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Incroci, casuali, che ti piovono addosso come gocce d’acqua. Sembra di essere arrivati all’arrivo, sul confine di una nuova partenza, e c’è chi ricomincia o che comincia per la prima volta, e chi invece rimane lì.
Io ho addosso tutta la stanchezza della fine e poi una voglia infinita di rinnovamento. Secondo il mio stile, distruggo per creare.
Direi che siamo anche sullo spartiacque esatto tra l’estate e l’inverno, l’estate ora è davvero dietro e l’inverno è avanti. Neve, cappotti, poca luce. Ma anche l’inverno è un progetto, siamo abituati ogni anno a rifinirci dentro, un pò come il sottoscala o la cantina. Poi se ne viene fuori e ritrovi la luce. Vedi la primavera e te ne innamori.
L’inverno è il tempo in cui si investe, si conserva, si produce, si accumula. L’estate dovrebbe essere il tempo in cui si usa, si adopera quello che si è prodotto o accumulato. Peccato che la distinzione del lavoro nelle società odierne non sia proprio questa e anche quando sei ad Agosto o a Luglio che proprio non ce la fai più, sei ancora lì a mettere da parte, accumulare cose. Per cosa? Ma.
Comunque i vecchi dicevano, per la verità una vecchia da bambina mi disse, che si muore poco prima che venga giorno, poco prima che arrivi l’alba quando le tenebre non sono più tenebre e la luce non è ancora luce. Si muore sul passaggio, segnando il confine. Ciao Alda.
Io ho addosso tutta la stanchezza della fine e poi una voglia infinita di rinnovamento. Secondo il mio stile, distruggo per creare.
Direi che siamo anche sullo spartiacque esatto tra l’estate e l’inverno, l’estate ora è davvero dietro e l’inverno è avanti. Neve, cappotti, poca luce. Ma anche l’inverno è un progetto, siamo abituati ogni anno a rifinirci dentro, un pò come il sottoscala o la cantina. Poi se ne viene fuori e ritrovi la luce. Vedi la primavera e te ne innamori.
L’inverno è il tempo in cui si investe, si conserva, si produce, si accumula. L’estate dovrebbe essere il tempo in cui si usa, si adopera quello che si è prodotto o accumulato. Peccato che la distinzione del lavoro nelle società odierne non sia proprio questa e anche quando sei ad Agosto o a Luglio che proprio non ce la fai più, sei ancora lì a mettere da parte, accumulare cose. Per cosa? Ma.
Comunque i vecchi dicevano, per la verità una vecchia da bambina mi disse, che si muore poco prima che venga giorno, poco prima che arrivi l’alba quando le tenebre non sono più tenebre e la luce non è ancora luce. Si muore sul passaggio, segnando il confine. Ciao Alda.

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Peccato, avevo scritto dei commenti che poi per la mia incapacità
sono andati persi, sfumati nel vento. E’ proprio così, costruisci, distruggi e forse ricrei, ma a volte in un altro modo.
Dunque i concetti di Alda sono toccanti e ti scavano dentro. Riesce a dirti delle cose che forse già sai, ma senza rendertene conto.
Si muore quando l’alba non è ancora alba !
si muore quando l’alba non è ancora alba…. è un pò ermetica, ma interessante… ;)