Gaber, Coscienza della morte
September 3rd, 2008 by Silvia ProsperiNon so perché Gaber si tingesse i capelli, né perché avesse spesso la giacca e la cravatta, me lo sono chiesto spesso, come una bambina, a volte quasi con diffidenza. Come se per il fatto che si tingesse i capelli gli venisse a mancare un pezzo di autenticità.
E invece è bello proprio così com’è, con le sue smorfie e il suo gesticolare nell’aria. Mi piace pensare che la sua camicia, il suo modo di presentarsi, riflettesse nient’altro che la sua indole più profonda. Cristallino, se questa parola non desse l’impressione di corrompere quella dimensione informe e sfrangiata della sua essenza. Libera.
[...] Tutti, tutti, tutti dovete riconsegnare l’anima! Siete pronti? Siete in grado? Non è mica gratuito crepare. Bisogna presentare alla vecchia bagascia un bel resoconto tutto ricamato di storie. Ci vuole il bilancio, il bilancio. È esigente, l’ultimo respiro!
La versione integrale la trovate qui. Si tratta di un monologo intitolato “Coscienza della morte“
Giorgio Gaber libertà morte


