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Una serata in Subalpina

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Sono qui a parlarvi della scorsa serata in Subalpina, la società fotografica nata per prima in Italia alla fine dell’ottocento. Ne faccio parte per il corso fatto l’ scorso anno.

Lo scorso giovedì la serata è stata dedicata all’analisi e al commento delle foto dei soci stessi. Un cosa molto utile, perché impari a capire cosa pensano “gli altri” di quello che fai.

Alle mie non ci siamo arrivati perchè si è fatto tardi ma non è qui che volevo andare a parare.

Quello  che mi ha colpito, ci stavo pensando in vespetta il giorno dopo mentre andavo a lavorare, è il criterio prevalente con cui le foto vengono valutate.

Sono state proposte varie modalità di lettura delle fotografie. Una foto, ci è stato detto, deve essere valutata

- per ciò che ritrae, la cosa

- per il modo in cui la ritrae, il come

- per il motivo per cui la ritrae, il perchè.

Può darsi. Oppure, sempre ci è stato detto in sede di introduzione della serata,

- per ciò che dice

- per ciò che dà.

Soprattutto, la valutazione di una foto non  si basa su criteri soggettivi, il “mi piace”, il “non mi piace”.

Però a me sembra che in tutto questo discorso manchi la parola fondamentale di tutta la storia. Io una foto la valuto perchè è bella oppure perchè è brutta.

La fotografia è una forma d’arte e quando guardo le foto di qualcuno, o provo a farne io, cerco un cosa sola, quella si chiama bellezza.

La bellezza, a me hanno insegnato, non sottosta a regole, ma guarda caso tutti, a seconda della propria cultura, forma mentis e background sono in grado di comprenderla. E questa universalità che non sottosta a regole ma che è “soggettiva” (perché afferisce alla soggettività del giudicare e non alla cosa giudicata), è alla base in generale dell’arte.

Questo lo scriveva Kant nella Critica del Giudizio, lo insegnava Emilio Garroni durante le lezioni di Estetica a Roma.

Ora io dico semplicemente che se i modi elencati sopra di valutare una foto possono essere utilizzati, altrettanto indispensabile è sforzarsi di parlare della bellezza.

Ciascuno vedrà le cose in modo diverso dall’altro, ma almeno avremo preso la fotografia per quello che è, o dovrebbe essere.

A r t e.

bellezza Critica del Giudizio Emilio Garroni Estetica Fotografia Kant Subalpina
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Crostate, premi e altre storie…

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Allora iniziamo dalla crostata, era fantastica, dorata al punto giusto, fragrante, con uno strato di marmellata esattamente uguale per dimensioni a quello della base. I bigoli non erano quelle palline di pasta spessa che appesantiscono la crostata, erano larghi e piatti, si disponevano felicemente sullo strato di marmellata senza peso, quasi come una barca a vela spinta dal vento di bonaccia… La marmellata, poi, era di arance.

Segue la ricetta.

Ingredienti:

3 tuorli uovo - 300 gr. farina - 300 gr. zucchero -150 gr. burro - scorza limone - marmellata (arance) - sale - 1 uovo sbattuto

Preparazione:
Disporre a fontana la farina setacciata e nel mezzo lo zucchero, il burro in pezzetti, i tuorli d’uovo, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale. Impastare ogni ingrediente fino a formare una palla che deve essere lasciata riposare per circa mezz’ora in frogorifero coperta con una salvietta.
Trascorsa la mezz’ora dividere la pasta frolla in due. Con una di queste parti fare un disco e rivestire il fondo di una teglia, di circa 30 centimetri di diametro, leggermente imburrata ed infarinata.
Aprile un barattolo di confettura e versarla sul disco preparato, spandendola fino a due dita dal bordo.
Stendere un pò della pasta frolla messa da parte e per ricavarne delle fettucce larghe un dito con cui fare un reticolato sulla confettura. Con la pasta avanzata fare un grosso cannello col quale chiudere il contorno della crostata.
Dorare il bordo ed il reticolato con un uovo sbattuto e lasciare la crostata in forno già caldo di moderato calore per circa mezz’ora. (p.s. Io la cucino a 180 ° per circa 35 minuti)

Ancora due cose, questa foto che ha vinto il secondo premio in Subalpina per la Conclusione del Corso degli Allievi (sez. foto digitale), e un grosso in bocca al lupo al PARTITO DEMOCRATICO! Forza WALTER!!!

Ragazzo che ride

Fotografia
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Mercato di Porta Palazzo, fotografie non scattate.

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Fisso in immagini il ricordo di ieri pomeriggio. Non avevo la macchina fotografica e probabilmente, se l’avessi avuta, non avrei fatto in tempo a scattare…

  • Foto 1 Abbondanza. Qui è facile, vedo file colorate dei frutti migliori, arance, limoni, pomodori, cetrioli, il verde dell’insalata, il rosso dei ravanelli, tutto è esposto e disposto con cura, il messaggio che passa è quello di una grande abbondanza di cose da mangiare.
  • Foto 2 Differenze. Sono all’incrocio con C.so Regina, davanti ho l’Antica Tettoia dell’Orologio con la scritta “Amare le differenze” in tutte le lingue del mondo (o quasi!). Al centro, fra i passanti e passanti anche loro, una famiglia araba, sono di spalle, la donna ha un unico vestito lungo rosa chiaro e rosa acceso che la ricopre fino ai piedi. Sopra di loro e sopra tutti, i fili incrociati del tram.
  • Foto 3 Avarizia. Qui c’è una bancarella e sul lato destro un viso anziano illuminato. E’ quasi sera, sarebbe rimasto inosservato se la luce della bancarella non l’avesse illuminato. Lo osservo mentre conta i soldi del resto.
  • Foto 4 “…Tra la spazzatura e i fiori…” Qui è l’angolazione che mi colpisce, vedo un lato di Porta Palazzo che non avevo mai osservato. Da un lato ci sono casse di spazzatura, casse vuote accumulate nel corso della giornata, dall’alto i tetti rossi delle bancarelle. E fra le une che fanno da sfondo e gli altri, che fanno da orizzonte, impiedi, arabi che vendono erbe aromatiche. Mi guardano e si incuriosiscono, alla fine mi sorridono.
  • Foto 5 In vedetta. Questa è la bancarella del pesce in salamoia, i pesci più grandi e delle forme più strane, tutti sbiancati. La signora mi guarda osservare e mi chiede se voglio qualcosa. L’espressione che fa quando le faccio capire che non voglio nulla già meriterebbe una foto.
    La rivedo da lontano, ci incrociamo con lo sguardo, sa tutto quel che le succede intorno pur facendo nel frattempo tuttaltro. Allora la fotograferei così, da lontano con un grandangolo, “in vedetta”.
  • Foto 6 Di traverso. E qui ad un tratto ho la sensazione di trovarmi in un mercato cinese. Ormai è quasi buio, vedo illuminato da una luce quasi giallastra, di traverso fra le cose e le persone, un signore cinese imbustare le arance appena comprate.
  • Foto 7 Black man. Ormai è buio e sto per andare via, l’uomo ha un cappotto nero, lui stesso è nero, sembra quasi essere inghiottito dal mercato che che sta per terminare..
Fotografia Porta Palazzo
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I n a u g u r a z i o n e

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Il sito finalmente è pronto, siamo online e possiamo a questo punto “farne l’inaugurazione”. Il suo contenuto è chiaro, ci occupiamo di Web e vogliamo offrire sotto il profilo della Comunicazione e della Tecnologia un buon servizio a quanti ce lo richiedano.

Inauguriamo anche il nostro Blog però, che sara’ una sorta di filo conduttore delle nostre attivita’ e dei nostri progetti. La qualita’ di un lavoro dipende anche, dal nostro punto di vista, dalle energie che si riescono ad incamerare da settori ed ambiti diversi da quello nel quale direttamente si opera.

Con questo non vogliamo dire che nel blog non ci occuperemo di Web, ma che ci occuperemo di Web e anche di altro. Ci sara’ allora lo spazio ad esempio per la fotografia, per le mostre che abbiamo visitato, penso ad esempio a quella, inaugurata proprio oggi da Renzo Piano a Milano, e per tutto ciò che in altri termini va nella direzione ed alimenta quel senso di creativita’ e bellezza a cui facciamo riferimento nel sottotitolo del nostro sito.

Ospitiamo anche, non solamente i commenti, ma anche il contributo di chi voglia proporre un proprio argomento e seguirlo attraverso una serie di post, quel che conta è che sia in qualche modo affine alle tematiche trattate. Il nostro indirizzo è disponibile un pò ovunque nel nostro sito, oppure andate nella pagina dei contatti.

Per ora è tutto, come nel post precedente anche io non voglio tediarvi ;-)

Ci sentiamo presto

Silvia

Architettura Fotografia
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