Coscienza civile e coscienza politica

by Silvia on September 12, 2009

Malgrado gli ops! delle due precedenti settimane alcune cose positive ci sono, cose vissute così, sulla pelle, come fossero vento. Cose che lentamente e impercettibilmente cambiano il modo di percepire e di sentire la società che si ha intorno. Due cose “importanti” le ho fatte in queste due settimane e sono state nell’ordine partecipare alla fiaccolata a Torino contro l’omofobia e andare a visitare i 350 rifugiati politici di corso peschiera 178.

Rifugiati politici per lo più Somali, ma poi anche Eritrei e Sudanesi, in pieno diritto di risiedere in Italia e di avere un lavoro e ridotti a vivere invece come disperati in condizioni igneiche molto precarie all’interno di uno stabile che fa (faceva perchè dall’11 Settembre sono stati trasferiti) difficoltà a contenerli tutti.

Questo perchè le istituzioni italiane, dopo aver concesso loro lo status di rigugiati, non hanno fatto nulla per favorire l’inserimento di queste persone nella società. Primo requisito su tutti, perchè indispensabile a trovare lavoro, l’insegnamento della lingua italiana.

Ne approfitto anche per dire che mi è piaciuta moltissimo la trasmissione di Iacona della scorsa domenica sui respingimenti in mare. Bravo, semplice e diretto. La trasmissione terminava così:

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

[Articolo 10 della Costituzione]

La seconda questione è la fiaccolata contro l’omofobia indetta a Torino, ma anche in altre città, a seguito delle violenze operate verso persone omosessuali. Per quanto non sia omosessuale mi sembra un fatto di una inciviltà inaudita, neanche da Terzo mondo se questa espressione volesse significare qualcosa.

Forse è proprio l’inciviltà la cosa su cui bisognerebbe riflettere in questo paese. Che cosa vuol dire prendersela con un extracomunitario o con un omosessuale? Che paese vogliamo? Che idea di mondo abbiamo? Dove sta il marcio e contro che cosa ha senso combattere?

Il marcio sta innanzitutto nel modo di pensare e nell’idea che nell’omosessuale alberghi la quint’essenza della diversitudine, o chissà quale dirompente diversità lesiva di non so quali sicurezze. Ma perfavore.

Ci pensavo proprio oggi parlandone con qualcuno a pranzo, siamo tutti a nostro modo diversi e tutti abbiamo diritto in questo mondo di cittadinanza e di norme che regolino questa convivenza. Nel momento in cui una parte della collettività richiede delle leggi a prorprio favore, l’unica domanda che ci si dovrebbe porre è se queste norme danneggino in qualche modo la collettività oppure no. Se no non ha senso negare la legge.

Questa è la mia opinione a proposito delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Non ho finito. Che mondo vogliamo, appunto. La terza cosa è meno importante, ma in fondo mi sta a cuore, e serve un pò a tratteggiare in piccolo il mondo che vorrei.

A Torino, nella mitica Torino dove tra un pò verranno fatte fuori per sempre le buste di plastica, in torinese “sacchetti”, è già da molto che viene praticata la raccolta differenziata. Tempo fa parlando con un collega mi è capitato di sentirgli dire che lui avrebbe desiderato essere pagato per fare la raccolta differenziata. Ok, non è uno scherzo, parlava sul serio. Ed è anche dichiaratamente di destra. Destra berlusconiana aggiungerei senza timore di sbagliare. Voleva, vorrebbe, essere pagato per la raccolta differenziata perchè questo comporta per lui del lavoro aggiuntivo a casa.

Ecco, per me fare la raccolta differenziata è un privilegio, perchè posso contribuire, almeno un poco, a rendere meno sporco questo mondo.

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