Archive for the 'POLTICS' Category

Un’intervista su Repubblica

Thursday, December 4th, 2008

Segnalo questa intervista, mi domando perchè in questo paese non si riesca mai a costruire nulla.

La parola costruire, dovrebbe essere una delle più importanti nel vocabolario di una persona e anche di uno Stato. Qui sembra invece una specie di tappeto che chiunque può calpestare a proprio uso e cosumo e secondo le proprie necessità.

Segnalo l’articolo per “sensibilizzare”, perchè mi piacerebbe che chiunque lo leggesse capisse che una persona come WV, soprattutto in questo momento, va difesta, protetta e sostenuta.

Almeno a sinistra.

intervista a walter veltroni repubblica

The times they’re a changing

Wednesday, November 5th, 2008

Yes, we can!

Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can!

Yes, we can.

:-)

W Barak Obama

Ricordando Vittorio Foa

Wednesday, October 29th, 2008

Vittorio Foa

25 Ottobre 2008 “Senza identità non c’è futuro”.

Saturday, October 25th, 2008

La sveglia questa mattina è suonata alle 5.30. Ne è valsa la pena.

circomassimo 25 ott.

people 25 ottobre

people 25 ottobre

scuola

messaggio

Il resto su Flickr.

foto manifestazione 25 ottobre Roma Walter Veltroni

La scuola, Piero Calamandrei e Silvio Berlusconi

Thursday, October 23rd, 2008

Cosa vuol dire che il ‘nostro’ presidente del consiglio darà istruzioni al Ministro dell’Interno su come comportarsi????

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Condividendo completamente il contenuto del discorso di Calamandrei (1950) già pubblicato da molti, lo riporto per quanti ancora non lo avessero letto.  Ho l’impressione che si stia passando il limite.

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Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice di quelle di stato. E magari si danno premi, come ora vi dirò. O si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A quelle scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

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Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 – pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.

ipotesi di calamandrei Piero Calamandrei Scuola Silvio Berlusconi