Cominciamo dalle cose semplici, poi se dio vorrà, arriverò a quelle più complicate. Qui pochi giorni prima che Veltroni si dimettesse, avevo richiesto la tessera del Partito Democratico. Mi è arrivata pochi giorni fa, consegnata dalla sede della Circoscrizione 3 (che per inciso è poprio dietro casa) esattamente giovedì pomeriggio, ieri la ho ritirata. Ho la tessera del PD nel portafoglio. Con la firma di Veltroni stampata sopra.
Sabato scorso il Lingotto, i casini di questi ultimi tempi, miei, non mi hanno permesso di scrivere quello che avrei voluto, però posso dire che l’emozione è stata tanta e l’impressione che di nuovo si stia muovendo qualcosa non dentro il PD, ma dentro la società e nella testa e nel cuore delle persone che hanno scelto Partito Democratico è netta e forte.
Berlinguer, al Lingotto, è stato citato più volte. L’importanza di ascoltare e valorizzare le istanze che vengono “dal basso”, che poi basso non è, cioè la società civile è emersa più volte nei discorsi di chi giovane e meno giovane è intervenuto. Mi viene in mente la differenza fondamentale o una delle differenze fondamentali tra destra e sinistra. La destra antepone l’interesse privato e personale a quello pubblico favorendo la soddisfazione dell’interesse di pochi su quello di molti, la sinistra fa o dovrebbe fare esattamente il contrario: pensare che soltanto soddisfacendo l’interesse pubblico, l’interesse degli altri come collettività, si soddisfi anche indirettamente l’interesse del singolo.
L’esempio lo ho avuto sotto il naso per anni. Per anti anni ho vissuto in un paesino sul litorale laziale a sud di Roma. Un paesino sul mare dove il mare non si vede perchè le amministrazioni locali, tutelando gli interessi propri e dei singoli (abusivi) hanno preferito avere qualche voto in più che non difendere le ricchezze del territorio e gli interessi della collettività che abita in quei posti.
Nelle ultime elezioni europee ho votato Gianni Vattimo, esimio professore di Filosofia a Torino, candidato con l’Italia dei Valori. Lo ho fatto per protesta (oltre che per simpatia per la persona Gianni Vattimo), per mandare nel mio piccolo, un segnale chiaro a questo partito, cioè che non si governa dall’alto in modo chiuso e dirigistico ma valorizzando ascoltanto e utilizzando le risorse i punti di vista e le richieste che vengono dalla società.
E qui torniamo al Lingotto. Ho sentito molti degli interventi fatti lo scorso sabato 29 Giugno e l’impressione che ho, netta, è che qualcosa di forte e dal basso si stia nuovamente muovendo dentro e fuori il Partito Democratico. Non so ancora quanta forza avrà questo movimento, quanto sarà capace di arrivare lontano, quello che so però, è che soltanto provandoci e facendo ciascuno la propria parte potrà venire fuori qualcosa di nuovo e di bello in questo paese.
Da questo punto di vista l’arrivo in ritardo della tessera del PD penso sia stato tutto sommato provvidenziale.
Ancora due cose: la prima il discorso pronunciato da Ignazio Marino al Lingotto lo scorso sabato 29 Giugno, credo meriti di essere ascoltato. Lo riporto sotto preso da You Tube. Il secondo è l’obrobrio del Pacchetto Sicurezza approvato dal Governo. Ne ho letto delle parti e penso sia veramente uno scempio. Qui l’appello da firmare.
W Marino segretario.