Premesso che non so chi sia Renato Piumini, vorrei che fosse cosí:
“Se un bambino ha la fortuna, la ricchezza, di vivere in mezzo a persone ricche di parole, persone che giocano tra loro e insieme a lui con le parole, che fanno molti espressivi rumori con la bocca, che non ripetono sempre le stesse cose, persone che raccontano storie e parlano con lui delle cose che accadono nel giorno e nella notte, persone che fanno le domande e rispondono alle domande, in una casa piena di libri, giornali, parole scritte, persone che invitano a casa altre persone che parlano, che non lo lasciano solo ad ascoltare per ore e ore le parole senza pausa, senza concretezza e senza risposta della televisione: insomma, se il linguaggio in mezzo a cui il bambino cresce é ricco, abbondante, generso, vario, allora anche il linguaggio del bambino sarà cosí, e allora il bambino avrà o cercherà le parole adatte per palare di quello che vede, sente, prova, sogna, immagina, ricorda”
(Renato Piumini)
Ho trovato questo trafiletto nella brochure di NATI PER LEGGERE, progetto finanziato dalla Regione Piemonte.
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