Se c’è un libro che non ho mai sopportato e neanche potuto vedere da lontano è la Coscienza di Zeno. Già il nome Zeno mi avrebbe dovuto mettere sull’avviso. Sembra uno di quei nomi assurdi che si leggono solo dentro la metropolitana milanese. Che ne so, Milano Ghisolfa, che è un nome? Anche no. E Zeno Cosini? Che è un nome??? Anche No No No.
Ecco.
Però forse una cosa di buono quel libro ce l’ha. La fine. Non nel senso che lo strazio ad un certo punto finisce (anche), ma nel senso che la conclusione a cui arriva, il nostro Zeno, non è poi così sbagliata. Conclude di non essere malato. (No, infatti era solo un grandissimo rompiscatole!). Conclude in altri termini che forse è il caso di prendersi per quel che è. (Un inetto!)
Ok, un inetto, ma la conclusione è comunque giusta!
E’ inutile mettere questo NO gigante sul mondo che non ti fa vivere neanche – se dio vuole – la tua inettitudine, sii quel che sei e forse sarai anche un pò meno inetto.
Ari Buon Natale.
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