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Laghi di Unghiasse (2494 mt. e 2468 mt.)

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1270 mt. di dislivello, 4 ore di salita, 3 di discesa.

Il primo lago a 2484, quasi interamente disgelato, poi il Colle della Crocetta (2641), sulla cresta che divide la Val Grande dalla Val dell’Orco, e poi l’ultimo tratto, più impervio e ancora non battuto in questo inizio d’estate, il Colle della Terra (2763 mt.)

Se non ci fossimo inerpicati fin lassù per quell’ultimo tratto di terra e sassi sotto la cresta, non avremmo mai raggiunto la vista della conca in cui riposano solitari e ancora parzialmente innevati i due laghi di Unghiasse.

Una natura congelata e superba al tempo stesso, capace di sprigionare in un attimo eterno tutta la sua forza e tutta la sua bellezza.

Al ritorno, dopo la scarpinata per tornare in macchina, ero fresca come una rosa, la natura a me fa questi scherzi, e allora mi sono venuti in mente Eu. e Nic. e il signor W. qualche settimana fa sulla salita mitica di Punta Corvo. Li guardavo veramente riposata mentre ciascuno di loro soffriva di una forma diversa di tachicardia sulla panca di legno messa a disposizione del viandante sconsolato…

Che cosa avreste dato per avere un decimetro cubo, uno soltanto, del mio ossigeno?? :-)

A Torino nel frattempo è San Giovanni, e scoppiano i fuochi.

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Calvino, Le città invisibili

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A volte questo blog guarda indietro, altre, direi più spesso, guarda avanti. Riporto un pezzo delle CITTA’ INVISIBILI di Calvino in cui si dice che a volte il passato assume colori e forme diverse a seconda del luogo dal quale lo si osserva. E’ vero.

Tutto perchè Marco Polo potesse spiegare o immaginare di spiegare o essere immaginato spiegare o riuscire finalmente a spiegare a se stesso che quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sè, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio, perchè il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più di avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

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Un Post di Passaggio

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Strong Mind, Weak Body

Se non lo scrivo adesso questo post, mi sa che non lo scrivo più…..

L’incrocio tra Gennaio e Febbraio è stato devvero importante, come uno snodo, in cui i conti si azzerano e si ricomincia a cronometrare.

Da dove partire?

C’è chi è stato assunto, chi è andato in pensione, chi ha cambiato azienda, chi si è lasciato ritrovare, chi è andato in Lettonia per il suo primo viaggio di lavoro, chi è andato a vivere da solo, chi ha compiuto gli anni e chi si spera festeggerà con la gara di pizza tutte queste cose…..

Mi sembra che ancora manchi qualcosa, probabilmente tutto il lavoro che ci aspetta e tutta la strada che ancora abbiamo da fare…..

S o b e s t r o n g d e a r S o s p h e r a a n d g o s t r a i g h t o n !

(foto presa da Flickr)

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