Tornando a casa ho pensato che per la Corsica il rapporto tra la terra e i suoi abitanti sia sbilanciato a favore della prima. La terra perssochè intatta ospita i suoi abitanti detenendo su questi l’identità maggiore.
Così i corsi, prima ancora che figurare per la loro identità di popolo, appaiono come gli abitanti di questa terra.
Sotto le foto di un viaggio fantastico fatto di montagna lungo il GR20 fino a Vizzavona, di mare lungo la costa sudoccidentale a bordo di un motorino sbilenco, di persone e di città (Calvi, Porto Vecchio, Bastia che ricorda così tanto Genova con le case diroccate i carrugi e il porto, uno dei pochi in Corsica da cui partano pescherecci).
Una bella esperienza dove io e Walter abbiamo fatto squadra come non mai e siamo arrivati in fondo senza sbagliare neanche un colpo.
E’ stato bello.
Uno dei ricordi più vivi, saltando il GR20 che meriterebbe un post e molto di più a sé, anche perché lì la natura basta a se stessa e la voglia di scrivere almeno fin quando ci si sta dentro passa, è stato passare lungo il muro alto che separa il porto dove ormeggiano lor signori con le barche mozzafiato, dal mare aperto.
Ci si passa sopra volendo, come ad una muraglia, così che ci si può guardare sotto, da un lato e dall’altro. Così, mentre da un lato vedevamo gli yachts, dall’altro, separati dal muro, ed esposti al vento del mare aperto, un uomo e una donna buttati uno sull’altra. Con i capelli bianchi e probabilmente sporchi da tempo.
Si vedevano soltanto un corpo sull’altro e una mano che arrivava fin dentro i pantaloni di lei scoprendone la pancia.
Così.
Per contro dall’altro lato, gli schiamazzi di lor signori intenti a lustrare le barche sul far della sera.
Parlo del porto di Bastia non lo ho detto, quello racchiuso da due fari a formare un semicerchio con la bocca aperta verso il mare.
Ecco le foto.

— Dal Carrozzu (GR20)

— Arrivando ad Ascu Stagnu (GR20)

— Sul Col Perdù (GR20)

— Dalle parti del Lac de Ninu (GR20)

— Sul Col Perdù (GR20)

— Dal Ciottulu di i Mori (GR20)
Su Flickr il resto.