La Cura, di Michele Ainis.
Perchè?
1) scorre radente i fatti illustrandoli nel modo più obiettivo. Questa è la pars destruens: ogni capitolo seziona un ambito del nostro vivere civile e ne dà conto informando con dovizia di particolari. Che è già un’ottima cosa. Destruens perchè il quadro che ne viene fuori non è per nulla edificante, dalla gestione della cosa pubblica a qualunque gestione collettiva di interessi: consigli di amministrazione di aziende, comuni, università, sindacati, ordini di ogni ordine e grado, partiti politici e così via.
Il tema è quello importante della democrazia, quel che viene fuori è il fatto che malgrado l’ordinamento formalmente democratico che quasi ovunque ci diamo, di fatto disattendiamo puntualmente le nostre aspirazioni dando vita ad organismi di comando ingessati, cioè incapaci di pensare effettivamente all’interesse comune, e statici, cioè privi di ricambio a svantaggio del merito.
2) ogni capitolo ha una pars costruens: per ogni situazione vengono presentate delle possibili azioni correttive che possono migliorare lo stato delle cose. Anche qui con dovizia di particolari e in modo molto chiaro.
Dunque in conclusione direi che si tratta di un libro che forse ogni cittadino, nell’interesse proprio e comune, dovrebbe leggere.

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