Mercato di Porta Palazzo, fotografie non scattate.
January 6th, 2008 by Silvia ProsperiFisso in immagini il ricordo di ieri pomeriggio. Non avevo la macchina fotografica e probabilmente, se l’avessi avuta, non avrei fatto in tempo a scattare…
- Foto 1 Abbondanza. Qui è facile, vedo file colorate dei frutti migliori, arance, limoni, pomodori, cetrioli, il verde dell’insalata, il rosso dei ravanelli, tutto è esposto e disposto con cura, il messaggio che passa è quello di una grande abbondanza di cose da mangiare.
- Foto 2 Differenze. Sono all’incrocio con C.so Regina, davanti ho l’Antica Tettoia dell’Orologio con la scritta “Amare le differenze” in tutte le lingue del mondo (o quasi!). Al centro, fra i passanti e passanti anche loro, una famiglia araba, sono di spalle, la donna ha un unico vestito lungo rosa chiaro e rosa acceso che la ricopre fino ai piedi. Sopra di loro e sopra tutti, i fili incrociati del tram.
- Foto 3 Avarizia. Qui c’è una bancarella e sul lato destro un viso anziano illuminato. E’ quasi sera, sarebbe rimasto inosservato se la luce della bancarella non l’avesse illuminato. Lo osservo mentre conta i soldi del resto.
- Foto 4 “…Tra la spazzatura e i fiori…” Qui è l’angolazione che mi colpisce, vedo un lato di Porta Palazzo che non avevo mai osservato. Da un lato ci sono casse di spazzatura, casse vuote accumulate nel corso della giornata, dall’alto i tetti rossi delle bancarelle. E fra le une che fanno da sfondo e gli altri, che fanno da orizzonte, impiedi, arabi che vendono erbe aromatiche. Mi guardano e si incuriosiscono, alla fine mi sorridono.
- Foto 5 In vedetta. Questa è la bancarella del pesce in salamoia, i pesci più grandi e delle forme più strane, tutti sbiancati. La signora mi guarda osservare e mi chiede se voglio qualcosa. L’espressione che fa quando le faccio capire che non voglio nulla già meriterebbe una foto.
La rivedo da lontano, ci incrociamo con lo sguardo, sa tutto quel che le succede intorno pur facendo nel frattempo tuttaltro. Allora la fotograferei così, da lontano con un grandangolo, “in vedetta”.
- Foto 6 Di traverso. E qui ad un tratto ho la sensazione di trovarmi in un mercato cinese. Ormai è quasi buio, vedo illuminato da una luce quasi giallastra, di traverso fra le cose e le persone, un signore cinese imbustare le arance appena comprate.
- Foto 7 Black man. Ormai è buio e sto per andare via, l’uomo ha un cappotto nero, lui stesso è nero, sembra quasi essere inghiottito dal mercato che che sta per terminare..



January 10th, 2008 at 12:03 am
Ciao “Sì”, interessante questa fotografia a parole..
sembra quasi poesia ma non lo è perchè è realtà..
brava continua così.
Io purtroppo mi sto dando a tutt’altro lavoro, ho iniziato a ristrutturare casa..aiutoo
buon 2008 a te e a Walter, vi aspetto a lavori finiti
baci
Valerio
January 10th, 2008 at 11:21 pm
La prima foto vera è quella che si forma nel pensiero e dai flashes che emergono dalle tue parole vedo che sei dotata di un non comune senso dell’arte. So go ahead into this exercise to develop more and more this fantastic attitude.
Kisses with a clap on your bum !!!
Mum La
January 16th, 2008 at 6:34 pm
Ciao! Sono belle le tue “impressioni” di Porta Palazzo (è talmente pieno di suggestioni che ci si portebbe stare una settimana…).
In un ottica strettamente “fotografica” a mio avviso sono un po’ troppo ricche per poter ricavare una singola immagine da ognuna, sarebbe interessante prenderle una per una e farne un micro-racconto per immagini.
La cosa difficile - credo che fosse questo il messaggio della lezione - è “guardare” e togliere il superfluo, per poter arrivare all’immagine chiara e pulita del messaggio.
Mi sembre comunque un’ottima via da seguire per arrivare alle immagini “vere”, quelle che, partendo da un’idea raccontano una storia.
Dal canto mio, temo di essere stato fin troppo sintetico…
Byby!
Guido
January 28th, 2008 at 12:27 am
eccomi a vedere queste foto che non ci sono. che però rimangono in testa. e allora come la metti?
e yo
January 29th, 2008 at 3:16 pm
uuuuuh, adesso sarebbe ora di farle, queste foto.
Porta Palazzo ha un fascino unico, bisognerebbe poterlo immortalare tutti i giorni, peccato che noi comuni mortali lavoriamo.
ma… una sera se vuoi andiamo. Il cavalletto lo porto io…
ti bacio,
Isa
January 29th, 2008 at 9:47 pm
Isa……
quando vogliamo ci armiamo di macchine e buona volontà e andiamo a scattare, ok?
S.