Faber

Faber

by Silvia on January 11, 2009

Dieci anni fa, oggi, ero nella casa di via massaia a Roma, dove studiavo. Eravamo io, la radio, Kant, la matita rossa per sottolinerare e le patate che avevo messo nel forno. La prima volta che in quella casa mettevo nel forno delle patate.

Me lo ricordo benissimo, la radio accesa, il giornaleradio delle 13 e io seduta al tavolo con la finestra davanti nel centro della stanza.

Pochi mesi prima avevo avuto l’occasione di incontrare FdA e di stringerli la mano. Avevo sbiascicato qualche parola senza senso dandogli del lei….. “Lei è un poeta”, gli avevo detto.

E non stava inpiedi, la frase, sopratutto per quel Lei, e poi anche perchè mi ricordavo la sua citazione di Croce, quella per cui dopo i 18 anni solo due categorie di persone scrivono poesie: i poeti e i cretini, e che cautelativamente lui preferiva definirsi un cantautore.

Tempo dopo, sul Secolo XIX, quotidiano di Genova, mi era capitato di leggere un articolo molto bello scritto da Paolo Villaggio su De André. Anche quello me lo ricordo molto bene. Era lui che lo chiamava Faber ad esempio.

Villaggio raccontava del loro rapporto e di come lui avesse sempre negato di essere un poeta fin quando una volta, non ricordo il contesto preciso, fu proprio lui ad avvicinarsi a Villaggio e a dirgli, quasi di nascosto dalle orecchie del mondo, guarda, “Io sono un grande poeta”.

Faber, grande poeta.

Quel giorno tremulo (per me) in cui lo incontrai, gli diedi un foglio di carta che avevo scritto per lui e che si concludeva con l’augurio di mantenere con lui un canale di comunicazione che proseguisse “lungo la linea aperta del tempo”.

Era l’Agosto del 1998 e il luogo era Gemona del Friuli, l’occasione un premio che doveva ricevere dal Lab (Laboratorio Internazionale di Comunicazione).

Pochi mesi dopo era il Gennaio del 1999. E io ero nella cucina di via Massaia a cucinarmi le patate.

Mi sono chiesta diverse volte se durante quei mesi, da Agosto a Gennaio, avesse mai ripensato a quelle parole e che cosa mai avesse pensato.

Un canale di comunicazione “lungo la linea aperta del tempo”.

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