

Così domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa,
quel lungo mese della quaresima, rise la iena, ululò la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni,
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex-leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l’ usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre là, in basso!
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare…

(Parnassius Guccini)


a c q u a r i o

August 28th, 2008 by Silvia Prosperi

Quando sostengo che l’oroscopo di internazionale non sia poi così campato in aria, non ho poi tutti i torti….


Acquario (20 gennaio - 18 febbraio)

Gli esseri umani non hanno bisogno solo di cibo, aria, sonno e amore, ma anche di storie. La mente e l’immaginazione umana non sopravvivrebbero senza essere stimolate da un flusso narrativo. E, come c’è differenza tra un’insalata e una barretta di cioccolato, anche il valore nutritivo delle storie varia notevolmente. Ingozzarti delle avventure di Hugh Hefner e delle sue fidanzatine nella serie televisiva Le ragazze di Playboy potrebbe rovinare la tua intelligenza, mentre leggere il romanzo di Tom Robbins Profumo di Jitterbug potrebbe favorire la tua igiene mentale e affinare la tua percezione. È importante che te ne ricordi in questo momento: ho l’impressione che tu sia affamato di storie belle, edificanti e affascinanti.


Est

August 18th, 2008 by Silvia Prosperi

Insomma, qui il luogo dell’adolescenza, passo e chiudo. Qualche amicizia andata a male, e il tuo stupore perchè quando qualcuno mi è venuto a bussare ha trovato la porta sbarrata. “Non si direbbe che si possa perderti.” E invece, come è difficile entrare è facile uscire. [cito da qui]

E’ come essere sul bordo di una piscina e avere paura di lanciarsi soltanto perché qualcuno non ci ha dato il permesso. Mentre l’acqua è là fresca, rugosa e increspata che sembra una bellezza.

Così a me non rimane che far questo, guardare in quello spazio di mondo infinito che rimane e sguazzarci dentro finquando la strada, il percorso non saranno tracciati chiaramente davanti al mio sguardo. Dimentica di tutto.

Così è, si parte al mattino con il sole alle spalle.


Un assaggio di Corsica

August 18th, 2008 by Silvia Prosperi

Tornando a casa ho pensato che per la Corsica il rapporto tra la terra e i suoi abitanti sia sbilanciato a favore della prima. La terra perssochè intatta ospita i suoi abitanti detenendo su questi l’identità maggiore.

Così i corsi, prima ancora che figurare per la loro identità di popolo, appaiono come gli abitanti di questa terra.

Sotto le foto di un viaggio fantastico fatto di montagna lungo il GR20 fino a Vizzavona, di mare lungo la costa sudoccidentale a bordo di un  motorino sbilenco, di persone e di città (Calvi, Porto Vecchio, Bastia che ricorda così tanto Genova con le case diroccate i carrugi e il porto, uno dei pochi in Corsica da cui partano pescherecci).

Una bella esperienza dove io e Walter abbiamo fatto squadra come non mai e siamo arrivati in fondo senza sbagliare neanche un colpo.

E’ stato bello.

Uno dei ricordi più vivi, saltando il GR20 che meriterebbe un post e molto di più a sé, anche perché lì la natura basta a se stessa e la voglia di scrivere almeno fin quando ci si sta dentro  passa, è stato passare lungo il muro alto che separa il porto dove ormeggiano lor signori con le barche mozzafiato, dal mare aperto.

Ci si passa sopra volendo, come ad una muraglia, così che ci si può guardare sotto, da un lato e dall’altro. Così, mentre da un lato vedevamo gli yachts, dall’altro, separati dal muro, ed esposti al vento del mare aperto, un uomo e una donna buttati uno sull’altra. Con i capelli bianchi e probabilmente sporchi da tempo.

Si vedevano soltanto un corpo sull’altro e una mano che arrivava fin dentro i pantaloni di lei scoprendone la pancia.

Così.

Per contro dall’altro lato, gli schiamazzi di lor signori intenti a lustrare le barche sul far della sera.

Parlo del porto di Bastia non lo ho detto, quello racchiuso da due fari a formare un semicerchio con la bocca aperta verso il mare.

Ecco le foto.

al carrozzu

Dal Carrozzu (GR20)

gr20 tree

Arrivando ad Ascu Stagnu (GR20)

gr20 tree

Sul Col Perdù (GR20)

gr20 tree

Dalle parti del Lac de Ninu (GR20)

gr20 tree

Sul Col Perdù (GR20)

—  Dal Ciottulu di i Mori (GR20)

Su Flickr il resto.


Chiosa ad Elettra

August 18th, 2008 by Silvia Prosperi

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? -  chiede il Kublai Kan.

- Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea d’arco che esse formano.

Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: - Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.

Marco Polo risponde: - Senza pietre non c’è arco.

Calvino, Le città invisibili.


Elettra

July 24th, 2008 by Silvia Prosperi

Mirafiori è come una città invisibile di Calvino, dal 4 piano, rivolto ad Ovest, si vede tutto lo stabilimento.

Strani fabbricati senza fumo lasciano intravvedere la fisionomia di una città possibile: ELETTRA.

Elettra è il luogo delle forme liquide dove pinnacoli di argento, ferro ed alluminio protendono verso il cielo.

Sono i suoi colori che colpiscono, intensi, come il giallo acceso ed il celeste.

Sono forme che non possono essere definite se non attraverso lo zig-zag elettrico che le pervade costituendone la linfa.

Ma come è longitudinale e mobile l’Elettra che tende verso l’alto, così è massiccia e definita l’Elettra che tende verso il basso. Qui dominano lo spessore, la resistenza, la risolutezza e la pervicacia.

L’Elettra che si distende all’orizzonte non penetra nel sottosuolo, infiltrandosi, ma sta radente, come un blocco di marmo su se stesso.

Le due Elettra convivono, come il giorno e la notte, il cobalto ed il petrolio, nero, non liquido, ‘fermo’.

E c’è un ponte che le unisce facendo da cordone tra le due.

Sospiri, spifferi, correnti d’aria feconde, sussulti, scossoni, turbolenze impensabili, strattoni, distonie, gorghi, rimanenze di suppellettili presenti e future, ne sono la materia prima.

Così l’Elettra intera non ha nulla da temere se non la quiete immobile della sua pancia.


Finalmente

July 21st, 2008 by Silvia Prosperi

Per la prima volta, dopo anni di perorazioni casalinghe, di attese e di sogni notturni in cui immaginavo di tirare fuori dal garage una vespetta sgargiante chiedendomi come funzionassero le marce, osservando il freno a pedale (che ora non esiste più) e muovendo poi nella notte alla volta di amici immaginari, per la prima volta dicevo, sono arrivata a lavoro a bordo di una fantastica vespetta bianca con un casco rosso fumante, l’aria fresca della mattina, le montagne lontane e perfino un quarto d’ora di anticipo sull’orario di ingresso!!!

ps. in questo istante sto pensando che questo blog sia come una macchina fotografica, ogni post è come la fotografia di uno stato d’animo preciso, che cerco di cogliere nella sua istantaneità e poi di trasformare in parole. Che strano.


Promemoria di un viaggio. Preparando il GR20

July 14th, 2008 by Silvia Prosperi


Si dice che il GR20 sia il percorso di Trekking più lungo e anche più bello d’Europa, oltre 150 Km attraverso l’entroterra corso partendo da Nord Ovest e arrivando a Sud Est. Il giro termina a Conca, in una spiaggia che dicono sia bellssima.  Io e Walter abbiamo deciso di provarci.

Di seguito le tappe, servono a noi come promemoria. Per queste cose di solito si usa un Wiki, che consente oltre di condividere anche di modificare, ma credo a questo punto, avendo ormai definito quasi tutto, possa andare bene lo stesso.

Una delle cose che mi piace fare per ogni viaggio è girare con la mia moleskine o il mio quaderno e scrivere. Si viaggia fuori e si viaggia anche dentro. Chissà cosa uscirà fuori questa volta. Intanto il promemoria delle tappe.


Me



Le nostre tappe

- Giovedì 31 Luglio, Savona, Hotel Mirò (prenotato)

- Venerdì 01 Agosto, Calvi, Corsica, Relais International de la Jeunesse, la vista da lì dicono sia fantastica. (da prenotare) Spero di fare il primo bagno.

- Sabato 02 Agosto, pranzo al Auberge de la Foret (Bonifatu), due ore di cammino, arrivo al RIFUGIO DE CARRUZZU (1270 mt). Inizio del GR20.

- Domenica 03 Agosto, 6 Km, destinazione Chalet Aut Asco (1422 mt.) (prenotato).

- Lunedì 04 Agosto, 7 Km, destinazione BERGERIES DE BALLONE (1440 mt.) Si passa attraverso il Circe de la Solitude, il pezzo forte del GR20 (impegnativo)

- Martedì 05 Agosto, 13 Km, destinazione Castel di Verghio (1404 mt.) (prenotato).

- Mercoledì 06 Agosto, 14 Km, destinazione Refuge de Mangano (1601 mt.)

- Giovedì 07 Agosto, 10 Km destinazione Refuge de Petra Piana (1842 mt.)

- Venerdì 08 Agosto, 10 km Refuge de l’Onda (1430 mt.) (impegnativo)

- Sabato 09 Agosto, 10 km, Vizzavona (910 mt.), a metà strada dalla fine, Hotel I Laricci (prenotato).

- Domenica 10 Agosto, 13 Km, destinazione Bergereis de Capannelle (1586 mt.),  Gite U Fugone (prenotato)

- Lunedì 11 Agosto, 16 Km, destinazione Refuge De Prati (1820 mt.)

- Martedì 12 Agosto, 9.5 Km, destinazione Refuge d’Usciolu (1750 mt.) (impegnativo)

- Mercoledì 13 Agosto, 14,5 Km, destinazione Refuge de Asinau (1530 mt.)

- Giovedì 14 Agosto, 13 Km, destinazione Refuge de Palliri (1055 mt.)

- Venerdì 15 Agosto, 12 Km, CONCA (252 mt.), la fine del GR20, La Tonnelle (prenotato)

- Sabato 16 Agosto, BASTIA, Hotel Bonaparte (prenotato). Sfioriamo PORTO VECCHIO, forse non riusciremo a fermarci per mancanza di tempo. Sarebbe bello scattare qualche foto.

- Domenica 17 Agosto, ritorno a Torino.

 


Questo post è per me

July 9th, 2008 by Silvia Prosperi

Mi sono avvicinata troppo al “fuoco” e come al solito il fuoco brucia.

Per poco non ho perso la strada confondendomi.

Qualcuno sta ostacolandomi prendendomi per quello che non sono.

Trovo assurdo che questo accada dopo infiniti anni ma la nemesi a volte non ha mai fine e  neanche la stupidità umana.

E invece venerdì ho nuotato con il delfino padre dove l’acqua era limpida e il mare profondo.

E’ bene che torni a far foto, e a parlare di cose più sensate.

Prima però voglio accodare qualche buona notizia, l’arrivo della vespetta bianca nuova di zecca, l’ok di un amico per il prossimo venerdì, e un pranzo oggi che mi ha chiarito le idee su alcune cose rimaste nel cassetto.


Il paradosso del filosofo

July 2nd, 2008 by Silvia Prosperi

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Il paradosso del filosofo è questo: per strane vicissitudini della vita mi sono ritrovata a lavorare nell’IT essendo partita da una laurea cosiddetta umanistica, filosofia, e un master in Risorse Umane.

E tutto va bene. Però a volte, in qualche momento no, mi capita di pensare di insegnare. Già. Poi faccio due conti e mi dico, se è vero che come “filosofo” mi occupo di informatica, che senso può avere insegnare filosofia?

Che senso può avere, tradotto, mettere in circolazione altri filosofi che non utilizzeranno mai quello che hanno appreso curvi sui libri durante gli anni dell’università? Direi nessuno.

Se un giorno invece i filosofi fossero scelti per occuparsi di ciò che riguarda l’uomo, le persone, la società avrebbe senso insegnare filosofia.

Per il momento dunque non mi occupo di Risorse Umane e non vado a insegnare filosofia. Che bel circolo.

filosofia

“Bincibankei, Sommamatteole e Piondese.

Poi c’è anche Padova.”

June 30th, 2008 by Silvia Prosperi

Piondese per la precisione ha i capelli a onda, neri come quelli di Nicoletta Orsomando.

Ad ogni modo lo sapevo che c’erano, e infatti li ho incontrati.

Secondo le previsioni, Padova è quello più sfigato e un pò antipatico.

Bincibankei e Sommamatteole sono i migliori.

Questo è tutto. E buon inizio di settimana.


Laghi di Unghiasse (2494 mt. e 2468 mt.)

June 24th, 2008 by Silvia Prosperi

1270 mt. di dislivello, 4 ore di salita, 3 di discesa.

Il primo lago a 2484, quasi interamente disgelato, poi il Colle della Crocetta (2641), sulla cresta che divide la Val Grande dalla Val dell’Orco, e poi l’ultimo tratto, più impervio e ancora non battuto in questo inizio d’estate, il Colle della Terra (2763 mt.)

Se non ci fossimo inerpicati fin lassù per quell’ultimo tratto di terra e sassi sotto la cresta, non avremmo mai raggiunto la vista della conca in cui riposano solitari e ancora parzialmente innevati i due laghi di Unghiasse.

Una natura congelata e superba al tempo stesso, capace di sprigionare in un attimo eterno tutta la sua forza e tutta la sua bellezza.

Al ritorno, dopo la scarpinata per tornare in macchina, ero fresca come una rosa, la natura a me fa questi scherzi, e allora mi sono venuti in mente Eu. e Nic. e il signor W. qualche settimana fa sulla salita mitica di Punta Corvo. Li guardavo veramente riposata mentre ciascuno di loro soffriva di una forma diversa di tachicardia sulla panca di legno messa a disposizione del viandante sconsolato…

Che cosa avreste dato per avere un decimetro cubo, uno soltanto, del mio ossigeno?? :-)

A Torino nel frattempo è San Giovanni, e scoppiano i fuochi.

Viaggio

Un giorno quasi d’estate

June 20th, 2008 by Silvia Prosperi

Oggi in totale avrò percorso una decina di km, anche 11 se non qualcosa in più.

Sono uscita prima dal bunker e ho cominciato a correre, correre, correre. Mi devo preparare per il GR20, devo perdere un pò di triviale ciccia, volevo riprendermi l’animale che sono, soprattutto.

Così dopo i giri della Pellerina per un totale di circa 9 km e una doccia rinfrescante,  mi sono riversata in città con la metro supertecnologica fino al Grom-gelato, dove, come si legge bene nel loro biglietto da visita, si va per il miglior gelato al mondo.

Poi ho camminato ancora a lungo nelle viuzzole secondarie di Torino fino a trovare pace sdraiata su una panchina con gli occhi al cielo. E il cielo era cielo anche da lì: celeste, aperto, con le rondini che andavano in ogni direzione. Alcune volavano molto alte, altre meno, tutte compivano voli imprevedibili.

E poi gli altri flash della giornata:

- la ragazza alta, con accanto il padre, più vecchio, sorridente, che attraversavano la strada questa mattina.

- troppo bello, la madre che scende dalla macchina e chiama i due figli ritardatari alla Pellerina dicendo “Ma allora?? Forza, sbrigatevi! Sbrigatevi!!! Ma allora, a che vi serve il cellulare?? Devo andare a scuola!!!” _ a che vi serve il cellulare_

Per godermi ancora un po’ la scena se fossi stata la figlia sarei andata ancora più lenta ;-DD

- Ludovico Einaudi, pianoforte e chitarra. Qui le parole non ci arrivano, ma arrivate voi a lui che vale. L’album è questo.

- Il pensiero a Franco Lucà, fondatore del Folk Club, e a Mario Rigoni Stern, amico di Primo Levi, anche lui scrittore

- Il proposito dei libri ancora da leggere.

- Le mie due uova al tegamino cotte nel sugo di carne più un bicchiere di vino rosso.

- La leggerezza e il silenzio.


Firefox 3.0

June 18th, 2008 by Silvia Prosperi

 

Oggi è il Download day. Per partecipare al Guinness dei Primati ufficiale dovrete scaricare Firefox 3 entro le 17:00 UTC del 18 Giugno, 2008.
Downlodate gente, downlodate!

Essere colore

June 10th, 2008 by Silvia Prosperi

Per un istante, uno soltanto, vi ho guardato tutti dall’alto, come se foste a scuola, e ho riconosciuto l’anima di ciascuno, l’anima di quelli che soltanto vociano, eppure fanno classe formandone lo spirito, l’anima di quelli che partecipano al vociare unendosi ai suoni che gli altri emettono solamente per spirito di squadra.

Ho visto l’anima di quelli che si percepiscono distintamente perchè hanno un timbro proprio, una voce che li distingue al di là di tutto e al di là di tutti. L’anima di quelli che un giorno saranno al di là anche dello stesso insegnante, ma quello stesso insegnante un giorno quelle anime le ha avute tra le mani, come un mistero e un bene non quantificabile, non esauribile.

Per un istante, un istante solo, vi ho visto. Ho visto il bambino silenzioso che contiene in sè la sua ricchezza essendone pago e il bambino estroverso che riversa sugli altri quella stessa ricchezza e lo farà un giorno nello stesso modo anche domani. Guidando.

Avrei potuto vedere la mente del ricercatore e dello scienziato. Ne avrei visto la riflessione, le pause interne del ragionamento, la calma e l’intelligenza.

Vi ho visti tutti, come se fossi a scuola e io fossi l’insegnante. Ecco, l’espressione giusta è proprio questa, immedesimarsi con l’insegnante. Naturalmente ho pensato a quanto valore ci sia in questa cosa e a quanto forse si abbia a che fare con il mondo e la sua materia prima, le persone, direi proprio nella loro rarità individuale.

Così è. Un attimo dopo pensavo già ad altro e tutto sembrava essere svanito. Prima però ho pensato a me stessa come parte di quella nuvola di colori, come non qualcosa di esterno ma come qualcosa che fa parte della matassa avendo un colore suo proprio. Questa proprio è la cosa che mi piace di più, essere colore.

Colore Vita

Fotografare, telefonare, ricordare….

June 8th, 2008 by Silvia Prosperi

Dunque non so da che parte prenderla questa, ma tuttosommato è facile. Riguardavo le foto scattate con il cellulare, fotografie non importanti, scattate soltanto quando non avevo la macchina fotografica a disposizione….

E invece, riguardandole, mi sembrano quasi più significative delle altre. Oggi ho scaricato il tutto e ho trovato foto scattate distrattamente anche mesi fa. Il fatto è che sono significative. Sembrano parlare di me e delle cose fatte negli ultimi tempi molto più di quanto non facciano le foto ufficiali scattate con la macchina vera.

Ne metto una qui, le altre le trovate su Flickr.

immagini

Le cose semplici e qualcosaltro

June 4th, 2008 by Silvia Prosperi

Una luce così, dopo il temporale, non l’avevo mai vista. Mentre tornavamo a casa avevamo davanti la bellezza in una delle sue tante forme e non credevo che mi avrebbe atteso così, semplicemente, davanti agli occhi, tra l’azzurro nero delle nuvole cariche e ancora cariche e la città che non avrebbe potuto far altro se non vedere, semplicemente vedere.

Siamo usciti da lì in quattro dopo un pò di vino, chiacchiere di sogni di viaggio e molto altro ancora che ora la mia parola non riesce ad arrivare. Così è passata questa serata, tra libri e persone antiche.

Poi aggiungo altro chè il tempo passa, i giorni passano, e io rischio di tralasciare. La scorsa settimana siamo stati ad una serata organizzata dalla fondazione CRT (i torinesi intendono) sul tema del precariato. Strano ma vero. L’uditorio era composto per lo più da ricercatori e borsisti della fondazione.

C’erano un pò di persone, il film di Massimo Coppola (Lavorare Tutti Lavorare Meno), Massimo Coppola, Angela Padrone, autrice del libro “Precari e Contenti” e altri, uno scrittore, conduttore della serata, e altri illustri personaggi. Una bella miscellanea. Penso che la miscellanea se ben amministrata sia il fondamento da cui nascono le cose migliori, ma questo è un altro argomento.

Il punto è questo riassumendolo brevemente. Il “trend” (le virgolette sono per Nanni Moretti :-) ) della serata anzi meglio della discussione, puntava a dire in qualche modo che “Signori miei qui bisogna rimboccarsi le maniche che la vita è dura” e giù con il bla bla bla del “nessuno vi regala niente”. E che bisogna essere creativi e inventarsi un pò la vita anche quando fuori è buio pesto. E fin qui li seguo volentieri.

Da qui però mi è sembrato il ragionamento facesse un salto. Perchè un conto è dire che ci si deve guadagnare quel che si vuole raggiungere, altro è dire che siccome non si è raggiunto quel che si è sognato (a proposito, “ma voi sognate?”) allora non si è lottato. Sono due cose diverse.

Uno degli ospiti è finito a fare il ricercatore in Inghliterra, a Londra per la precisione, per un motivo del tutto fortuito. (Il ricercatore è un laureato in lettere che, date le larghe vedute delle accademie inglesi, è passato senza difficoltà a studi psicoanalitici durante il dottorato, questo va sottolineato) .

Il fatto importante però è un altro. Il ricercatore in questione è finito a Londra dopo la laurea per tutt’altro motivo. Inseguiva un sogno. Si è preso un anno per poter suonare. Inseguendo un sogno si è trasferito a Londra e da lì fortuitamente è nato tutto il resto. Forse, più che fortuitamente, bisognerebbe dire per il merito delle accademie inglesi (e suo ovviamente).

Il fatto è che se il sogno della musica non fosse mai arrivato a quel ragazzo probabilmente lui non sarebbe mai partito con tutto ciò che poi ne è conseguito dopo. Il che vuol dire che oltre alle capacità individuali esistono altri fattori, esterni e imponderabili, da cui dipende nel bene e nel male la persona che siamo e diventiamo.

Penso dunque che si debba fare molta attenzione prima di riversare su chi è precario tutta la responsabilità della propria situazione rischiando per altro di mortificare le energie e l’inventiva di chi giorno per giorno si industria a costruirsi la vita.

Prima di concludere mi piace ricordare Massimo Coppola, che credo, fra gli altri, sia stato quello che ha affrontato con maggiore sensibilità il tema in questione. Questo al di là del film presentato.


Thyssenkrupp Park

May 25th, 2008 by walt

Molto spesso mi capita di andare a correre alla Pellerina. Per chi non lo sapesse, la Pellerina e’ un parco di Torino. Forse e’ il parco piu’ grande di Torino, anche se non è il piu’ importante.

In genere, quando vado a correre alla Pellerina faccio due giri, a volte mi capita di farne tre, altre volte di farne solo uno. Il giro che faccio e’ lungo più o meno 4.5 Km, per cui per lo più mi capita di fare 9 km. Si, lo so, non sono molti, ma se non si e’ più che allenati 9 km possono sembrare un’ eternità. Mediamente ci metto circa 50 minuti, per la verità qualche minuto in meno. Si, lo so, vado piuttosto piano. Tuttavia’ queste corsette, accompagnate da qualche passeggiata in montagna mi permettono di mantermi in forma.

Lo scopo di tutto ciò non e’ solo mantenermi in salute, ma anche quello di permettermi di rimanere solo con me stesso e quindi di riflettere e fantasticare. Riflettere e fantasticare? Si proprio così. Mi capita di fare pensieri di tutti i tipi, a volte anche stupidi, di riflettere sulla vita e sulla società. Pensieri che vagano nella mia mente per poi apparentemente evaporare, ma che in realtà incidono profondamente nel mio essere e in quello che sono.

ThyssenKrupp     Un lato della Pellerina è delimitato da Corso Regina Margerita, un corso ad alta percorrenza, dove se si superano i limiti dei 70 km/h si rischia una multa per eccesso di velocità. Al di là del corso c’è (c’era) la Thyssenkrupp.

Sappiamo benissimo che cosa simboleggia la Thyssenkrupp di Torino nell’immaginario collettivo. Ovviamente è solo la punta dell’iceberg delle morti bianche che si susseguono da chissà quanti anni in Italia, ma non solo. Quello che è accaduto, qui, alla Thyssenkrupp di Torino, sembra aver smosso le coscienze di tutti noi. Sembra aver messo alla luce il problema, molto serio, delle morti bianche. Ma per quanto ne parleremo? E’ stato fatto qualcosa? Perchè in Italia, questo fenomeno tragico è cosi evidente? Dopo l’ondata mediatica ed emotiva che ci ha travolto per qualche mese, oggi se ne parla sempre di meno. Avremo ancora memoria della tragedia della Thyssenkrupp di Torino e di tutte quelle che si sono susseguite prima e dopo, fra qualche mese ?

Chi corre alla Pellerina, non puo’ non vedere la Thyssenkrupp, e non puo’ non ricordare e pensare a quanto e’ accaduto li’ solo qualche mese fa. Oggi la Thyssenkrupp di Torino e’ in dismissione, chissa’ fra qualche anno cosa ci sara’ al suo posto. Forse qualche centro commerciale, o magari  qualche quartiere dormitorio. Diventera’ una delle tante zone dove si fara’ speculazione edilizia? Dove fra qualche anno si venderenno appartamenti con “finiture di pregio”  di diversa metratura?

Thyssenkrupp Park     Personalmente ogni volta che corro alla Pellerina, vedo la Thyssenkrupp, ricordo e immagino un parco al suo posto. Immagino “Thyssenkrupp Park”, un luogo della memoria per non dimenticare mai, tutti coloro che sono morti sul lavoro. 

see you next time,

Walt       

  

Politics Thoughts

Calvino, Le città invisibili

May 14th, 2008 by Silvia Prosperi

A volte questo blog guarda indietro, altre, direi più spesso, guarda avanti. Riporto un pezzo delle CITTA’ INVISIBILI di Calvino in cui si dice che a volte il passato assume colori e forme diverse a seconda del luogo dal quale lo si osserva. E’ vero.

Tutto perchè Marco Polo potesse spiegare o immaginare di spiegare o essere immaginato spiegare o riuscire finalmente a spiegare a se stesso che quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sè, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio, perchè il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più di avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

Viaggio

Posso lasciarle un CV?

May 10th, 2008 by Silvia Prosperi

Era lì che guardava i libri, e i signori della libreria, avventori, gli sono piovuti addosso come mosche, prima uno, poi una telefonata che li interrompe, poi un altro, e lui si volta quasi per dire ‘guarda non ho molta voglia di sentire le tue storie, prefersico perdermi tra le copertine dei libri (ma lui non pensa così e questa è una mia interpretazione) poi un altro ancora.

Più che signori della libreria erano proprietari, soci, meglio, editori…..

Ad ogni modo loro parlavano e io pensavo e ripensavo chiedendomi se ne valesse la pena o no. Pensavo e ripensavo, tramestavo tra i libri guardando titoli e immagini che non riuscivano a dirmi nulla, e per dirla tutta a quella libreria ambulante non avrei dato un sold-ino.

Ma lui era lì e lo avevo riconosciuto al volo, più basso di come me lo aspettavo, magrolino, quasi in punta di piedi con un pò di libri sotto il braccio che quasi lo facevano pendere da un lato. Naturalmente lo avevo puntato fin da subito.

Mentre gli avventori facevano il loro mestiere, sotto braccio aveva tutto tranne il giornale di cui è direttore, mi si accende una luce, penso proprio quella che parte dalla parte laterale dell’occhio e poi lo illumina tutto dall’interno puntando all’orizzonte.

Quindi mi faccio coraggio, apro la mia cartellina blu, piego sapientemente le 3 pagine accuratamente scritte in lingua inglese, tiro il fiato, faccio uscire un sorriso smagliante, sbaglio la parola CV con la parola CD, così che mi esce “Posso lasciarle un cd ?” anzichè “Posso lasciarle un cv?”, mi correggo, lo vedo sorridermi, penso che sia fatta.

Fatta, lui mi spiega che ne riceve molti, che passerà il tutto alla persona che se ne occupa e mi stringe la mano. A me sì e agli avventori no, ah-ah.

EZIO MAURO :-)

Looking for a Job

Rimanendo in tema di precariato…..

May 2nd, 2008 by Silvia Prosperi

Questa lettera è stata inviata al Presidente Napolitano qualche giorno fa. Copio e incollo dal sito di Repubblica.

Egregio Presidente,

sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent’anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l’aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un’emozione bruciante, una felicità incontenibile. L’idea di aver concepito un figlio con l’uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.

Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza.

La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti “lavoretti” che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.

Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest’ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione.

Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d’amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l’amore! Scelsi l’amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c’è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!!

Ora però è diverso…!

Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d’ ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui… Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente???

Si, questa è la vita!!! Qui non c’è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: “Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!”.

Mi risparmi la retorica, perché è l’ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un’altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell’assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché “se c’è l’amore c’è tutto”, io chiedo a queste persone: “Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???”

Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l’anima per sempre!!!

Ma c’è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE’, per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????

(30 aprile 2008)

Looking for a Job

La disfatta

April 29th, 2008 by Silvia Prosperi

Questo non è un blog politico, come è noto, e io non mi occupo solitamente di politica.

Però è qualche tempo che mi frullano delle idee nella testa e almeno alcune mi piacerebbe condividerle.

Bene, Alemanno sindaco. Questa proprio faccio fatica a digerirla, la destra quella di derivazione fascista, quella che ancora alla fine degli anni Ottanta andava in giro per le piazze a rivendicare posizioni mussoliniane e veterofasciste, ce la ritroviamo a Roma.

Che vergogna e che aria pesante.

Che aspetto avrà Roma nei prossimi anni anche mi domando, quali politiche verranno attuate nei confronti degli extracomunitari, nei confronti di questioni rigorosamente laiche (famiglia, unioni civili, interruzioni di gravidanza), nei confronti della sicurezza, spauracchio e punto di volta di campagne elettorali facili, nei confronti della cultura.

Mi domando quanto Roma sarà laica, aperta e democratica.

Ricordo solamente l’immagine degli ultimi giorni di campagna elettorale con Fini e Berlusconi ai fori con il Colosseo dietro che non faceva presagire nulla di buono.

Ciò detto mi auguro che malgrado tutto questo il Partito Democratico resti in piedi e che lo faccia anche Walter Veltroni che ha avuto il merito

a) di aver gettato le basi per un sistema politico bipolare,

b) di aver creato un partito che ha la pretesa di accogliere in sé tutte le forza produttive e progressiste di questo paese, e di averlo fatto in modo trasversale, cercando i voti degli operai come degli imprenditori.

Essere di sinistra oggi vuol dire non difendere interessi di parte ma pensare all’utile pubblico, che è al tempo stesso l’utile di tutti.

Questo richiede che ognuno faccia la sua parte e che chi guida lo faccia non soltanto con intelligenza e avvedutezza ma anche tenendo presente quella che Berlinguer chiamava questione morale, l’interesse del gruppo su quello del singolo, che è l’esatto opposto di quello che viene teorizzato nei Circoli delle Libertà, l’interesse dei singoli su quello di tutti, l’esempio tipico è la pretesa tipicamente di destra di non pagare le tasse.

Che cosa manca ora a questo partito per diventare veramente forte? Credo principalmente due cose:

1) la capacità di ascolto verso coloro che “contano meno” in questo paese, l’esempio più a portata di mano è quello dei precari che non riescono a progettare un’idea dignitosa per la propria vita e per il proprio futuro, e non è una cosa da poco,

2) la capacità di diffondere e divulgare fin nelle frange più periferiche della popolazione l’idea che un altro mondo, migliore, sia possibile. Questo lo si costruisce con la conoscenza e con il contributo di tutti, facendo ognuno la propria parte.

“Istruitevi, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza; organizzatevi, perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza.” (A. Gramsci)

Dalla nostra abbiamo il tempo.

Democracy Politics

Crostate, premi e altre storie…

April 12th, 2008 by Silvia Prosperi

Allora iniziamo dalla crostata, era fantastica, dorata al punto giusto, fragrante, con uno strato di marmellata esattamente uguale per dimensioni a quello della base. I bigoli non erano quelle palline di pasta spessa che appesantiscono la crostata, erano larghi e piatti, si disponevano felicemente sullo strato di marmellata senza peso, quasi come una barca a vela spinta dal vento di bonaccia… La marmellata, poi, era di arance.

Segue la ricetta.

Ingredienti:

3 tuorli uovo - 300 gr. farina - 300 gr. zucchero -150 gr. burro - scorza limone - marmellata (arance) - sale - 1 uovo sbattuto

Preparazione:
Disporre a fontana la farina setacciata e nel mezzo lo zucchero, il burro in pezzetti, i tuorli d’uovo, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale. Impastare ogni ingrediente fino a formare una palla che deve essere lasciata riposare per circa mezz’ora in frogorifero coperta con una salvietta.
Trascorsa la mezz’ora dividere la pasta frolla in due. Con una di queste parti fare un disco e rivestire il fondo di una teglia, di circa 30 centimetri di diametro, leggermente imburrata ed infarinata.
Aprile un barattolo di confettura e versarla sul disco preparato, spandendola fino a due dita dal bordo.
Stendere un pò della pasta frolla messa da parte e per ricavarne delle fettucce larghe un dito con cui fare un reticolato sulla confettura. Con la pasta avanzata fare un grosso cannello col quale chiudere il contorno della crostata.
Dorare il bordo ed il reticolato con un uovo sbattuto e lasciare la crostata in forno già caldo di moderato calore per circa mezz’ora. (p.s. Io la cucino a 180 ° per circa 35 minuti)

Ancora due cose, questa foto che ha vinto il secondo premio in Subalpina per la Conclusione del Corso degli Allievi (sez. foto digitale), e un grosso in bocca al lupo al PARTITO DEMOCRATICO! Forza WALTER!!!

Ragazzo che ride

Fotografia

Seguendo Sang Shin….

April 3rd, 2008 by Silvia Prosperi

Oggi dopo un bel pò di tempo mi è venuta l’ispirazione per scrivere qualcosa, mettendo insieme un pò tutte le idee che ho raccolto in queste settimane e un piccolo motivo di buon umore che trovate in fondo alla pagina.

Innanzitutto Sang Shin, il suo nome suona come quello di un maestro di chissà quali arti marziali, e invece è un “evangelist” della SUN, uno che appunto se ne va in giro per il mondo a divulgare Java. (From wikipedia: “An evangelist promotes the use of a particular product or technology through talks, articles, blogging, user demonstrations, recorded demonstrations, or the creation of sample projects”). Guardate qui quali sono gli unofficial objectives dei suoi corsi:

Sang Shin Photo
Unofficial Course Objectives:
● Having Extreme Fun!
● Being Passionate for your life!
● Appreciating what you've got!
● Appreciating your fellow human beings!
● Enjoying little things in life

Quando ho letto tutto questo, a lavoro, ho fatto un sorriso largo e la giornata ha preso un’altra piega. Insomma grazie a Sang Shin e al suo corso su J2EE, il problema di capire tutte quelle cose belle toste si è un pò attenuato. La strada naturalmente è in salita.

Poi che altro? In questi giorni pensavo che fra il mio lavoro e quello di un panettiere non c’è molta differenza. Mi spiego meglio. Il lavoro ha tanti scopi, ma quello primario dovrebbe essere, anzi uno tra i primari, dovrebbe essere quello di provvedere al sostentamento di se stessi e di coloro che fanno parte della propria famiglia se ce ne sono.

Al fine di garantire loro la possibilità stessa dell’esistenza, che è al tempo stesso l’esistenza di qualcosa che si è creato. Ora a me questo sembra qualcosa di nobile. E questo unisce (unirà un giorno) me al il panettiere, come chiunque altro abbia deciso di formare la propria famiglia.

Altra cosa che ho pensato è questa: ho pensato che uno dei modi più radicali che ci sono di cambiare il mondo è mettere in circolazione nuovi individui: se questi saranno capaci di pensare con idee giuste, avranno cambiato almeno un poco la nostra società.

Ultima cosa: Margerite Yourcenar e Into the Wild. Le Memorie di Adriano finiscono così:

“Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più. Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti”.

Ora questa frase ha molto a che vedere con il “chiamare le cose con il loro nome” di cui parla Alex di Into The Wild, entrambe hanno a che fare con il significato della parola “maturità”, della maturità dell’essere uomini, la prima viene pronunciata sul ciglio della fine, la seconda sul quello della vita adulta.

Bene, concludo con ciò di cui sopra, un buon motivo di buon umore: al fotocampionato della Subalpina mi sono piazzata al 12° posto, una posizione di tutto rispetto!!!

Bene, la vita è fatta così, mischia il sacro al profano. Buona vita a tutti!

creare Vita

Monteverde

February 27th, 2008 by Silvia Prosperi

Quasi quasi mi faccio prendere da qualcosa di più intimo e antico e ci faccio un post sopra.

Sarà Caos Calmo con le salite e le discese di Monteverde, sarà che a volte ci si sente liberi di guardare indietro e domandarsi da dove si è arrivati.

E io vengo proprio da lì, da Monteverde, dove ho vissuto e dove ho avuto i miei primi amici, andrea, sabrina, fabio, ricordo addirittura mattia, il figlio del benzinaio con i capelli riccissimi.

Ricordo Riccardo, lui era grande, mia nonna e le partite di pallone nel cortile del giardino :)

Sarà Villa Panphili, saranno i ragazzi del Manara che vedevo uscire da scuola con le Clark ai piedi, sarà Marina, la maestra dell’asilo, sarà che quel posto mi piaceva e non me ne sarei mai voluta andare. Sarà la primavera, saranno tante cose, ma se davvero potessi a Monteverde ci tornerei, con la mia metà, il mio torinese, in uno dei posti più belli di Roma. :-)


Un’Ontologia della Domanda per la Consulenza Filosofica

February 24th, 2008 by Silvia Prosperi

Già in un altro post abbiamo parlato del concetto di Ontologia in senso informatico. Di Consulenza Filosofica invece, qui nel nostro blog, non ne avevamo ancora parlato, non esplicitamente almeno.

Bisognerebbe allora, almeno, richiamare il senso dell’una e il senso dell’altra. Un’ontologia non è altro che una mappa, una rappresentazione concettuale dei nessi sussistenti all’interno di un determinato dominio di oggetti. La Consulenza Filosofica è Filosofia Pratica, ma che cosa è la Filosofia e che cosa è la “pratica” per la Filosofia?

Rimaniamo su questa prima definizione, la Consulenza Filosofica è “Filosofia Pratica”, e aggiungiamo anche che è una disciplina, almeno formalmente, relativamente nuova e bisgnosa in senso stretto di una fondazione.(*)

Ora io credo che un’Ontologia della Domanda intergrata ad un Wiki possa essere uno strumento particolarmente profiquo per una Comunità di Ricerca che voglia pervenire ad una fondazione della Consulenza Filosofica come tale.

Questo vuol dire innanzitutto utilizzare il wiki come uno strumento tramite il quale condividere e mettere a fattor comune conoscenze, idee, punti di vista, “domande” e “possibili risposte” su lla domanda “Che cosa sia la Consulenza Filosofica”.

Ma che cosa è un’ Ontologia della Domanda allora, e perchè integrandola ad un Wiki questa dovrebbe o potrebbe favorire il lavoro fondazionale di una Comunità di Ricerca che intenda stabilire se e a quali condizioni sia possibile qualcosa come una Consulenza Filosofica?

Un’Ontologia della Domanda non è altro che un’Ontologia dedicata al Concetto di Domanda, una definizione (certamente parziale e funzionale agli scopi della Comunità che la determina) degli elementi essenziali di questo concetto: una domanda ad esempio ha sempre un Oggetto, può avere o non avere 1 o più Risposte, può avere degli Autori ecc.

Ora, poichè il lavoro filosofico, primo fra tutti quello fondazionale, si muove innanzitutto attraverso l’esercizio della Domanda, lo scambio di Domande e di Risposte, concreto ed effettivo, pubblico e sempre accessibile ai membri della Comunità filosofica, non può che favorire questo processo di fondazione.

Ma il nesso tra l’ontologia della domanda e l’uso che se ne può fare attraverso il Wiki, probabilmente ancora non è chiaro, per chiarirlo entreremo seppur brevemente nel lato tecnologico della questione.

Il modello che ho in mente è quello del Semantic Media Wiki, estensione di Media Wiki, nome del software di uno dei Wiki di granlunga più utilizzati e diffusi (si pensi ad esempio a Wikipedia che utilizza lo stesso engine).

Il Wiki di Mediawiki indicativamente è composto dagli Articoli redatti dai membri della Comunità e dalle Categorie atte aclassificarli. Tutti gli articoli dedicati alle”città” possono ad esempio essere raccolti sotto la Categoria “Città”.

Un’Ontologia invece a grandi linee è composta di Classi, Individui e Proprietà delle Classi. Attreverso il Semantic Media Wiki gli articoli vengono concepiti come Individui o Istanze delle Classi dell’Ontologia e le Categorie come Classi. In più vengono introdotti due nuovi costrutti che consentono di esprimere le Proprietà: Typed Links e Attributes.

Ci soffermeremo sulla descrizione dei Typed Links e degli Attributes magari in un altra occasione, quello che importa ora è evidenziare il fatto che il Wiki può essere strutturato sulla base dell’Ontologia della Domanda, e dunque che è possibile pensare alle sue pagine ad esempio come individui della Classe Domanda o della Classe Risposta dunque come pagine che sono direttamente “domande” o “risposte”.

Immaginando un possibile scenario di utilizzo si può pensare che ad esempio “domande” e “risposte” siano associate tra loro secondo una determinata logica sancita attraverso l’Ontologia e che, accedendo ad una speciffica domanda sia poi possibile accedere e confrontarsi con le risposte date da altri e quindi prendere visione di ulteriori modi in cui una determinata questione può essere problematizzata, formulare la propria risposta oppure fornire una diversa formulazione della domanda stessa.

Il tutto magari avendo come idea regolativa, dunque come ‘fine perfetto’ a cui tendere, il raggiungimento di un accordo interno ai membri della comunità di Ricerca che utilizzano il Wiki.

E’ importante da ultimo tenere presente che non esiste una sola possibile “Ontologia della Domanda” e che le Classi che abbiamo abbozzato sono solo possibili spunti da cui partire.

(*) Il suo “fondatore” è G. Hachenbach, tedesco, che nei primi anni ottanta ha aperto il suo primo studio.


Uno schema in breve: sono indicate solamente 4 possibili Classi e le loro Relazioni.

Breve Schema di un'Ontologia della Domanda

NB. La questione “Ontologica” sta già divenendo oggetto di discussione nell’ambito della Consulenza Filosofica, cito a questo proposito l’ultimo numero della Rivista Phronesis in cui è presente l’ articolo “Ontologia in Pratica” di Salvatore D’Agostino.


Un Post di Passaggio

February 7th, 2008 by Silvia Prosperi

Strong Mind, Weak Body

Se non lo scrivo adesso questo post, mi sa che non lo scrivo più…..

L’incrocio tra Gennaio e Febbraio è stato devvero importante, come uno snodo, in cui i conti si azzerano e si ricomincia a cronometrare.

Da dove partire?

C’è chi è stato assunto, chi è andato in pensione, chi ha cambiato azienda, chi si è lasciato ritrovare, chi è andato in Lettonia per il suo primo viaggio di lavoro, chi è andato a vivere da solo, chi ha compiuto gli anni e chi si spera festeggerà con la gara di pizza tutte queste cose…..

Mi sembra che ancora manchi qualcosa, probabilmente tutto il lavoro che ci aspetta e tutta la strada che ancora abbiamo da fare…..

S o b e s t r o n g d e a r S o s p h e r a a n d g o s t r a i g h t o n !

(foto presa da Flickr)

Thoughts Viaggio

Mercato di Porta Palazzo, fotografie non scattate.

January 6th, 2008 by Silvia Prosperi

Fisso in immagini il ricordo di ieri pomeriggio. Non avevo la macchina fotografica e probabilmente, se l’avessi avuta, non avrei fatto in tempo a scattare…

  • Foto 1 Abbondanza. Qui è facile, vedo file colorate dei frutti migliori, arance, limoni, pomodori, cetrioli, il verde dell’insalata, il rosso dei ravanelli, tutto è esposto e disposto con cura, il messaggio che passa è quello di una grande abbondanza di cose da mangiare.
  • Foto 2 Differenze. Sono all’incrocio con C.so Regina, davanti ho l’Antica Tettoia dell’Orologio con la scritta “Amare le differenze” in tutte le lingue del mondo (o quasi!). Al centro, fra i passanti e passanti anche loro, una famiglia araba, sono di spalle, la donna ha un unico vestito lungo rosa chiaro e rosa acceso che la ricopre fino ai piedi. Sopra di loro e sopra tutti, i fili incrociati del tram.
  • Foto 3 Avarizia. Qui c’è una bancarella e sul lato destro un viso anziano illuminato. E’ quasi sera, sarebbe rimasto inosservato se la luce della bancarella non l’avesse illuminato. Lo osservo mentre conta i soldi del resto.
  • Foto 4 “…Tra la spazzatura e i fiori…” Qui è l’angolazione che mi colpisce, vedo un lato di Porta Palazzo che non avevo mai osservato. Da un lato ci sono casse di spazzatura, casse vuote accumulate nel corso della giornata, dall’alto i tetti rossi delle bancarelle. E fra le une che fanno da sfondo e gli altri, che fanno da orizzonte, impiedi, arabi che vendono erbe aromatiche. Mi guardano e si incuriosiscono, alla fine mi sorridono.
  • Foto 5 In vedetta. Questa è la bancarella del pesce in salamoia, i pesci più grandi e delle forme più strane, tutti sbiancati. La signora mi guarda osservare e mi chiede se voglio qualcosa. L’espressione che fa quando le faccio capire che non voglio nulla già meriterebbe una foto.
    La rivedo da lontano, ci incrociamo con lo sguardo, sa tutto quel che le succede intorno pur facendo nel frattempo tuttaltro. Allora la fotograferei così, da lontano con un grandangolo, “in vedetta”.
  • Foto 6 Di traverso. E qui ad un tratto ho la sensazione di trovarmi in un mercato cinese. Ormai è quasi buio, vedo illuminato da una luce quasi giallastra, di traverso fra le cose e le persone, un signore cinese imbustare le arance appena comprate.
  • Foto 7 Black man. Ormai è buio e sto per andare via, l’uomo ha un cappotto nero, lui stesso è nero, sembra quasi essere inghiottito dal mercato che che sta per terminare..
Fotografia Porta Palazzo