La scuola, Piero Calamandrei e Silvio Berlusconi

October 23rd, 2008 by Silvia Prosperi

Cosa vuol dire che il ‘nostro’ presidente del consiglio darà istruzioni al Ministro dell’Interno su come comportarsi????

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Condividendo completamente il contenuto del discorso di Calamandrei (1950) già pubblicato da molti, lo riporto per quanti ancora non lo avessero letto.  Ho l’impressione che si stia passando il limite.

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Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice di quelle di stato. E magari si danno premi, come ora vi dirò. O si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A quelle scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

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Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 – pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.

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  • One Response to “La scuola, Piero Calamandrei e Silvio Berlusconi”

    1. G. Says:

      Questo è quello che ormai sta accadendo da anni. Il malgoverno e il clientelismo sono di vecchia data = vari decenni, e le sinistre non hanno mai combattuto per esempio la moltiplicazione di pani e pesci = facoltà e corsi distaccati nei posti più sperduti, che boss di partiti vari di aree non sempre e non soltanto solo di centro e destra, hanno ottenuto per fini di potere personale, spesso solo locale, anche per raccogliere voti. Il difetto della sinistra è quella di volare sempre alto. E’ facile, comodo e si ha praticamente sempre ragione. Infatti si può dare ragione a quasi tutti e torto solo a pochi. In aggiunta siccome si ritrova a dissertare su teorie, non fa altro che dilaniarsi, massacrarsi, una parte contro l’altra, perchè sul ragionamento ognuno di noi è sempre più bravo e più astuto dell’altro. Volare anche in basso oltre che in alto è spesso rischioso e antipopolare. Alla fine la gente è quella che innanzi tutto mangia pane, beve, dorme, respira, se può gode e va al cesso. Il risultato di questa situazione sta sotto gli occhi. Permettere e giustificare tutto per la colpa di pochi.
      Oltre che questo pezzo di Calamandrei rileggiti pure, parola per parola, quel famoso pezzo attribuito a Platone, dove con poche righe si spiega molto bene come si ripassa dalla Democrazia alla Dittatura.

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