Proprio così è stato, un giorno di luna di inverno qualcuno ha voluto il tuo fiore.
Ci sono cose che si riescono a dire e cose che non si riesce.
So solo di una mattina d’inverno con la tramontana fuori e il vento che entrava dentro. So dell’aria leggera che accarezzava le tue gambe e sfiorava le tue mani. So dei tuoi capelli rimasti uguali e del tuo viso tornato innocente e piccolo come quello di un bambino.
So del tempo che passa e del tempo che è passato e delle circonferenze che segnano il tronco di un albero e ne misurano gli anni. So tutto questo e perfino l’impossibilità di porvi rimedio con un gesto qualunque della mano.
Ma so molto di più e quel di più, che tu ora mi dici, lo terrò con me.
Nota: al testo di Gianmaria Testa che dice “una mattina di luna di inverno tutta la piazza ha voluto il tuo fiore” e che parla della nascita di un bambino, ho dato un senso mio, non immediatamente evidente a chi legge e forse addirittura speculare al testo citato.
