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Il paradosso del filosofo

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Il paradosso del filosofo è questo: per strane vicissitudini della vita mi sono ritrovata a lavorare nell’IT essendo partita da una laurea cosiddetta umanistica, filosofia, e un master in Risorse Umane.

E tutto va bene. Però a volte, in qualche momento no, mi capita di pensare di insegnare. Già. Poi faccio due conti e mi dico, se è vero che come “filosofo” mi occupo di informatica, che senso può avere insegnare filosofia?

Che senso può avere, tradotto, mettere in circolazione altri filosofi che non utilizzeranno mai quello che hanno appreso curvi sui libri durante gli anni dell’università? Direi nessuno.

Se un giorno invece i filosofi fossero scelti per occuparsi di ciò che riguarda l’uomo, le persone, la società avrebbe senso insegnare filosofia.

Per il momento dunque non mi occupo di Risorse Umane e non vado a insegnare filosofia. Che bel circolo.

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L’Albero delle Domande

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Capita a volte che informatica e filosofia siano come rette parallele destinate ad incontrarsi, del resto il quinto postulato di Euclide non è stato dimostrato e le geometrie non euclidee stanno lì propriamente a dimostrare questa indimostrabilità…… ;-)

Uno dei casi di questo incontro è quello del Web Semantico, ovvero il tentativo di assegnare al Web significati processabili dalle macchine dunque tali da consentire all’Utente una ricerca basata sul significato dei termini anzichè sulla loro occorrenza all’interno di un determinato discorso (sia esso fatto di parole, di suoni o di immagini)

Per assegnare senso al Web, questo senso deve preliminarmente essere “pensato” (cioè elaborato) dagli “umani” e successivamente dato in pasto alla macchina per essere processato: questo vuol dire per inciso che, a differenza di quanto si tenta di fare con l’Intelligenza Artificiale, le macchine non imparano nè apprendono nulla, ma semplicemente processano significati precostituiti.

L’Ontologia, in senso informatico, è precisamente questo: l’espressione dei nessi logici sussistenti all’interno di un determinato dominio di oggetti, avente la duplice funzione di

- assegnare significati ai contenuti del web all’interno di un determinato dominio logico di conoscenze

- rendere tali contenuti rintracciabili in funzione di tali significati

Quanto segue sotto è uno schema di una possibile Ontologia sul Concetto di Domanda, ho definito le classi principali in cui tale concetto può a mio giudizio essere suddiviso (-Domande che hanno già una risposta - Domande a cui occorre rispondere - Domande che debbono ancora essere poste) e poi ho ricavato le sottoclassi ulteriori.

La Domanda è un momento essenziale non soltanto della Ricerca Scientifica, ma anche, naturlamente, di quella Filosofica, anche per questo sopra ho parlato dell’incontrarsi di Informatica e Filosofia: chi meglio di un “filosofo” (sottolineo le virgolette) potrebbe pensare e realizzare un’ Ontologia della Domanda??

Natualmente lo schema non è definitivo e può essere rielaborato, migliorato e arricchito, quanto segue è solo una proposta su cui discutere :-)

A l b e r o D e l l e D o m a n d e

Nello schema viene utilizzata la notazione UML, per cui ogni classe tranne la Root è messa in una relazione di dipendenza rispetto alla classe padre e da questa eredita eventuali attributi (vd. Risposta, Formulazione e Oggetto).

domanda filosofia Ontologia Semantic Web
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A che serve la filosofia ?

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Ieri sera, nel poco tempo che mi rimane per guardare queste cose, leggevo il resoconto di un incontro tenutosi tra Rovatti, Galimberti, Vitullo, Boella ed altri sulla Consulenza Filosofica. Un articolo pubblicato su AUT AUT (N. 332 e interamente dedicato alla Consulenza Filosofica).
Mentre leggevo mi facevo molte domande, tentavo di organizzare i pensieri, di fissare i punti più significativi.
Consulenza filosofica oggi, perchè. E dove.

Faccio altro per mestiere, e tutti i giorni mi confronto con quelli che guardano “dall’altro lato”, con fisici, matematici, ingeneri, con quella che può essere definita cultura o forma-mentis scientifica.
A volte “da filosofi”, capita di essere presi per marziani….

A volte il confronto è interessante, e mi induce quasi a pensare secondo altri parametri.

“Sì, la filosofia, per cosa?”
“Quali risultati, quali conquiste, quale utilità?”
La filosofia nasce in Grecia come curiosità per le cose che sono intorno, proprio come “fisica”, “phisis”, che in greco vuol dire natura, più avanti con Socrate diventa curiosità (bisogno profondo di comprensione) per l’uomo.

Non voglio ripercorrere in un post la storia del pensiero, nè forse, ne sarei capace.
Però perchè la filosofia?
“A che serve la filosofia?”
La filosofia nasce dal domandare e dal voler capire, come esercizio pieno e assoluto della soggettività, quella stessa soggettività che attuandosi, cioè esprimendosi, ‘fa fisica’, ‘fa psicologia’, conosce-cose.

Ma allora, se la filosofia è esercizio di soggettività e se la soggettività come tale conosce cose, pensa oggetti, che cosa è la filosofia? Che cosa conosce la filosofia?

Io penso che la filosofia possa essere innanzitutto riflessione, una specie di prossimità con se stessi, che non sospende la struttura fondamentale del nostro pensiero, che è sempre pensiero di (o su) oggetti, ma sospende il nostro guardare abituale, quello che riguarda le cose che “innanzitutto e per lo più” siamo abituati a guardare.

La sospensione chiede innanzitutto a se stessi conto del significato che hanno le cose che sono.

Questo guardare che si chiama fuori è un’istanza di riflessione ed appartiene come tale alla filosofia, cioè a quel voler sapere da cui sono nate le scienze.

Questa istanza di riflessione, mi viene voglia di dire, appartiene innanzitutto all’uomo, ai fisici, agli ingeneri, ai falegnami, alle madri, ai vecchi, agli artisti, a chiunque. L’uomo ha da sempre messo in atto questa istanza, con forme e modalità diverse a seconda di ciascuno.

I “filosofi” sono coloro che hanno il tempo, le possibilità e le capacità di esercitare questa istanza in sommo grado. Da questo bisognerebbe partire per chiedersi se la filosofia possa avere un’ utilità e quale possa essere.

filosofia scienza
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