Elettra

July 24th, 2008 by Silvia Prosperi

Mirafiori è come una città invisibile di Calvino, dal 4 piano, rivolto ad Ovest, si vede tutto lo stabilimento.

Strani fabbricati senza fumo lasciano intravvedere la fisionomia di una città possibile: ELETTRA.

Elettra è il luogo delle forme liquide dove pinnacoli di argento, ferro ed alluminio protendono verso il cielo.

Sono i suoi colori che colpiscono, intensi, come il giallo acceso ed il celeste.

Sono forme che non possono essere definite se non attraverso lo zig-zag elettrico che le pervade costituendone la linfa.

Ma come è longitudinale e mobile l’Elettra che tende verso l’alto, così è massiccia e definita l’Elettra che tende verso il basso. Qui dominano lo spessore, la resistenza, la risolutezza e la pervicacia.

L’Elettra che si distende all’orizzonte non penetra nel sottosuolo, infiltrandosi, ma sta radente, come un blocco di marmo su se stesso.

Le due Elettra convivono, come il giorno e la notte, il cobalto ed il petrolio, nero, non liquido, ‘fermo’.

E c’è un ponte che le unisce facendo da cordone tra le due.

Sospiri, spifferi, correnti d’aria feconde, sussulti, scossoni, turbolenze impensabili, strattoni, distonie, gorghi, rimanenze di suppellettili presenti e future, ne sono la materia prima.

Così l’Elettra intera non ha nulla da temere se non la quiete immobile della sua pancia.

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