Archive for the 'WEB DESIGN' Category

Umorismo vitreo

Tuesday, December 16th, 2008

 

 

pesce con diarrea                   

{

ATTENZIONE:

non c’è un signficato ulteriore.

Fa solo (sor)ridere

}

 

non solo. il tempo passa e io sto imparando a darle. botte a destra e a manca, ovunque e alla rinfusa ma non a casaccio. è come giocare a pallavvolo, vedi la palla in alto e assesti il colpo. con tutta la forza che hai. e il gesto risulta perfino elegante. che bello.

Blog nuovo, vita nuova.

Monday, December 1st, 2008

Non proprio, ma un bel pò di cose sono cambiate in queste ultime settimane. Alcuni magari se ne saranno accorti anche soltanto notando qualche leva e metti nei post e ghiri gori vari.
Nel frattempo ho approfittato di questo periodo di quasi latenza  per rimettere in sesto un pò di cose.

La prima è l’upgrade di questo sito alla versione 2.6 di Wordpress più l’aggiornamento e l’inserimento di nuovi widget/plugin e quant’altro.

La seconda è la conclusione del progetto STUDIOAR, un lavoro che andava ormai avanti da un pò e che ho realizzato per uno studio di Architettura di Torino. Lo ho messo on line solo oggi (considerando che i lavori ieri notte li ho ultimati alle 2 e qualcosaltro pm direi l’espressione “oggi” tutto sommato ci sta).

Ecco qui lo screenshot del sito. E’ stato realizzato tutto “a mano” senza l’ausilio di CMS (Content Management System) di sorta, grafica inclusa, in puro PHP.

Che altro? Ieri - domenica - mi è venuto di scrivere un post rimasto su carta che mi sembrava avesse un taglio un pò troppo naif. Ma in fondo si addice bene all’immagine della casa che vedete sopra. Sembra avere lo stessto suono, e allora lo trascrivo.

Buona lettura, ciao.

- - -

tEst, tEst, tEst !

No, non è la pubblicità del vino ma il modo migliore per fare un rapido controllo sull’affidabilità di una persona.
Mummy lo diceva sempre, e lo dice tuttora, che voglio sempre mettere alla prova le persone che ho intorno, quelle a cui tengo si intende.
Il test è ben rodato e lo ho applicato in modo infallibile (nonchè inconsapevole) da tempo immemore.
Il test è questo: c a d e r e.
Compiere un errore. Meglio se involontario.
Se la persona a cui siamo caduti davanti dopo la caduta rimane lì è OK, se prima se ne va, perchè ha avuto paura del tonfo, e poi torna, è ancora OK. Se se ne va e basta non è OK.

Fine delle trasmissioni.

- - -

Non voglio concludere con questo però. Dal momento che tra le tante cose è cambiato anche il posto dove lavoro concludo augurando a me stessa di affrontare il cambiamento con tutta la grinta che serve.

Firefox 3.0

Wednesday, June 18th, 2008

 

Oggi è il Download day. Per partecipare al Guinness dei Primati ufficiale dovrete scaricare Firefox 3 entro le 17:00 UTC del 18 Giugno, 2008.
Downlodate gente, downlodate!

Compressione delle immagini: GIF o JPG ?

Saturday, September 8th, 2007

Cominciamo dall’inizio facendo la prima grande distinzione tra tipologie di immagini: da un lato le Immagini Vettoriali, dall’altro le Immagini Raster o Bitmap.

Queste ultime sono quelle che ci interessano, sono quelle prevalentemente utilizzate in ambito Web e vengono definite Raster (tradotto vuol dire ‘trama’, ‘reticolo’, ‘griglia’) perchè sono concepite come come griglie ortogonali di punti dove ciascun punto corrisponde ad un pixel.

Le Immagini Vettoriali consistono invece di oggetti grafici (punti, linee, rettangoli, curve, e così via) ognuno dei quali è definito mediante equazioni matematiche.

Esistono tipi diversi di immagini Raster o Bitmap (queste ultime da non confondere con l’estensione .bmp che serve per rappresentare un tipo di immagini Raster su Windows e OS/2):

A) Immagini non compresse:

.raw utilizzato nella fotografia digitale per l’alta definizione

.bmp di cui sopra

B) Immagini con compressione LOSSLESS (senza perdita di dati)

.gif

.png

.tiff

C) Immagini con compressione LOSSY (con perdita di dati)

.jpg (per la verità il nome corretto dell’estensione è JFIF, JPG ne indica propriamente l’algoritmo di compressione)

In generale la compressione serve per ridurre la quantità di memoria occupata da un’ immagine.

Quest’ultima dipende da due fattori:

a) dalla profondità di bit, ovvero dal numero di bit per pixel.
Nelle immagini ciascun pixel indica un colore e ciascun colore viene espresso mediante una combinazione di bit: maggiore è il numero di bit che definisce il colore di ciascun pixel, maggiore è la memoria occupata.

b) dalla risoluzione dell’immagine, ovvero dal numero di pixel per pollice.

La compressione riduce la quantità di memoria occupata agendo su entrambi i fattori.

A questo punto ci si può chiedere cosa voglia dire salvare un’immagine in GIF o salvarla in JPG.

La profondità di bit (o profondità di colore) nei due casi è radicalmente diversa:

nel caso di immagini salvate in GIF il colore di ciascun pixel viene indicato con al massimo 8 bit, con la conseguenza che il numero dei colori possibili, trattandosi di bit, è pari a 2^8, ovvero 256;

nel caso di immagini salvate in JPG il colore di ciascun pixel viene indicato con al massimo 8 bit per ciascuno dei tre colori primari RGB (Red - Green - Blue), con la conseguenza che il numero massimo di colori possibili utilizzabili in un’immagine salvata in JPG è pari a 256 * 256 *256 = 16.7 milioni di colori.

Proprio per l’ampiezza dello spettro cromatico utilizzato, il JPG è ottimale per il salvataggio delle fotografie, che debbono riflettere il continuum dei colori reali e le diverse sfumature dei grigi, il GIF invece è utile nel caso immagini costuite da colori definiti e contrastati come fumetti, lettere, disegni con contorni definiti o anche fotografie di piccole dimensioni.

Altra differenza sostanziale sta nel fatto che nel caso del JPG viene utilizzato un algoritmo di compressione LOSSY _ con perdita dati, nel caso del GIF viene utilizzato unalgoritmo di compressione LOSSLESS_senza perdita dati.

Questo fa sì che mentre nel primo caso ogni qualvolta un’immagine viene salvata, alcuni pixel vengono eliminati in fase di compressione e poi ricostruiti - non esattamente uguali - in fase di decompressione, nel secondo tutto questo non avviene.

In altri termini salvare un’immagine in JPG significa diminuirne la risoluzione in fase di compressione con la conseguenza di produrre un deterioramento complessivo della qualità dell’ immagine salvata.

Proprio per questo motivo è opportuno modificare il meno possibile un’immagine salvata in JPG e utilizzare per questo scopo invece il GIF. Per contro, come si è già detto, poichè il GIF ha una profondità di bit decisamente più bassa, è opportuno non utilizzare questo formato per le fortografie, che richiedono uno spettro cromatico molto ampio, e utilizzare per questo scopo soprattutto il JPG.

Riferimenti:

- Optimizing Web Grapgics

- Come si usa e cosa è il formato grafico JPG

- Le immagini per il Web

- Raster Graphic

Alcuni Libri da Leggere:

PS: Le vacanze sono finite e riapriamo questo blog con l’augurio che quanto verrà nei prossimi mesi sia quanto più possibile prolifico.

immagini jpg

La scala esadecimale nella rappresentazione dei colori

Sunday, July 1st, 2007

Quando nella realizzazione di un sito dobbiamo indicare un determinato colore utilizziamo la seguente codifica: sei valori alfanumerici (numeri o lettere da A a F) preceduti da #, come mai? Con questo post cercheremo di rispondere a questa domanda.

Per prima cosa occorre fare un breve accenno al modo in cui l’intero spettro dei colori viene rappresentato sullo schermo di un pc. Come negli schermi dei televisori anche quelli dei pc i colori sono ottenuti attraverso la composizione dei tre colori primari: rosso, verde e blu. Il termine che solitamente li definisce è RGB che sta appunto per Red, Green, Blu.

Ciascuno di essi è caratterizzato da un valore di luminosità compresa tra 0 e 255, dove 255 rappresenta il valore massimo di luminosità, il 100% di luce emessa. Dalla diversa gradazione e composizione dei tre valori derivano a livello macroscopico i colori che si visualizzano sullo schermo. Bisogna tenere presente che ciascun colore, con il proprio grado di luminosità, è espresso mediante il singolo pixel e che un insieme di pixel, mediante una determinata composizione di RGB, dà poi un colore uniforme sullo schermo.

Il massimo di luminosità di rosso, verde e blu dà ad esempio il bianco, reso con 255 (R), 255 (G), 255 (B), il minimo dà il nero, reso con 0 (R), 0 (G), 0 (B), in mezzo l’intero spettro dei colori possibili.

La scala esadecimale che noi adottiamo per indicare un colore quando stiamo realizzando un sito web non è altro che un modo più economico di indicare i valori di ciascuno dei tre colori. Di seguito ne riportiamo i valori confontandoli con quelli della scala decimale:
chart with hex and dec values

Il vantaggio rispetto alla scala decimale sta semplicemente nel fatto che tutti i numeri da 0 a 255 (inclusi i primi 16, ai quali viene apposto uno 0 davanti) sono espressi mediante due sole cifre. Il massimo di luminosità, che come abbiamo visto corrisponde ad esmpio al valore 255, viene resa con il semplice FF, il minimo con 00. Da qui il fatto che il bianco venga reso con # FF (R) FF (G) FF (B) e che il nero venga reso con # 00 (R) 00 (G) 00 (B).

In mezzo l’intera gamma dei dei colori possibili: 16.777.216, pari al prodotto di 256 * 256 * 256, mica pochi!

See you, Silvia