Archive for the 'HUMAN BEINGS' Category

A destinatari ignoti

Friday, August 29th, 2008

Immaginare a chi rivolga queste parole non è semplice, anzi per lo più è impossibile. Direi che siano rivolte a destinatari ignoti.

Però una cosa mi rimane di dire citando qualcuno molto più grande di me. Sono parole rivolte  al potere e ai soci vitalizi del potere, con buona pace di FG che ha scritto questa canzone.

 

Nostra Signora dell’Ipocrisia

Alla fine della baldoria c’era nell’ aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un’ ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: “Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!”
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell’ Ipocrisia
perchè una mano lavasse l’ altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po’ pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato
dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del ” chi ha dato ha dato ”
ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto,
amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto
e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno:
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni…

Così domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa,
quel lungo mese della quaresima, rise la iena, ululò la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni,
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex-leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l’ usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre là, in basso!
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare…

(Parnassius Guccini)

Questo post è per me

Wednesday, July 9th, 2008

Mi sono avvicinata troppo al “fuoco” e come al solito il fuoco brucia.

Per poco non ho perso la strada confondendomi.

Qualcuno sta ostacolandomi prendendomi per quello che non sono.

Trovo assurdo che questo accada dopo infiniti anni ma la nemesi a volte non ha mai fine e  neanche la stupidità umana.

E invece venerdì ho nuotato con il delfino padre dove l’acqua era limpida e il mare profondo.

E’ bene che torni a far foto, e a parlare di cose più sensate.

Prima però voglio accodare qualche buona notizia, l’arrivo della vespetta bianca nuova di zecca, l’ok di un amico per il prossimo venerdì, e un pranzo oggi che mi ha chiarito le idee su alcune cose rimaste nel cassetto.

“Bincibankei, Sommamatteole e Piondese.

Poi c’è anche Padova.”

Monday, June 30th, 2008

Piondese per la precisione ha i capelli a onda, neri come quelli di Nicoletta Orsomando.

Ad ogni modo lo sapevo che c’erano, e infatti li ho incontrati.

Secondo le previsioni, Padova è quello più sfigato e un pò antipatico.

Bincibankei e Sommamatteole sono i migliori.

Questo è tutto. E buon inizio di settimana.

Essere colore

Tuesday, June 10th, 2008

Per un istante, uno soltanto, vi ho guardato tutti dall’alto, come se foste a scuola, e ho riconosciuto l’anima di ciascuno, l’anima di quelli che soltanto vociano, eppure fanno classe formandone lo spirito, l’anima di quelli che partecipano al vociare unendosi ai suoni che gli altri emettono solamente per spirito di squadra.

Ho visto l’anima di quelli che si percepiscono distintamente perchè hanno un timbro proprio, una voce che li distingue al di là di tutto e al di là di tutti. L’anima di quelli che un giorno saranno al di là anche dello stesso insegnante, ma quello stesso insegnante un giorno quelle anime le ha avute tra le mani, come un mistero e un bene non quantificabile, non esauribile.

Per un istante, un istante solo, vi ho visto. Ho visto il bambino silenzioso che contiene in sè la sua ricchezza essendone pago e il bambino estroverso che riversa sugli altri quella stessa ricchezza e lo farà un giorno nello stesso modo anche domani. Guidando.

Avrei potuto vedere la mente del ricercatore e dello scienziato. Ne avrei visto la riflessione, le pause interne del ragionamento, la calma e l’intelligenza.

Vi ho visti tutti, come se fossi a scuola e io fossi l’insegnante. Ecco, l’espressione giusta è proprio questa, immedesimarsi con l’insegnante. Naturalmente ho pensato a quanto valore ci sia in questa cosa e a quanto forse si abbia a che fare con il mondo e la sua materia prima, le persone, direi proprio nella loro rarità individuale.

Così è. Un attimo dopo pensavo già ad altro e tutto sembrava essere svanito. Prima però ho pensato a me stessa come parte di quella nuvola di colori, come non qualcosa di esterno ma come qualcosa che fa parte della matassa avendo un colore suo proprio. Questa proprio è la cosa che mi piace di più, essere colore.

Colore Vita