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Seguendo Sang Shin….

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Oggi dopo un bel pò di tempo mi è venuta l’ispirazione per scrivere qualcosa, mettendo insieme un pò tutte le idee che ho raccolto in queste settimane e un piccolo motivo di buon umore che trovate in fondo alla pagina.

Innanzitutto Sang Shin, il suo nome suona come quello di un maestro di chissà quali arti marziali, e invece è un “evangelist” della SUN, uno che appunto se ne va in giro per il mondo a divulgare Java. (From wikipedia: “An evangelist promotes the use of a particular product or technology through talks, articles, blogging, user demonstrations, recorded demonstrations, or the creation of sample projects”). Guardate qui quali sono gli unofficial objectives dei suoi corsi:

Sang Shin Photo
Unofficial Course Objectives:
● Having Extreme Fun!
● Being Passionate for your life!
● Appreciating what you've got!
● Appreciating your fellow human beings!
● Enjoying little things in life

Quando ho letto tutto questo, a lavoro, ho fatto un sorriso largo e la giornata ha preso un’altra piega. Insomma grazie a Sang Shin e al suo corso su J2EE, il problema di capire tutte quelle cose belle toste si è un pò attenuato. La strada naturalmente è in salita.

Poi che altro? In questi giorni pensavo che fra il mio lavoro e quello di un panettiere non c’è molta differenza. Mi spiego meglio. Il lavoro ha tanti scopi, ma quello primario dovrebbe essere, anzi uno tra i primari, dovrebbe essere quello di provvedere al sostentamento di se stessi e di coloro che fanno parte della propria famiglia se ce ne sono.

Al fine di garantire loro la possibilità stessa dell’esistenza, che è al tempo stesso l’esistenza di qualcosa che si è creato. Ora a me questo sembra qualcosa di nobile. E questo unisce (unirà un giorno) me al il panettiere, come chiunque altro abbia deciso di formare la propria famiglia.

Altra cosa che ho pensato è questa: ho pensato che uno dei modi più radicali che ci sono di cambiare il mondo è mettere in circolazione nuovi individui: se questi saranno capaci di pensare con idee giuste, avranno cambiato almeno un poco la nostra società.

Ultima cosa: Margerite Yourcenar e Into the Wild. Le Memorie di Adriano finiscono così:

“Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più. Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti”.

Ora questa frase ha molto a che vedere con il “chiamare le cose con il loro nome” di cui parla Alex di Into The Wild, entrambe hanno a che fare con il significato della parola “maturità”, della maturità dell’essere uomini, la prima viene pronunciata sul ciglio della fine, la seconda sul quello della vita adulta.

Bene, concludo con ciò di cui sopra, un buon motivo di buon umore: al fotocampionato della Subalpina mi sono piazzata al 12° posto, una posizione di tutto rispetto!!!

Bene, la vita è fatta così, mischia il sacro al profano. Buona vita a tutti!

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